Utente 546XXX
Salve,ho 19 anni.. vorrei capire il perché non mi sento più adatta in qualsiasi circostanza e situazione,mi piace più stare con me stessa che stare fuori con gente e sentire parlare inutilmente di cose superflue. Non provo più interesse nel fare niente e nel stare a parlare con gente inutilmente.
E iniziato tutto lievemente quando mi sono ritrovata a 8 anni con la separazione dei miei genitori e a 10 anni mi sono ritrovata in una casa famiglia per un anno,perché secondo i giudici con i litigi che facevano i miei genitori non potevo stare in quel ambiente.
Dopo un anno sono uscita e sono andava a vivere con mio padre e la sua compagna che aveva da poco ,dopo un anno hanno fatto una figlia,( a mia madre gli hanno tolto la patria potestà e mio padre mi metteva idee in testa su di lei negative ad esempio che mi voleva uccidere quindi io non volevo nemmeno vederla ) dopo che mio papà ha fatto una figlia con la sua compagna,lei ha iniziato a mettermi contro mio padre da farmi risultare ai suoi occhi una persona sgradevole.. a lungo andare mio padre decise di mandarmi a vivere da mia zia fino ai 17 anni ... Per poi ritornare a vivere con mio padre e la sua nuova famiglia. A 16 anni ho conosciuto un ragazzo.. il cui mi ci misi assime.. era diventato per me una persona che era tutto per me la scappatoia da tutto quel malessere che avevo stando dentro casa con mio padre dopo 4 mesi passati con questo ragazzo .. questo ragazzo ha iniziato a mettermi le mani addosso era possessivo geloso.. mi urlava addosso e mi aveva tolto dal Mondo sociale ritrovandomi solo con lui e nessun altra amicizia. A lungo andare dopo due anni mi resi conto che non ero più me stessa sembravo esaurita piangevo a solo un suo urlo che mi dava contro iniziai a impazzire appena mi toccava e mi resi conto che non ero più in me stessa.. e questa cosa mi ha portato a lasciarlo perché vedevo che stavo impazzendo. Compiuti 18 anni lo lasciai e lasciai pure la casa di mio padre per andare a vivere da mia madre bulimica e in depressione..per mesi mi ritrovai senza nessuna amicizia da sola a casa con lei che tutto ora ci vivo.. sentendo tutti i suoi lamenti di problemi continuo di sfoghi che mi portano ad un pianto nervoso, con mio padre che non vuole mantenermi per ripicca perché sono andata a vivere da lei. I continui sfoghi di mia mamma mi portano al malessere più profondo a essere sempre spenta in tutto. Ho provato ad avere altre relazioni ma ho visto che dopo tot di tempo tento ad allontanarmi drasticamente da qualsiasi persona che prova interesse verso di me e questa cosa e straziante perché non ne capisco il perché.mi sento triste costantemente, non riesco a stare bene ho continui sbalzi d'umore non provo interesse più in niente mi sento diversa nel modo di pensare da tutti gli altri della mia età.. mi sento di guardare oltre vivo di particolari e semplicità che nessuno riesce a darmi.mi sento sola pur avendo un amica che però e tutto l opposto di me.non mi sento nel posto giusto.

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Dr. Alessio Congiu

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Gentile utente,

se già di per sé l'adolescenza rappresenta un periodo fortemente stressante, a motivo dei numerosi cambiamenti che con essa si accompagnano, l'aver vissuto le diverse vicissitudini che ci racconta non può che averle reso ancora più ostico affrontare questa delicata fase di transizione verso l'età adulta.

Alla luce del quadro da lei presentato, è difficile riuscire ad offrirle qualche spunto riflessivo che possa realmente aiutarla a comprendere meglio il motivo per il quale allo stato attuale non riesce più a "sentirsi adatta in qualsiasi circostanza e situazione" ed a "sentirsi nel posto giusto".

Volendo ciononostante provare a venire incontro alle sue richieste, può essere utile soffermarsi su alcuni aspetti che starebbe vivendo in questo delicato periodo.

"...mi piace più stare con me stessa che stare fuori con gente e sentire parlare inutilmente di cose superflue": analizzando questa frase potremmo supporre che lei viva come "superflua" e "inutile" un'interazione che non ponga come oggetto di discussione ciò che per lei è più importante in questo momento della sua vita. Non è del tutto evidente quale sia il bisogno in questione (es., affetto in amicizia? amore in una relazione sentimentale? amore familiare? autostima? autorealizzazione personale? etc.), ma è possibile ipotizzare che al momento sia così intenso da portarla a:

(a) ritenere automaticamente come meno importante tutto ciò che potrebbe allontanarla dal soddisfare questo bisogno interno;

(b) vivere una condizione in cui non riesce a "trovare più interesse nel fare niente";

(c) provare un costante senso di tristezza e continui sbalzi d'umore.

Alcuni indizi potrebbero aiutarci a comprendere meglio la natura di questo bisogno. Ad esempio, il fatto che lei affermi di provare più piacere nello stare da sola che in una certa compagnia, ci esorterebbe a pensare che nella sua solitudine lei riesca meglio che in compagnia delle persone di sua conoscenza a soddisfare questo bisogno (es., ascoltando musica, guardando film o serie televisive, scrivendo, riflettendo tra sé e sé, etc.).

Infatti, laddove nel rapporto con i coetanei lei dovesse riscontrare la presenza di interessi distinti rispetto a quelli da lei vissuti in questo momento, potrebbe maturare il pensiero di essere "diversa nel modo di pensare da tutti gli altri della mia età". Ora, se tale idea delle volte può essere vissuta come positiva, in quanto appagante i propri bisogni di auto-stima (es., "...mi sento di guardare oltre vivo di particolari e semplicità"), altre volte può essere vissuta come negativa, in quanto compromettente i bisogni comunque presente di stare insieme agli altri (es., "..mi sento sola").

Alla luce di quanto è stato appena formulato, ritengo che possa essere utile per lei riuscire a trovare una persona con la quale poter parlare di ciò che per lei è più importante, come pure a comprendere meglio alcune dinamiche interiori che al momento starebbe vivendo con grande disagio (es., " ho visto che dopo tot di tempo tento ad allontanarmi drasticamente da qualsiasi persona che prova interesse verso di me e questa cosa e straziante perché non ne capisco il perché").

Può essere utile a tal fine prendere contatto con il servizio di consultorio della sua città per non vivere in solitudine quanto le starebbe capitando, essendo infatti l'isolamento un fattore che potrebbe star contribuendo, paradossalmente, a destabilizzare il suo benessere ed equilibrio emotivo.

Nella speranza che riesca quanto prima a ripensare a se stessa come una persona adatta nella maggior parte delle situazioni, le mando un caro saluto

Dr. Alessio Congiu
Dr. Alessio Congiu
Psicologo Clinico
T. +39 345 465 8419
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