Come gestire la solitudine

Gentili Dottori, buongiorno. Come da titolo, avrei bisogno di qualche vostro consiglio su come gestire il mio sentimento di forte solitudine. Vi spiego la situazione. Circa sei mesi fa, a causa di un cancro, la mia mamma è passata a miglior vita dopo tre anni di malattia. Sono stati anni difficili e strani, perchè mia madre è sempre bene fisicamente, nonostante avesse questo maledetto melanoma. In questo periodo di tempo in cui chiaramente le preoccupazioni non venivano a mancare, io e la mia famiglia abbiamo continuato a vivere normalmente, fiduciosi al massimo che ce l'avremmo fatta a sconfiggere il suo male. Ricordo i momenti di estrema ansia quando c'erano le tac, quando si andava al centro tumori di milano per sentire i medici...e poi alla fine è successo. Ora mi trovo senza la mia mamma all'eta' di 28 anni e sono figlio unico. Io e mio padre andiamo avanti ogni giorno e siamo davvero molto forti. Subito dopo l'accaduto sono stato coperto di attenzioni da parte di molti amici, attenzioni che nel giro di un mese sono piano piano venute a mancare. E' un pò come se tutti si fossero dimenticati di quello che mi è successo. In questo periodo mi sento molto solo e abbandonato nella mia condizione e la cosa non mi fa stare bene. Capisco che per alcuni queste situazioni siano ingestibili in quanto non si hanno le capacita' per gestirle; capisco gli imbarazzi e le imbranataggini ma onestamente sono stufo di dover capire gli altri, l'ho fatto tante volte. Adesso sono io quello che ha bisogno di attenzioni e di affetto ma mi accorgo che purtroppo non è così. Vivo il mio dolore da solo. Sono pienamente consapevole di aver fatto tanto per gli altri però ora sono io quello in difficoltà ma pare che io sia un peso. Ho detto a più persone di farsi sentire, di aiutarmi, l'ho esplicitato più volte, però la realta' è che mi ritrovo a fare i conti con me stesso purtroppo. A volte mi viene da chiamare delle persone ma per principio non mi va di farlo. Mi chiedevo in questa situazione come potrei gestire al meglio il mio sentimento di solitudine. Vi ringrazio molto un caro saluto
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente

Le questioni di principio, comprensibilissime, spesso ci mettono la zappa sui piedi...
Se lei ha giá chiesto ai suoi amici o parenti di starle vicino, mi chiedo se lo ha fatto con le modalità più adeguate e con l ' atteggiamento di chi vuole ricominciare dopo un grave lutto a vivere pienamente.
Anche ora che ha subito un lutto ha comunque molto da dare e scambiare con gli altri.
Essere forti a tutti i costi spesso non aiuta....

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
La ringrazio per la cortese risposta
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
<<Adesso sono io quello che ha bisogno di attenzioni e di affetto>>

Gentile Ragazzo,
il tempo trascorso dal lutto che ha colpito la sua famiglia non è ancora tantissimo e per di più avendo perduto una persona così importante e significativa, è comprensibile che Lei ne soffra ancora in modo così bruciante.

Quale tipo di attenzioni e di manifestazioni d'affetto da parte dei suoi amici ritiene potrebbero esserle d'aiuto?
Cosa in concreto si aspetterebbe che loro facessero?

Lei cosa fa nella vita? Studia o lavora? Quali sono le sue passioni?

Cordialmente,

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
La perdita della mamma e' un lutto di una tale profondita' che ci sono pochi rimedi oggettivi al senso di solitudine che prova!
Purtroppo nulla e nessuno potranno sostituire la Sua mamma e a questo deve rassegnarsi.
Anzi, quanto piu' accettera' questo stato d'animo tanto meglio lo superera'.
Occorre tempo per ristrutturare la mente e la Sua vita. E gli altri servono a poco.
Forse qualche sostegno psicologico professionale potrebbe permetterLe di elaborare a fondo il Suo sentimento, ma senza tentare di sfuggirlo. Anzi, andando a cercare i nuclei dolorosi. L'elaborazione del lutto avviene cosi'.
Spero di esserle stata d'aiuto.
I miei saluti

