ragazze/donne paura

entili dottoresse e dottori,
Cercando, per voi, di essere breve più che posso..
ho paura del sesso e in generale della sfera del sesso.
Per esempio a volte vedo una ragazza bellissima angelica e allora sono felice.
Sento che potrei innamorarmi di lei ma non è necessario posso non provare nemmeno a conoscerla e sarei felice comunque.
A volte invece ne vedo alcune camminare, soprattutto quelle con sederi sporgenti sodi e gambe magre ma con polpacci muscolosi che mi esprimono una sorta di TERRORE.
Non riesco a non eccitarmi magari le trovo brutte magari antipatiche magari le odio ma non importa.
Io di testa non sono per niente eccitato ma sento proprio il glande e il frenulo che cominciano a frizzare e la sensazione dura in ETERNO.
Ci ho già provato a non masturbarmi ed è andata avanti tutto il giorno fino alla notte e ho dovuto farlo.
Dopo essermi masturbato non sono gratificato ma ho tolto la sensazione fastidiosa.
Ma se ci ripenso un minimo mi eccito ancora e arrivo a masurbarmi di nuovo.
Invece con ragazze bellissime ma non così provocanti fisicamente potrei farci sesso e durare molto tempo.
Ma con queste che non mi piacciono non riesco a non eccitarmi.
Ma ripeto è solo una cosa di PENE scusate la volgarità estrema.
Non di testa, mai di testa solo di pene.
Se per caso questa ragazza mi diventasse simpatica e io mi innamorassi di lei (impossibile ma faccio supposizioni) allora i sintomi si attenuerebbero.
Credetemi le ho provate tutte ma l'unica cosa che mi ha dato risultati è stata quella di assumere paroxetina che mi ha DISINNESCATO il pene.
Chiedo sempre scusa per la volgarità.
Ora di testa quando vedo certe ragazze CONTINUO a non provare niente e.....
NON ho più quelle sensazioni infernali, infinite, continue e recidive.
Niente erezioni sbagliate con persone che non mi piacciono.
In questo momento sto assumendo la paroxetina ma non è la prima volta.
L'avevo già fatto due anni fa e avevo smesso.
Dopo oltre un anno e mezzo.
Credevo di essere cambiato di avere trovato l'equilibrio e invece erano tutte bugie.
Sospeso il farmaco rivista una ragazza "di quelle" che camminava con pantaloni neri aderenti e quel c**o fuori mi è tornato un bisogno di masturbarmi che per giunta ha rischiato di diventare ossessivo come effetto rimbalzo dalla sospensione del farmaco.
Non lo è diventato perché mi so controllare.
SE voglio non mi masturbo punto.
Ma vivo l'inferno.
L'inferno vero
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile utente
Intanto grazie per il suo post dal quale si evince l’inferno che ci descrive. Dubbi, immagini intrusive, paure, sensi di colpa, caratterizzano le sue giornate. Tutto questo é molto invalidante e non le permette di avere una qualità di vita e un funzionamento socio-relazionale soddisfacente. Lei analizza ogni piccolo particolare, ogni piccola reazione e tende a mal interpretare le sensazioni fisiologiche associate all’attivazione ansiosa come se fossero confermative di un’attivazione eccitatoria di natura sessuale. Inoltre é molto magro. La paroxetina chi gliel’ha prescritta?
Non ha mai pensato di recarsi da uno psicoterapeuta?
Lei é giovane e merita di vivere una vita serena. É molto importante per lei avere una figura di riferimento che sappia valutare la sua sintomatologia specifica, effettuare una diagnosi differenziale, valutare la gravità dei sintomi e trattarli in maniera adeguata anche in relazione al suo grado di insight e coordinare eventuali altri interventi con altri colleghi. Esitono molte metodologie che possono associarsi ad una psicoterapia ed eventualmente ai farmaci, fra le quali la psicoeducazione, le tecniche di rilassamento, ma é importante che cerchi un aiuto de visu prima possibile. É venuto il momento di dare attenzione a se stesso e imparare che esiste un modo molto più appagante di osservarsi e ascoltarsi. .

