Utente 109XXX
Gentili specialisti,

ho una questione che voglio risolvere. Io sono una persona "ambiversa", ovvero non sono né estroverso né introverso, lo dimostra il fatto che amo stare da solo ma ho anche amici con i quali mi piace uscire, sono richiesto da loro quando per un certo periodo non ci vediamo... insomma non sono un "timidone" e vengo definito spesso una persona che sa far ridere ed è simpatica, e che ha molte qualità.

Il mio problema si presenta quando sono nella fase di "frequentazione" con una ragazza che mi piace... è come se tutte le mie qualità "sparissero", mi viene l'ansia, penso di non essere interessante, penso di non avere molto da offrire, e soprattutto (la cosa che più mi fa male) è che la mia "spontaneità" tende a sparire, e si ripercuote sul dialogo, infatti mi ritrovo a pensare continuamente a "cosa dire" con l'ansia di parlare con la ragazza...

Le ultime 2 settimane sono state abbastanza angoscianti... spesso mi ritrovo a pensare "chissà se riuscirò a sostenere una telefonata lunga" oppure "chissà se riuscirò a parlare con lei quando faremo la passeggiata organizzata con gli amici"... ma io so di non essere così!

E l'ho dimostrato a me stesso... ho fatto un piccolo test, venuto fuori "per caso". Mi sono andato a rileggere le chat fatte con ragazze mie amiche (per le quali non nutrivo interessi particolari) e ho notato che trovavo continuamente spunti per divertirci dialogando, facendo battute (infatti sono una persona umoristica), facendo domande per portare avanti la conversazione... perfino con la ragazza che ora sto frequentando ho notato che le prime conversazioni (che avvenivano prima che mi dichiarassi a lei e che lei ricambiasse) erano forse più "sciolte" e varie... ma ora sono entrato in blocco!

Leggo continuamente articoli su "come conversare con altri", "come vincere la fobia sociale", "come tenere viva una conversazione" ecc... mi sto riempiendo la testa di "come fare questo e quello" ma io so che dentro di me ho già queste capacità... me lo sono "auto-dimostrato" andando ad esaminare me stesso come ero e come sono al di fuori di questo contesto "romantico"...

Ho assoluto bisogno di risolvere questo "blocco", perché mi si ripresenterebbe di nuovo se ci fosse qualsiasi altra ragazza al suo posto... ci stiamo frequentando da 2 mesi, fino ad ora NON E' MAI CAPITATO un momento di quelli che io temo (conversazioni bloccate o silenzi imbarazzanti), ma riconosco di non essere ancora "me stesso" e di non essere ancora "sciolto" come so di poter essere!

Forse è colpa mia che mi sto fissando su questa cosa? Forse dovrei smettere di leggere tutti i discorsi di "auto aiuto" o tutti i suggerimenti "psicologici" che trattano questi argomenti?

Vi prego... aiutatemi voi, mi sembra di impazzire su questa cosa... mi sembra di essermi "incagliato" su una pietra grossa, però dentro di me so che rimuovendola non avrei NESSUN ALTRO ostacolo tra me e una relazione "normale", dato che non sono un impedito sociale!

Cosa posso fare?

[#1]  
Dr.ssa Alessandra Varotto

40% attività
20% attualità
16% socialità
ABANO TERME (PD)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2012
Gentile Ragazzo,

nell' esposizione ai contatti sociali con l'altro sesso noto essere presente un blocco della spontaneità che la immette ogni volta in uno stato di iper-vigilanza e -riflessione "critica" su se stesso . Precisamente: quando si tratta di stare dentro un interazione di gruppo in presenza di una (per lei) possibile candidata-partner, sembra che le cose, bene o male, funzionino sul primo momento. Lei stesso si definisce umoristico, capace di stare in compagnia e anche di rendersi simpatico agli altri. Quando si tratta, invece, di affrontare il contatto eterosessuale 1:1, andandolo probabilmente a cercare, subentra il sovraeccitamento e compare dunque il timore di non reggere la situazione e di fare brutta figura.

Rispetto a ciò è interessante il senso che lei da alle piattaforme in cui avvengono questi contatti 1:1. In questi nuovi Media, mi pare di capire, lei trascorre molto tempo anche a "rileggersi" . Per mezzo delle chat sta cercando ultimamente delle conferme rispetto alla "bonta'" delle sue conversazioni col pubblico femminile. Ha mai tentato di trovare mezzi alternativi con cui allacciare e coltivare relazioni con le persone? Spesso le interazioni al telefono, ma anche gli incontri nella piazza patronale o al bar del paese offrono un palcoscenico di vita molto più stimolante per il dialogo con gli altri. E offrono alla comunicazione molto di più in fatto di emozioni rispetto ad una chat telegrafica e diacronica.

Nel suo caso sarebbe utile provare a mettersi in gioco su queste " vecchie" piazze del dialogo. Dove non c'e' possibilità di rileggersi nelle chat ma solo di viversi direttamente.

