Depressione, ansia, ipocondria

Gentili medici iscritti,
ho utilizzato spesso il servizio che offrite gratuitamente, con generosa disponibilità e professionalità. Lentamente ho capito, anche se non del tutto interiorizzato, che gran parte dei miei problemi di salute sono di natura psicologica.
Attualmente sono in trattamento con Efexor Rp e En gocce. Ho cambiato più psichiatri e ho provato diversi indirizzi di psicoterapia, dall'analisi al counseling, fino alla tp cognitivo-comportamentale, che sto effettuando da più di due anni al ritmo di un colloquio alla settimana dalla durata di un'ora. Purtroppo non ho mai riscontrato significativi miglioramenti. Continuo ad essere severamente ipocondriaco, ad ascrivere eccessiva importanza ai segnali del mio corpo, a soffrire di disturbi funzionali di cui non si riesce a rintracciare l'origine dopo decine di accertamenti. L'umore è costantemente basso. Già la vita di per sé, indipendentemente dalle condizioni, mi appare vuota, priva di senso, e se si potesse fare una somma algebrica delle rare gioie e dei frequenti dispiaceri non avrei dubbi su dove penderebbe la bilancia. Inoltre le mie specifiche condizioni di vita mi appaiono intollerabili, mi sembra di essere perseguitato dalla sfortuna, soggetto a contrarietà di ogni tipo, come se lottassi con un muro di gomma che non posso scalfire.
Spesso dimentico cosa è successo durante i colloqui psicoterapeutici, in maniera che siano ancora più vani. Inoltre non riesco a mettere in atto strategie di rilassamento e dimensionamento dei problemi. Semplicemente quando sto male non mi vengono in mente, e le rare volte che mi vengono in mente sono talmente stanco (soffro di astenia e stanchezza cronica) da non avere la forza di fare niente. La sera quando vado a dormire sto leggermente meglio.
Se la mia percezione della salute è alterata, anche sul lavoro la situazione mi sembra disastrata. E non ho nessun tipo di rapporto con l'altro sesso da anni; anche se nascondo le mie tristezze mi sembra che le donne mi evitino, tanto che per un po' ero investito dalla "paranoia" di avere l'alito cattivo o di emanare un cattivo odore.
Sembra assurdo ma i momenti più belli della mia esistenza sono quando piango, in quanto sono gli unici in cui mi sento veramente vivo.
Non è che abbia grossissime aspettative su un eventuale cambio di terapeuta o di approccio farmacologico, ma allo stesso tempo brancolo nel buio e non posso continuare a sopportare questo stato di cose.
Mi dispiace scrivervi perché so che non ci sono molti appigli per la risposta. Ditemi solo se devo cambiare terapeuta, o psichiatra, oppure se come mi è stato detto comunque non ascolterei nessuno in quanto ho sempre il "disco rotto" delle mie preoccupazioni.
Vi scrivo perché so che voi professionisti potete avere un'idea del dolore immenso che c'è dentro di me, un dolore che viene negato da chi mi conosce, in un ambiente che non fa altro che chiedere, chiedere, chiedere.
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7.2k 220 120
gentile utente il problema è, probabilmente, nella percezione che ha dell'ambiente circostante e dal tipo di interpretazione che ne viene fuori. Dopo qualche anno di terapia cognitivo -comportamentale avrà compreso che l'ambiente non è nè cattivo nè buono ma dipende dagli occhi di chi guarda.
Tuttavia se non ci sono riscontri positivi con la terapia che sta seguendo si, è bene cambiare. Inutile insistere il rischio è che la stessa terapia, quando non da frutti, si trasformi in una tentata soluzione che mantiene in vita il problema.
magari cambiando anche approccio.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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dopo
Attivo dal 2007 al 2023
Ex utente
La ringrazio per la risposta. Secondo lei quale potrebbe essere un indirizzo che si confa alla mia sensibilità? Purtroppo sto veramente male
[#3]
Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7.2k 220 120

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