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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dopo
Utente
Utente
Gentilissima rispondo alle sua domanda: la paroxetina me l'ha prescritta una psichiatra. Anche se "de visu" come dice lei avevo detto più che altro dei miei sintomi ansiosi continui non ero andato nello specifico perché con una donna è ancora più difficile. Già con lei non ce la farei di persona. Mi interessa il fatto che ha nominato il peso mi può dire di più?
Grazie
Cordiali saliti
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Grazie per la sua risposta. Lei é bravissimo a descrivere ciò che prova, non si scoraggi e non si svaluti. É anche intelligente la domanda che mi fa sul cibo. Ho fatto riferimento alla magrezza perché vedo che lei ha un’altezza in base alla quale dovrebbe pesare almeno dieci chili in più e ritengo che questo potrebbe essere un’altro sintomo del medesimo disturbo che le procura tanti fastidì. Parlo al condizionale perché senza vederla de visu non oso sbilanciarmi sulla diagnosi anche perché da qui non possiamo farne. Qual’è il suo rapporto con il cibo?
E ha mai ipotizzato di iscriversi ad una palestra e potenziare la muscolatura? O fare una attività sportiva che le piaccia? O correre da solo? O imparare a suonare la chitarra? So quali e quante sono le sue difficoltà relazionali e comprendo bene il disagio che può provocarle anche solo il pensiero di farlo, ma può trovare inizialmente una attività che la fa sentire sicuro così come puó trovare una collega che la fa sdraiare sul lettino e che sta dietro a lei, come usa nella psicoanalisi classica. Non si trascuri, ha tutta la vita davanti.

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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dopo
Utente
Utente
Lei è veramente una donna squisita e bella. Ma la mia vita fa schifo per ora. Ho provato ad andare in palestra e AVEVO messo su 10kg in tempo e fatica. E mi è successo che mi si è rovinata tutta la retina. Ho avuto e ho ancora le lesioni più pericolose, fori, opercoli ecc sono stato operato più volte..e mi è stato detto che è controindicato sollevare pesi. Sospesa la palestra ho riperso tutti i chili. Fra l'altro ho anche il problema che non assimilo NIENTE. Se mangio appena più del dovuto vado in bagno. SOLO con la paroxetina per via dei suoi effetti collaterali riuscivo ad andare in bagno come una persona normale. Ma sospesa ho avuto l'effetto rimbalzo ed è capitato che sono andato in bagno 12 volte al giorno. Tutto ciò che mangiavo lo perdevo sono stato malissimo psicologicamente. In più l'intervento alla retina ha avuto l'effetto collaterale di crearmi delle ptosi palpebrali che mi hanno fatto impazzire. Ho interrotto gli studi universitari x due anni e sto ancora andando all'università Ma riprenderò il prossimo anno. Vorrei fare la blefaroplasrtica per riaprirmi gli occhi ma l'oculista ha detto che non esclude altri interventi. E quindi se poi gli interventi mi fanno richiudere le palpebre vanifico i risultati della chirurgia plastica. Riguardo il problema del mio peso non so se l'ho capita bene, dottoressa, ma credo possa essere in parte anche il contrario ma non dubito di quello che mi dice data la sua conoscenza ed esperienza. Se ho capito bene dice che in base ai miei problemi peso poco. Io dico che è anche èerchè peso poco che ho i miei problemi. Ho sempre avuto i polsi piccoli e avuto vergogna di pesare meglio delle ragazze quando ero più giovane. Alle elementari i compagni mi sollevavano contro la mia volontà per dimostrare che pesavo poco. La palestra era la mia speranza ma ora che mi è stata tolta non ho più niente. Lei non si immagina quanto soffro non sono mai uscito in vita mia di casa, nemmeno in piena estate, con le maniche corte. Sono stato anche da una dietologa quando avevo 17 anni. Per mettere su quei pochi chili dovevo puntare la sveglia di notte anche quando andavo a scuola e fare un pasto. 7 al giorno. C'erano volte che mi mettevo allo specchio a piangere perché mi facevo pena da solo. Sono anni che ogni tanto provo a fare una domanda in dietologia qui su questo sito ma mai nessuno mi risponde e alla fine le ho cancellate di volta in volta. Per sapere se c'è qualche farmaco che mi aiuti a mettere peso. Ma non sa quanto mi costa dirle queste cose. Ce ne sono anche altre. Una vergogna infinita. Lei poi è anche una donna e pur con tutta la volontà una parte inconscia di lei farà dei "commentini" automatici che per me sono la morte. La mia laurea ha anche l'obbligo della frequenza e gli orari sono assurdi almeno a casa riesco a mangiare di più
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile
Grazie per le cose che scrive. Il suo accorato post dà la misura del suo dolore. Erich Fromm scrisse una frase bellissima che recita così:
Non si può essere profondamente sensibili senza essere profondamente tristi
Lei vive le cose in maniera profonda ma non é affatto debole.
