Utente 558XXX
Ciao, cercherò di essere il più sintetica e chiara possibile. Devo frequentare la 5 liceo scientifico. Dal primo anno di superiori ho avuto difficoltà in matematica, a causa delle varie sfortune scolastiche in cui sono inciampata. Io ho sempre dato il massimo (senza arrendermi) facendo il triplo degli esercizi andando a lezione ma i risultati non si sono mai visti. Questo nonostante sia migliorata in questa materia. D'altra parte, penso ci sia stata in contemporanea troppa frustrazione per tanto impegno non ripagato. Cosi a forza di vedere i miei sforzi andare in fumo, la mia autostima è diventata sotto zero e non solo nella scuola. Adesso sono stata rimandata in matematica. Mi sono riposata perché gli ultimi mesi di scuola son stati una tragedia, ho rischiato più volte la depressione (per la scuola, per l'ansia e la disperazione che provavo) e non c'era giorno in cui non piangessi. Ero persa. Adesso ho ripreso ma mi sta salendo l'ansia di sempre, perché anche a lezione (dove gli esercizi di solito li so fare autonomamente), le cose più semplici e vecchie già acquisite in precedenza sembrano essere svanite. Ho tanta paura perché se fallisco per me sarà un disastro a livello psicologico. Al momento son fragile come una foglia. Temo che questo mio "rifiuto mentale" per i concetti che avevo già appreso sia causa del "trauma" avuto gli ultimi mesi scolastici. Se c'è qualcuno che mi possa aiutare, ringrazio.

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Dr.ssa Elisabetta Molteni

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CESANO MADERNO (MB)

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Gentile ragazza, comprendo perfettamente, è una situazione che arriva sempre più frequentemente nei nostri studi.
Ha fatto bene ad impegnarsi e fare il possibile per colmare eventuali lacune in questa materia.
D'altro canto a volte si cade in un eccessivo catastrofismo, si arriva ad attacchi di panico a scuola per motivazioni un po' più profonde che meritano di essere ascoltate.

Lascio qualche spunto, per il contesto scolastico ma anche oltre, per tutti gli ambiti di vita quotidiana:
-mi pongo dei target troppo elevati?
-tendo al perfezionismo?
-temo di non essere adeguata e all'altezza?
-temo di deludere i miei genitori e loro eventuali aspettativi?
-ho comprensione per le mie ansie o cerco di nasconderle (facendo doppia fatica)?

Le consiglio di non focalizzarsi sugli ultimi mesi passati ma di partire nuovamente da zero con ciò che ha davanti adesso; di porsi aspettative adeguate e non troppo alte; di raffigurare la sua ansia tramite un disegno, o delle parole per depotenziarla; di ricordare che lei non è il voto che prende; di avere sempre consapevolezza delle proprie capacità: si ricordi che si è sempre impegnata e data da fare, pur nella stanchezza e questo è lodevole.

Spero di averle dato qualche indicazione su cui poter riflettere, un caro in bocca al lupo e se vuole ci aggiorni!
Dr.ssa Elisabetta Molteni
Psicologa Psicoterapeuta
www.elisabettamolteni.it

[#2] dopo  
Utente 558XXX

La ringrazio per le sue parole. Devo ammettere che la mia autostima e la mia convinzione di inferiorità sono aumentate tempo fa quando i miei genitori non comprendevano quanto stessi male e mi impegnassi. Hanno avuto atteggiamenti completamente opposti a quelli che avrebbero dovuto tenere con me, con la scuola. Dopo 2 anni si sono resi conto che anche per colpa loro, ho cosi tante convizioni di non essere abbastanza, mi sento anche stupida (mi son sentita cosi tanto tempo). Avevo un sacco di ira e ci ho messo tempo a perdonarli ma ho apprezzato i loro sfrozi nel rimediare. Ma nonostante i loro cambiamenti, io non riesco a uscire da questo muro mentale dell'ansia e di senso di inferiorità. Quando non sono nell'ambiente scolastisco riesco a spiegare a tante persone argomenti e concetti che a scuola sbaglio o prendo brutti voti. La frustrazione più grande è sapere di fare le cose ma nel momento in cui a scuola devo dimostrare di saperle svaniscono tutte le mie conoscenze. Questo è un altro dei mille motivi per cui sono totalmente a terra.
Grazie per il suo tempo.