E' bene, poi, ascoltare gli "aiuti psicologici" che trova in Rete? Questo non glielo so dire ma se lei si è rivolto a noi, vuoldire che ha bisogno certamente di un consiglio. Anche se l'offerta che noi le possiamo garantire ha il carattere estemporaneo di un primo consulto diacronico (NON sostituisce IN ALCUN MODO il colloquio diretto con il professionista psicologo) posso solo darLe una conferma del valore intrinseco dell'autenticità di ogni rapporto umano. L'autenticità rende unici e predispone a contatti positivi con l'altro in tutti i sensi, soprattutto nei rapporti con l'altro sesso.

Una passeggiata romantica può regalare tanto: importante che ci si abbandoni all'ascolto senza pregiudizi CON l'altro e ci si metta a disposizione per quello che si è (e non per quello che si vorrebbe essere). Essere spontanei nella relazione porta solo buoni frutti e le potra' rivelare se la persona oggetto del suo interesse può corrispondere i suoi sentimenti.
Con ciò Le auguro buona fortuna.

Cordiamente,Dr. Varotto
Dr.ssa Alessandra VAROTTO
psicologa clinico dinamica indirizzo comunità
Iscritta all'albo Regione Veneto n.7550
www.studiovarotto.com

[#2] dopo  
Utente 109XXX

Dottoressa la ringrazio per la risposta.

In realtà il "test" che ho fatto io del rileggere le chat rispecchia anche quello che avviene "di persona", nel senso che anche "dal vivo" non ho problemi di chiacchierare con le amiche. Il problema mi si presenta quando "intesso" qualcosa di più profondo...

Mi sono accorto che forse tendo davvero a non essere più "me stesso", tant'è vero che negli ultimi 2 mesi ho trascurato le mie passioni, concentrandomi su questa "nuova relazione", ma non l'ho fatto solo per motivi di tempo, piuttosto ho "rinnegato" un po' quello che facevo prima... e riconosco che NON VA BENE.

Tra l'altro questa ragazza si è interessata a me per quello che ha visto PRIMA, quindi sarebbe un clamoroso autogol modificare la mia essenza... oltre a non essere giusto a prescindere.

Dottoressa, le chiedo... saprebbe darmi un aiutino pratico tramite qualche "suggerimento" per aiutarmi a "sbloccarmi" da questa "PARALISI DELL'ANALISI" che mi porta a non essere rilassato, naturale e "me stesso" in questa situazione? Non voglio perdere "me stesso", sono certo che questa sia la chiave di tutto.

Quindi ricapitolando: avrebbe qualche consiglio pratico per aiutarmi a sbloccare questo assurdo modo di pensare? Vorrei solo essere quello che sono sempre stato, anche in questa situazione dove ovviamente ho "qualcosa da guadagnare" ma anche "qualcosa da perdere"... dentro di me sento che, sbloccando questa "paralisi" e riuscendo ad essere naturale, essendo "me stesso", non avrei alcun tipo di problema... magari c'entra anche l'autostima, non lo so...

[#3]  
Dr.ssa Alessandra Varotto

40% attività
20% attualità
16% socialità
ABANO TERME (PD)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2012
Gentile Ragazzo,

in merito all'aiuto pratico mirato al problema "Blocco o difficoltà di spontaneità e dialogo con la ragazza che le piace" le suggerirei di intrapredere un training psicologico di comunicazione assertiva.

L'obiettivo dell' addestramento è quello di imparare a conoscere meglio se stessi, analizzano i propri comportamenti manifesti e nascosti. In particolare, attraverso situazioni di role playing, si lavora sulla costruzione di un immagine positiva di se stessi sia privata che professionale, superando le paure e le inibizioni sociali. Il training può avere la forma di situazione gruppale oppure 1:1 e durare diverse sedute. Ha un contenuto fortemente pratico e mira all'apprendimento di strategie "assertive " , utili ad acquisire maggiore sicurezza su se stessi e ad incrementare le proprie abilità interpersonali e sociali.
Il fine generale di questa misura di promozione attiva della salute psicologica è quello di poter realizzare un comportamento equilibrato e costruttivo nella propria vita.

Se lei è studente può accedere direttamente al servizio psicologico della sua Università, facendo esplicitamente richiesta di voler frequentare un training assertivo. Riceverà poi il sevizio gratuitamente. Spesso si tratta di situazioni di addestramento gruppale. Se invece non lo è puo' rivolgersi ad uno psicologo privato che abbia competenze in materia, oppure ad associazioni no profit. Non conosco la sua citta', perciò non saprei darLe indirizzi più concreti rispetto a dove sono ubicati questi servizi di supporto alla salute mentale.

Cordialità.
Dr.ssa Alessandra VAROTTO
psicologa clinico dinamica indirizzo comunità
Iscritta all'albo Regione Veneto n.7550
www.studiovarotto.com