Assenza totale di concentrazione

Durante lo studio, da qualche tempo, mi risulta impossibile concentrarmi. Per la maggior parte del tempo che impiego per studiare, circa 5/6 ore al giorno, la concentrazione cala a livelli minimi e spesso tendo ad addormentarmi letteralmente sui libri. Nessuna stanchezza fisica (dormo circa 8 ore a notte), nessun genere di difetto nella visione (non ho gli occhiali). Pur studiando materie interessanti, stesso risultato. Problema che mi capita anche quando leggo un libro, a volte e meno spesso, anche quando guardo la TV. Non reputo sia sonno vero e proprio perché succede che, appena alzo lo sguardo dai libri, il sonno termina e il livello di attenzione torna normale. Non faccio uso di eccitanti, ma le poche volte che mi capita, hanno blando effetto.
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1.3k 32 6
Caro Utente,

le cause della difficoltà di concentrazione possono essere molteplici e vanno ricercate anche nello stile di vita individuale (alimentazione, qualità del sonno, preoccupazioni, pensieri distraenti, etc.).

Non ci dice nulla della sua vita; delle sue relazioni affettive, familiari ed amicali, di ciò che studia, con che risultati, del suo effettivo interesse per ciò che studia, ...

A che punto si trova del suo percorso di studi?
Da quando si è accorto di questo calo prestazionale?
Ci sono eventi particolari che riesce ad individuare in questo periodo di tempo?

Restiamo in ascolto.

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazzo,
Esiste una "curva" che descrive perfettamente il rapporto fra interesse e attenzione/concentrazione.
E che indica come l'interesse conduca all'aumento dell'attenzione fino ad un certo livello che costituisce l'apice.
In quel punto l'attenzione/concetrazione si stabilizzato per un po'. E poi crollano.
Il soggetto STACCA completamente e tutto si spegne.
Lei addirittura si addormenta. Ma potrebbe ritrovarsi a pensare ad altro. Sarebbe la stessa risposta.
Quindi mi dispiace, ma non posso aiutarLa.
Cio' che Le interessa o no dipende da Lei, dalla Sua apertura mentale, dal Suo brio intellettuale.
Ci rifletta! Auguri!

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Utente
Utente
Salve, Vi ringrazio per le risposte.
In realtà, tutto ciò accade indipendentemente dall'interesse per ciò che studio, che posso assicurare essere davvero acceso.
Sono un ragazzo di 21 anni, studio Farmacia e sono al secondo anno. La carriera fino ad ora è soddisfacente. Ho una relazione stabile da molto tempo con una ragazza, molti amici, e quindi una vita sociale adeguata alle mie esigenze.
Questo calo prestazionale penso di poterlo collocare a circa un anno fa, ma non corrisponde a nessun evento in particolare.
Le preoccupazioni per qualcosa di patologico ci sono.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazzo,
Le suggerisco una considerazione da prendere come optional se crede.
Lei studia Farmacia ed e' al secondo anno.
E conclude la sua risposta dicendo di avere delle preoccupazioni per la presenza di qualcosa di "patologico" in Lei.
Ecco. C'e un fenomeno interessante e collaudatissimo che si chiama "la sindrome del secondo anno di Medicina". In quell'anno gli studenti apprendono tutti i segni e i sintomi delle principali patologie. E li vivono su loro stessi. Li "decodificano" a livello fisiologico talmente a fondo da preoccuparsi per la propria salute: corrono a fare analisi e ricerche per capire "quale patologia " di quelle che ora hanno iniziato a conoscere sui libri li abbia colpiti!
Per fortuna al 3^ anno passa!
Non so se mi sono spiegata! ;-)
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1.3k 32 6
Caro Utente,

molte volte il calo di attenzione è conseguente a una scarsa attività fisica o a un uso massiccio della tecnologia (cellulari, internet, smartphone, tablet, etc.).

Si reputa una persona attiva? Pratica sport? Passa parecchio tempo davanti a computer, tablet e altri strumenti tecnologici?
Come struttura il suo tempo in una giornata tipica?

Come le ho scritto nel precedente post, le cause di tali cali prestazionali, sono solitamente da ricercare nello stile di vita complessivo individuale.

Preoccuparsi per qualcosa di patologico mi sembra eccessivo e, come suggerito dalla Collega, potrebbe essere un pensiero associato al suo corso di studi.

Restiamo in ascolto.

Un caro saluto
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Utente
Utente
Vi ringrazio nuovamente per Le vostre risposte.
Sono consapevole del fatto che possa effettivamente trattarsi della Sindrome descritta, come fosse una sottospecie di Ipocondria; proverò quindi a preoccuparmi il meno possibile.
Tuttavia, in risposta al Dr. Callina, devo effettivamente ammettere di non essere una persona attiva. Pratico sport una sola volta a settimana, e passo davvero troppo tempo dinanzi a PC, smartphone, tablet, essendo appassionato di tecnologia. La mia giornata tipo è composta dallo studio e/o lezioni la mattina, e nel pomeriggio ancora studio. La sera, essendo fuori sede, e non avendo TV, mi dedico per anche 3/4 ore alla visione della TV al PC, riconoscendo di averlo troppo vicino agli occhi. Non seguo una dieta particolare, e sono in leggero sovrappeso.

Deduco perciò che lo stile di vita eccessivamente sedentario possa favorire questi cali prestazionali.
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1.3k 32 6
Caro Utente,

la possibilità che il suo stile di vita sedentario influisca su tale aspetto è, in effetti, molto elevata.

Sarebbe utile riuscire a ritagliarsi maggiori spazi all'aria aperta e in movimento. Non è indispensabile praticare sport in modo assiduo; potrebbe essere sufficiente trovare il tempo per qualche passeggiata, limitare l'uso dei dispositivi elettronici, magari dandosi delle regole sulla frequenza di utilizzo (es. resto connesso dalle... alle... e poi, salvo casi davvero eccezionali, non utilizzo pc, tablet e smartphone fuori da quegli orari).
La sua giornata tipica è caratterizzata da un bombardamento di stimoli visivi/cognitivi; è normale, forse, che la sua mente vada in saturazione e "spenga" i sistemi attentivi, magari proprio quando più ne avrebbe bisogno. Passeggiare, respirare, muoversi, come si suol dire "staccare la spina", potrebbe consentire una naturale forma di rigenerazione cerebrale utile a ottenere migliori prestazioni non solo attentive, ma anche mnemoniche e cognitive.

Spero di averle offerto qualche interessante spunto di riflessione.

Restiamo comunque in ascolto.

Un caro saluto