Utente 520XXX
Sono una ragazza di 20 anni, vado all’università, ho la patente, non ho paura di gestire le mie cose da sola quando serve.
Il problema è che il rapporto con i miei genitori è pessimo. Non ricordo quando ha cominciato a rovinarsi, ma sicuramente quando ero ancora piccola. Non do tutta la colpa a loro perché mi prendo anche le mie responsabilità, ma allo stesso tempo loro non se le sono mai prese. Per quanto io sappia che mi vogliono bene, spesso hanno un atteggiamento davvero cattivo nei miei confronti. Mi sono sentita spesso dire che ho un brutto carattere (per non dire parole più pesanti), che sono una delusione, che hanno sbagliato tutto con me e mio fratello. Questo tipo di discorsi ha raggiunto l’apice quando hanno scoperto che avevo una ragazza, per loro a quel punto facevo schifo, non ero normale, dovevo vergognarmi . Per un periodo queste cose sono state all’ordine del giorno, il che mi ha reso ancora più chiusa e distaccata.
Ora come ora non parlo con loro, sanno veramente molto poco della mia vita ma si permettono comunque di giudicarmi costantemente. Io mi sento sempre giudicata, sento il peso dell’apparenza come un macigno enorme e anche cose apparentemente superficiali per me diventano un motivo di ansia. Una cosa che mi fanno sempre pesare è la mia timidezza, il fatto che non sono circondata da amici ma ne ho due o tre di vecchia data. Questo non significa che sto in casa tutti i giorni, esco ogni volta che posso, spesso sono la prima a organizzare qualcosa, ho la mia ragazza e sono abbastanza amica anche dei suoi amici. Ma allo stesso tempo sembra che non sia abbastanza per loro, perché magari capita che nel weekend io esca o il sabato sera o il venerdì sera e non tutte e due. Allora lì è un problema, perché non ho abbastanza amici da uscire tutte e due i giorni. Mi pesa davvero tanto questa situazione, mi fa sentire sola quando in realtà non lo sono e non riesco a convincermi che uscire o il venerdì o il sabato sera sia normale.
Sono andata da una psicologa qualche mese fa per imparare a gestire l’ansia e nel frattempo mi ha proposto di far venire anche i miei genitori per cercare di risolvere le cose, ci sto ancora pensando ma so che non accetterebbero perché per loro l’apparenza è più importante del rapporto con me e me l’hanno dimostrato mille volte.

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile ragazza,

I genitori fanno generalmente per i figli il massimo possibile,
naturalmente quello che loro percepiscono come tale.

Non sempre i figli condividono.

Quando questi ultimi diventano autonomi (psicologicamente, economicamente)
prendono in mano la propria vita e la "ristrutturano" utilizzando alcuni dei "materiali" ricevuti da genitori,
buttandone altri.
Cosa che dispiace assai ai genitori, compresi i Suoi.

Ma tutto ciò è evolutivo,
non è aggressivo verso i genitori.

Abbisogna però da ambedue le parti
.di una certa energia,
.di coraggio,
.di accettazione del conflitto come maturativo.

Per questi motivi considero positivamente l'ipotesi della sua Psicologa di convocare i genitori.
Se è ANCHE Psicoterapeuta,
saprà gestire in maniera competente l'incontro,
senza farVi correre rischi di trasformare in un ring la seduta.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
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