Ció che é certo è che ha sofferto troppo e troppo a lungo e urge davvero trovare soluzioni che le permettano di vivere serenamente.
I pesi non sono certo adatti ma il Nordic Walking penso che le farebbe molto bene. È all’aperto dove respira aria pura e fa una carica di endorfine. Pensi che lo consigliano anche per malattie invalidanti come il Parkinson.
Poi cerchi una musica che le piace e quando è in crisi la ascolti.
Cerchi di fare altre visite per il suo problema agli occhi e avere una certezza su quanto é adatto a lei. Legga questo articolo di cui le mando il link: https://www.cristalfarma.it/it/la-fitoterapia/enciclopedia-naturale/astaxantina.html.
Ne parli con il suo medico, non é un farmaco bensì un integratore ma é bene che il suo medico le indichi una ditta adatta che lo produce e sappia se lei lo prende.
E poi cerchi una psicologa psicoterapeuta e non si scoraggi ma parli a se stesso con amore e con indulgenza e con un pizzico di speranza.

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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dopo
Utente
Utente
Grazie dottoressa. Secondo lei che è esperta della psiche quanto la mente può influenzare la vita e la salute? Per esempio proprio qui su medicitalia un oculista ha avuto una paziente che aveva una condizione irreversibile al nervo ottico. "bruciato"..Completamente cieca dall'occhio e senza possibilità di salvezza. Questa ragazza è stata a Medjugorje, cosa che io sinceramente non avrei intenzione di fare, ha detto di avere visto dall'occhio vedente (non sano) il sole muoversi ecc. Sta di fatto che le si è rigenerato il nervo nell'altro. Dice il dott che mantiene tutt'ora addirittura un visus di 12/10 e che lui stesso non sa come sia successo ma è successo. Io fin da quando ero piccolo ho praticamente ottenuto zero con le preghiere mentre certe persone ottengono tantissimo. Dunque che ruolo ha la mente e che ruolo abbiamo noi? Siamo al mondo solo per essere soggetti ai nostri impulsi (vari)? Ho messo anche vari perché quando uno dice impulsi si pensa subito a quelli sessuali. Parlando anche di quelli.. che ruolo ha il sesso su di noi o l'orgasmo? A me sembra che sottragga qualcosa che se tenessi potrebbe essermi d'aiuto ma non so spiegare cosa. Forse lei da esperta di psiche può dirmi cosa crede. Io ho "intervistato" varie persone ma ho avuto varie risposte. Da quella scientifica (inutile) a quella religiosa (che sembra perfetta ma poi fallisce sempre). E una ulteriore domanda che aggiungo è: chi è la persona giusta per noi? Quella che ci fa provare attrazione sessuale o quella che ci fa sentire innamorati? Io ho notato che molti dicono che attrazione sessuale si può provare per tante persone e l'amore no ma ho riscontrato invece che seppur molte meno sono comunque più di una le persone che possono farci provare la sensazione dell'innamoramento. Io provo difficoltà a sentire attrazione sessuale per una persona (ipotetica) per cui provo un forte amore. Per contro ci si può gradualmente innamorare di chi ci fa provare attrazione sessuale. So che la situazione di vita (non mia ma di tutti) che implica queste domande non si risolve con la risposta ma è giusto per avere una linea guida da una come lei. Io mi fido di lei e sarei felice di sentire la sua opinione anche alla luce delle conoscenze che lei ha e io non posso avere. Grazie
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile
Le sue domande sono molto profonde e richiedono una attenzione che in questo contesto non é molto possibile, però provo a cercare di rispondere a tutto. Lei peraltro argomenta benissimo e struttura molto bene le sue idee. Ha solo bisogno di incoraggiamento.