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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dopo
Utente
Utente
ringrazio tutti voi per le gentili risposte. Quello che mi aspetto dagli altri è un sincero interesse nei miei confronti, è un farsi sentire autentico e non per pietismo. Cerco tanto negli altri un aiuto ma purtroppo, come dice lei (franca esposito), è una cosa che credo non vada ricercata negli altri, soprattutto visti i risultati. A questo punto però mi chiedo che valore abbia l amicizia. sicuramente è molto comodo essere amici quando le cose vanno bene ma è solo quando le cose vanno male che si vede la vera amicizia. Da qui il mio sentimento di amarezza nei confronti degli altri e il mio volere di non farmi vivo, sopratutto dopo aver esplicitato a tutti il mio bisogno di supporto. Per quanto riguarda il lavoro e le passioni io lavoro nel campo dei trasporti e sono un grande appassionato di musica e di cinema. Suono la batteria da più di dieci anni, realizzo video, scrivo...le mie passioni mi servono per vivere ma ho bisogno anche di essere ascoltato sinceramente. Sarà che io proietto sempre negli altri la mia persona, penso a quello che farei se un mio amico perdesse la mamma. È chiaro che a questo punto io debba vivere la mia situazione con me stesso
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
Comprendo l'amarezza che prova.
E me ne dispiace. Ma, sfortunatamente, quel meccanismo di "soccorso" che Lei vorrebbe trovare funziona al contrario di come Lei vorrebbe.
Lei, essendo in un periodo di lutto e' percepito come "estraneo". E questo perche' in realta' non sta sulla stessa "lunghezza d'onda" degli altri e questo lo si sente.
Purtroppo per un po' sara' cosi.
Le cose torneranno ad essere "normali" quando Lei si sentira' meglio.
Puo' sembrare un paradosso ma e' cosi'.
Per fortuna Lei e' autonomo per quanto riguarda le Sue passioni. Si concentri su di loro e cerchi di trarne energia!
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dopo
Utente
Utente
Grazie mille per la sua gentilezza e disponibilità. In ogni modo credo che consultero' uno psicologo che esercita nella mia città. Per anni solo in pochissimi hanno saputo della mia mamma e quando è successo ho spiegato molto alla veloce la malattia che aveva. Ho bisogno di una persona che mi ascolti e che mi sappia guidare per gestire da solo il mio stato d animo. Ancora grazie
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Dr.ssa Ilaria La Manna Psicologo, Psicoterapeuta 282 8 14
Gentile Utente,

il dolore come quello di un lutto va attraversato ed è doloroso, soprattutto nel suo caso in cui è passato così poco tempo. Dice bene quando sostiene che probabilmente si aspetta dagli altri quello che invece avrebbe fatto lei e questo forse le dà amarezza e un pò di rabbia. Non se ne rammarichi, probabilmente non tutti hanno la sua stessa sensibilità e accortezza.

Dice che ha chiesto più volte e a più persone un aiuto e ha fatto bene, ma tolto i primissimi tempi, si ritrova solo.
Il dolore della perdita di un genitore resta comunque un fatto strettamente privato e gli altri probabilmente arrivano fino a un certo punto, tuttavia è importante non isolarsi. Quello che mi sento di dirle è di non fare richieste "di supporto" (magari gli altri potrebbero sentirsi caricati di responsabilità), quanto quello, ad es., di accettare gradualmente degli inviti fuori, fare una telefonata anche se non vorrebbe oppure fare qualcosa insieme a suo padre.

Se poi ne sente la necessità e il bisogno, non escluderei un consulto psicologico.

Un caro saluto

Dott.ssa Ilaria La Manna
Psicologa Psicoterapeuta - Padova

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Caro ragazzo,comprendo il suo dolore e la sua delusione, ma concordo con la collega Esposito,il dolore , l'angoscia degli altri fanno paura, la gente si dispiace per te ,ma non sa cosa dire, come fare e soprattutto non vuol pensare alla morte, alla malattia, vuol vivere facendo finta di niente..brutto da dire , lo so .. Cerchi i ricordi dei giorni felici, le foto, le parole, la sua mamma diventerà ' .. "una figura interna" e le farà compagnia ogni giorno. Gli amici riappariranno, vergognandosi un po' .. La gente ti da' quello che puo' , quello che e'..Le consiglio di leggere, leggere libri, per colmare la solitudine..le faccio molti auguri col cuore, io la mamma l 'ho persa a tre anni..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
alle sagge parole delle mie colleghe, la invito - a proposito di lutto, perdita, cancro e genitore - di leggere questa lettura

Elaborate un lutto così importante significa crescere come "persona", entrando nel profondo delle sue paure ed attraversandole...

Sua madre l'accompagnerà sempre e dalla sua "imago interna" potrà trarre quella forza indispensabile per andare avanti prima o poi, superata soprattutto la rabbia per la perdita.

Appena passerà la rabbia- prima o poi si stempererà - potra occuparsi del dolore, quello profondo per la perdita.

Ci saranno momenti bui, tristi, cupi, altri durante i quali la vita prenderà prepotentemente il posto del suo mondo interno e penserà di stare bene, altri durante i quali un ricordo, un profumo, una sua fragilità, una foto.......e verrà prontamente riportato indietro nel tempo, ripiombando nel dolore....

Nessuno può aiutarla a lenire il dolore e nessuno può attraversarlo al suo posto, né amici, né amori, solo lei!

Vedrà che sua madre guiderà poi il suo mondo interno, sempre.

http://www.valeriarandone.it/articoli/1297-congresso-nazionale-sia-2015/

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
Utente
vi ringrazio davvero di cuore per le vostre risposte...un caro saluto e grazie ancora a tutti voi, un caro saluto

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