Disturbo schizoaffettivo e la possiblità di lavorare

Salve, ho 27 anni e la mia attuale diagnosi è di disturbo schizoaffettivo. Sono seguita da una terapeuta e da una psichiatra ogni settimana. Prendo Abilify, non ricordo il dosaggio. La mia attuale condizione economica è pessima, ovvero sono senza soldi. I miei - son dovuta tornare a vivere da loro, da sola non ero più capace - mi danno vitto e alloggio, ma oltre questo vorrei ad esempio pagare le tasse dell'università, per poter continuare a studiare. Quindi ho cominciato a cercare lavoro, ma a quanto pare non risulto molto desiderabile per il mercato, e non riesco a farmi assumere. Un problema che ho, ad esempio, durante il colloquio, è che mi dimentico di dover fingere di essere una persona che non sono. Da quel che so, potrei richiedere l'invalidità, ma francamente mi sento perfettamente in grado di lavorare, e credo che mi farebbe anche bene. Mi chiedevo quindi se esiste un qualche ente, o associazione, nel Lazio, che assume persone affette da disturbi dello spettro schizofrenico. Grazie.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
non credo lei debba fingere quella che non è , ma semplicemente se stessa, con le sue difficoltà.

Se si sente di lavorare e con la cura sta meglio, dovrebbe soltanto cercare di fare quello che sente, magari senza affaticarsi troppo.

È seguita anche da uno psicologo?

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

<<Mi chiedevo quindi se esiste un qualche ente, o associazione, nel Lazio, che assume persone affette da disturbi dello spettro schizofrenico. << ,
queste domande possono essere poste anche alla Terapeuta che già la segue e alla Sua psichiatra, che la conoscono meglio di noi. E che, inoltre, conoscono il territorio.

Inoltre può informarsi le assistenti sociali.

E presso l'INPS per quanto riguarda l'invalidità eventuale e le quote lavorative riservate proprio agli invalidi certificati.

Riguardo alla ricerca di un lavoro,
<<non risulto molto desiderabile per il mercato, e non riesco a farmi assumere. <<
tenga conto che sono moltissimi i giovani in questa situazione pur non soffrendo delle sue problematiche; è dunque non lo attibuisca unicamente alla Sua condizione.

Saluti cordiali.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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dopo
Utente
Utente
Grazie, Dottoressa Randone, dell'attenzione e della risposta. Devo dire che tutte le volte che ho cercato lavoro, e mi riferisco anche al passato, ho notato che le volte in cui sono stata me stessa, con le mie difficoltà, mi hanno scartata o licenziata. Viceversa, quando ho cercato di proiettare l'immagine di una persona senza personalità, senza sentimenti, senza problemi e senza passione alcuna se non quella per il mio eventuale lavoro, sono stata presa. Quindi mi rifaccio alle mie esperienze, che fortunatamente non sono le stesse di tutti.
Sono in cura da una bravissima psicologa attualmente. Dico che è bravissima perché quando mi ha presa in cura ero in condizioni piuttosto disperate, mentre con lei e con questa terapia farmacologica sento di aver fatto progressi. E' vero che non dovrei affaticarmi(l'ultima volta che è successo ho avuto una crisi, e le allucinazioni), ma penso di poter imparare a gestire un lavoro part-time. Solo, mi chiedo, dove. Non esiste quindi un ente o un'associazione che aiuta l'inserimento di persone con questo tipo di problematiche?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Non so dirle. Senza invalidità penso di no.

Ne discuta con la psicologa che la segue, se è in cura, aspettiamo che migliori, piuttosto che pensare ad una certificazione...

Speriamo che possa trovare anche un lavoro part time, credo che, anche a costo di rischiare, Essere se stessi, paghi sempre.

Auguri di cuore
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dopo
Utente
Utente
Grazie, dott.ssa Brunialti. Non avevo visto la sua risposta quando ho risposto alla dott.ssa Randone. E' vero che ci sono tantissimi giovani nella mia condizione lavorativa, non attribuisco la mia situazione solo alla mia condizione di salute. Dico solo che certamente non si sposa bene con l'inserimento in un posto di lavoro.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
A questo proposito stia piuttosto tranquilla. Conosco molte persone che soffrono di problemi dello spettro schizofrenico che riescono a portare avanti regolarmente un lavoro: naturalmente sempre seguite da Psy e farmaci.

Però oggi "trovare" lavoro è già di per sè difficile...Questo intendevo.

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dopo
Utente
Utente
Grazie, Dott.ssa Randone. Ho l'impressione che i suoi auguri, specie perché di cuore, mi siano stati particolarmente graditi. Inoltre cercherò di studiare la situazione al meglio. Non sapevo che avere la certificazione di invalidità agevolasse anche per quel che riguarda l'inserimento lavorativo.


In quanto alla risposta della Dott.ssa Brunialti, in particolare questo passaggio
"Conosco molte persone che soffrono di problemi dello spettro schizofrenico che riescono a portare avanti regolarmente un lavoro: naturalmente sempre seguite da Psy e farmaci" - mi conforta molto, meno male(su internet lessi che le percentuali di disoccupazione fra pazienti schizofrenici e schizoaffettivi sono altissime, oscillanti tra il 70 e il 90%).
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Riassumendo:

Dicevo proprio questo: il problema è "trovarlo", il lavoro; tanto più oggi.
Riuscire a mantenerlo, se opportunamente seguiti, è possibilissimo.

Per gli invalidi esistono quote percentuali di assunzione obbligatoria; occorre valutare se ne vale la pena, da vari punti di vista.

Essendo la problematica multisfaccettata, oltre che gli Psy la seguono gli assistenti sociali e l'INPS.

Spero di essere stata esauriente.

A Lei "buona vita", è possibile.


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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Si, sono di cuore...
Ci dia notizie, in seguito, se crede.

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