Intanto é importante sapere che qualsiasi disturbo produce die cambiamenti in chi lo prova. Si modificano le percezioni, si modificano le emozioni e persino i desideri. Bisognerebbe osservare tutto questo mettendo in pratica quella che viene definita epoché e che io cito in quanto lei stesso entra in concetti filosofici.. Per E. Husserl, fenomenologo tedesco, l’epoché, ovvero l’assenza di giudizio é il mezzo per giungere all'atteggiamento filosofico, ponendo tra parentesi sia ciò che è soggettivo e psicologico, sia il dato oggettivo empirico (come riporta la definizione enciclopedica). Intendo dire che se lei guardasse ciò che le accade e accogliesse le sue sensazioni senza giudicarle riuscirebbe ad avere molte risposte alle domande che ci pone che scaturirebbero dal suo sentire. Riguardo alla domanda sui pellegrinaggi in luoghi di fede, posso dirle che una mia paziente ammalata di tumore, anni fa si recò da un grande luminare e gli pose queste stesse domande alle quali lui molto intelligentemente rispose che nella vita e nella medicina tutto é possibile. A volte si vedono guarigioni che sembrano miracolose, altre volte che sembrano frutto di un innamoramento che ha sconvolto e modificato la vita, altre volte ancora frutto di cure massicce e altre volte ancora, frutto di tutte queste cose messe insieme. Si dice in psicologia che tutto ció che fa bene e funziona senza fare del male a nessuno e tantomeno a se stessi, é appropriato.
Quando una persona é smarrita, confusa, disperata, tende spesso a isolarsi piuttosto che percepire un continuo confronto con gli altri che stanca e avvilisce. É per questo motivo che lei deve imparare a rispettare i suoi pensieri, a proteggersi, ad accettarsi, a cercare meccanismi di difesa che le permettano di vivere più serenamente. Ha un immenso bisogno di ricevere amore ma anche di darne e deve allenare il cuore a farlo.
Ci pensi

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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Utente
Utente
Mediterò su quello che mi ha detto. Al momento non posso rispondere bene perché devo elaborare tutto
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Utente
Utente
Gentile dottoressa mi è venuta una domanda. Sono d’accordo su tutto quello che ha detto e ovviamente anche sulle ultime righe ma c’è una cosa che non capisco. Come mai il male o comunque tutto quello che ci fa stare male è così seducente? Credo che nel femminile (quello vero) questo sia quanto mai percepibile. Spero che mi sia consentito un esempio un po’ spinto. Lo faccio solo ai fini del consulto e di chi magari lo leggerà fra utenti ed esterni senza account. Il mio gusto di gelato preferito è il fior di latte. Quindi quando io lo mangio d’estate sono FELICE e provo PIACERE se il gelato è buono. Se una donna invece pratica la fellatio ad un uomo, un pene che dia l’idea di impuro eccita particolarmente la donna e poi dopo il tempo necessario, dal pene fuoriesce qualcosa che non ha un sapore diciamo..di fior di latte. O comunque non ha il sapore di qualcosa di davvero buono che mangeremmo a tavola e di commestibile. Eppure proprio tramite questi odori, sapori sensazioni di sporco impuro ecc le persone si eccitano mentre in caso di odori davvero piacevoli non sarebbero turbate a sufficienza da essere eccitate. Allora si può davvero parlare di piacere? Non è forse la sessualità un turbamento e il raggiungimento dell’orgasmo ne è la liberazione e peraltro momentanea? Penso che siano in pochi che mentre sono affamati si eccitano davanti all’odore di un piatto di pasta. Se così fosse l’eccitazione gli farebbe passare anche la fame. Lei da donna credo che capisca bene quello che