Utente
Buongiorno dottori, ci ho pensato un po' prima di scrivere queste cose qui sopra e se lo faccio è perchè la situazione deve essere risolta alla svelta. Sono un ragazzo di 24 anni, da un anno ho un figlio e questa situazione, come normale che sia, ha stravolto completamente la mia vita perchè di punto in bianco mi sono dovuto trasferire in un'altra regione lontano da casa mia per stare con la mia ragazza e il bambino.
Prima di venire a stare con la mia ragazza io vivevo una vita totalmente priva di responsablità, ho finito la scuola superiore a 20 anni e per ben due anni sono rimasto a casa senza lavorare e senza studiare e di punto in bianco mi sono ritrovato sulle spalle la responsabilità di una famiglia.
Il mio problema riguarda il lavoro e nello specifico l'ansia che ne deriva, ansia che avevo anche a casa mia e per questo non ho mai cercato lavoro. Quando sono arrivato qui ho quasi subito trovato un lavoro in una fabbrica ed è stato un vero e proprio trauma, sono passato dalla mia vita tranquilla di prima a un ambiente dove si lavorava nove ore al giorno, sempre in piedi e con un dirigente disumano e queste cose insieme non hanno fatto altro che confermare le mie ansie sul lavoro.
Ora mi ritrovo con la paura di lavorare, l'ansia di dovermi alzare presto la mattina e tornare la sera tardi per andare a fare qualcosa che non mi piace e controvoglia, l'ansia di entrare in un ambiente con nuovi colleghi che non conosco. Giusto oggi dovevo andare a un colloquio di lavoro e mi sono svegliato con un peso alla bocca dello stomaco dovuto all'ansia e nel tragitto mi è venuto pure mal di pancia.
Di queste cose ne ho parlato con la mia ragazza e lei mi ha suggerito di rivolgermi a uno psicologo di un consultorio, cosa che farò a giorni ma volevo ricevere anche un vostro parere.
Non lo so, forse sono troppo immaturo e dovrei crescere. Dovrei smetterla di vedere il lavoro come un qualcosa che ti succhia via la vita lentamente anno dopo anno ma non riesco a vederlo in altro modo. Io mi vergogno di essere così, mi vergogno terribilmente perchè vedo gli altri che lavorano per mantenere la famiglia e io non riesco.
Ci sarebbero parecchie cose da dire ma 3000 caratteri non bastano, ho detto le cose essenziali

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

credo abbia fatto benissimo a chiedere allo psicologo del consultorio un appuntamento, in modo tale da poter mettere a fuoco con calma la problematica.

Quando Lei scrive: "Dovrei smetterla di vedere il lavoro come un qualcosa che ti succhia via la vita lentamente anno dopo anno ma non riesco a vederlo in altro modo. "

posso chiederLe come mai ha maturato questa idea del lavoro? Prima, cioè nei due anni in cui viveva ancora con i Suoi genitori, la pensava nella stessa maniera? Questa idea Le ha impedito di cercare un lavoro?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente
Buon pomeriggio dottoressa Pilecci, la ringrazio per la sua tempestiva risposta.
Si, anche quando stavo con i miei genitori la pensavo alla stessa maniera e questa più le altre motivazioni mi hanno impedito di trovare lavoro. Come mai ho maturato questa idea? Da quando ho cominciato a lavorare non ho mai trovato un lavoro con orari umani, tutti che ti tengono impegnato otto, nove o addirittura dieci ore al giorno cinque o sei giorni a settimana. Uno si alza la mattina e torna la sera e il tempo per gli hobby (a me piace molto la lettura), i giri a vedere musei o parchi e in gereale il tempo per se stessi sparisce completamente e si riduce a un solo giorno a settima. Ora si è aggiunto pure il bambino e mi sono accorto che orari del genere mi privano anche dello stare insieme a lui. Come si può tollerare questa cosa? A parer mio si può perchè se lo fanno gli altri...... Ma allora perchè io la vedo in maniera così brutta? Perchè mi sale l'ansia al pensiero e mi blocca nella ricerca di un lavoro?

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

la giornata lavorativa è di otto ore; sono eccezioni il part-time e orari diversi da quella piena.
Ma credo che di base possa esserci una cattiva organizzazione; soprattutto se è giovane, dovrebbe riuscire ad organizzarsi, ad avere molte energie da spendere, ma è proprio la visione che ha del lavoro a creare il Suo disagio.
Come pensa di uscirne, dunque?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4] dopo  
Utente
In primis penso sia proprio questa visione del lavoro e poi tutte le cose elencate quali ansia per un nuovo lavoro (le novità e le cose nuove mi agitano), ansia ad entrare in contatto con colleghi nuovi e un ambiente sconosciuto e poi (come ha detto lei parlando delle energie) poche energie da spendere e una bassissima tolleranza allo stress e quando lavori per otto o nove ore di fila lo stress è molto soprattutto se per andare e tornare, oltre alle ore di lavoro si aggiungono pure due ore in cui stai fuori casa imbottigliato nel traffico. tutti i lavori che ho fatto fino ad ora erano così e questo non ha fatto altro che rinforzare questa mia visione del lavoro.
Non lo so come penso di risolvere la cosa, penso si tratti di cambiare completamente mentalità