Utente 545XXX
Quando ero bambina mia madre si sfogava con me durante i frequenti litigi con mio padre. Mio padre aveva avuto un matrimonio precedente. Spesso i suoi figli provocavano forte dolore e squilibri nel nostro nucleo familiare. Mia madre si dipingeva sempre come vittima, sposata con un uomo che non aveva mai voluto. La consolavo, odiavo mio padre. Mi sentivo in dovere di difenderla, ascoltarla, pensare che fosse stata condannata . Litigavo con mio padre, reagivo con disprezzo. La mattina mi svegliavo, loro avevano fatto pace, io invece ero una bambina isterica e maleducata.
Un classico di mia madre quando si trattava di rinfacciarmi qualcosa era "dovevo comportarmi come madre con te, non come amica". Ad occhi estranei dovevo essere una bambina brava a scuola, vestita come si deve, educata.
Ai suoi occhi invece ero insicura, timida, seria, noiosa (cose che invece lei non era). Ero talmente chiusa che doveva rispondere lei al mio posto per aiutarmi . Questo era il suo modo di definirmi, e piú ci credeva lei, più ci credevo anche io.
Con il tempo mi sono stancata, la consapevolezza mi ha fatta sentire manipolata, savalutata e allo stesso tempo addobbata da vistose decorazioni che lei stessa mi aveva messo fino a che non hanno iniziato a schiacciarmi dal loro peso.
Quando parlo dei miei sentimenti e malesseri causati dal nostro rapporto mi attacca.
Parla in continuazione, non guarda neanche se sono interessata. Guarda la tv, mi da le spalle, e butta parole nella mia testa come carta straccia in un cestino.
"Non devi educarmi, devi accettarmi così, sono tua madre e devi ascoltare quando parlo". Appena apre bocca mi irrito. Quando tento di isolarmi viene a bussare dolcemente in camera e cerca di farmi capire che le manco.
Quando torno in alloggio, mi ossessiona di messaggi.
Parla sempre delle stesse cose e pretende che io faccia finta di essere interessata. Mi annoia terribilmente, tutte le volte che glielo faccio presente inizia ad insultarmi e a dirmi che non so stare al mondo. Oggi per "ferirmi" mi ha detto "io conosco tante persone, tu invece chi conosci?". Mia madre ha un'amica che vede spesso , il resto delle sue conoscenze sono superficiali; baristi, commessi, persone incontrate per strada.
Prima di uscire dalla mia gabbia d'oro probabilmente mi avrebbe ferita, ma sono ormai anni che insaturo rapporti nelle situazioni più svariate, ho amici a cui voglio molto bene e sono una persona aperta. Non capisco perchè debba essere motivo di vanto tutto ciò, lei comunque rimane nella definizione che mi ha dato in passato.
Ricordo che quando tornavo da scuola andavo a dormire solo per non doverle parlare. La notte mi svegliavo e studiavo.
Mia madre ha fatto delle cose belle per per me, ma io non riesco a pensare ad altro, il rancore mi divora. Dovrei giustificarla per perdonare il modo in cui mi ha educata, ma non ci riesco perché lei è sempre la stessa. Non chiede mai scusa, non ascolta, non è disposta a cambiare.

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Dr.ssa Erika Salonia

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Gentile utente,
spesso le dinamiche familiari sono complesse e difficili da comprendere.
Sua madre ha sicuramente avuto una vita difficile e senza rendersene conto l'ha coinvolta nella sua sofferenza, probabilmente per la sua grande solitudine.
La sua rabbia è comprensibile, anche perché, nel corso del tempo ha ricevuto messaggi contrastanti e a volte paradossali, crescendo in un clima confuso e invischiante.
Certamente, la aiuterebbe molto un percorso psicologico sia individuale, che familiare, per poter affrontare la sua situazione e risignificare la sua e la vostra storia.
Cordialmente
Dr.ssa Erika Salonia (Psicologa)
erikasalonia@medicitalia.it
https://www.saloniapsicologa.it