intendo. Un altro esempio è una donna che abbia a fianco un uomo che le piace un sacco (prendo sempre la donna perché lei è una donna) che magari fa qualcosa sessualmente parlando che di per se non le piace molto ma lo fa per tenere a se questo uomo. Ora la cosa che non le piace molto NON LE PIACE ma la eccita. Mentre è il fatto di avere poi questo uomo al suo fianco e per se che LE PIACE che le dà un senso alle giornate ecc. dunque come di fa a dire che la sessualità sia un piacere. È un bisogno. È come dire che uno prova un gran piacere a fare la pipì. Il piacere è avere al proprio fianco quella che si considera la persona giusta. Forse senza la persona giusta al proprio fianco dà più piacere fare la pipì quando scappa tantissimo e non si può più trattenere. Magari mentre si sta guidando e non se ne può più. Capitano queste situazioni. A volte sembra che la vita dia più eccitazione sessuale all’idea di fare sesso con una persona sbagliata che con la propria. Dunque amore e sesso sono due cose diverse. Perché qui c’è una psicologa che non nomino che non la pensa affatto così. E ho anche letto un libro che mi sono trovato in casa che dice che il sesso è amore di un certo psichiatra famoso di cui non faccio il nome perché non so se posso. C’è tanta confusione in tutti noi credo. È come se le brave persone ispirassero amore e quelle cattive sesso. Non ne esco da questa convizione. Inoltre quando e se l’amore rende a sfumare c’è chi consiglia di accendere la passione per tenere unita la coppia. Ma accendere la passione richiede tattiche ben diverse dall’amore. Anzi gli intrighi le gelosie i trucchetti sono tutti giochi di prestigio che accendono la passione. Ma wuando noi diciamo: quella persona è gelosa manipolatrice ecc non sono forse cose negative? Dunque è vero che il sesso, quello vero e fatto bene, si ALIMENTA del negativo. Ieri un amico un po’ bruttino che sta con una ragazza molto sexy, una di quelle che vedi da 20 km con fianchi larghi vita stretta ecc mi ha raccontato una cosa. Mentre facevano sesso (adesso non so in che punto di preciso) lui super eccitato da lei le dice: hai un c**o che è più bello della mia faccia. Lei si è messa a ridere. Sia lui che io poi non abbiamo banalizzato la cosa. Io per educazione e riguardo non gli o ho detto esattamente che per me ha detto una cosa catastrofica ma l’ha ammesso lui stesso. Entrambi abbiamo fatto il ragionamento: se lei fosse davvero innamorata di lui gli avrebbe detto ma no e invece ha riso. Sia io che lui abbiamo l’idea che la loro relazione abbia il tempo contato. È come se lei avesse assimilato quell’affermazione e questa le avesse dato una certa autostima. Ma è un autostima che riduce ad oggetto il partner. E in più anche le altre persone. Se una per aumentare la propria autostima si pone nella mente che il suo lato b è più bello del viso dei passanti avrà certamente la tendenza allo sfruttamento personale. Per me è stato catastrofico quello che le ha detto. Ennesima conferma del casino in cui ci troviamo tutti. Inoltre certe persone che riescono ad essere misteriose, intriganti a suscitare le gelosie a incutere anche una certa paura, timore eccitano sessualmente
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile
Sono molto interessanti le questioni che si pone e ci pone. Ogni riga offrirebbe lo spunto per una seduta che, vista la sua fertile ricerca di una cura possibile, sono certa che darebbe frutti interessantissimi.
Detto questo le rispondo anche che il piacere vero é una esperienza positiva e che il piacere che può dare un bicchiere d’acqua quando si ha sete non sarà mai eguagliato dal migliore dei cocktail quando non si ha sete. C’è chi beve molti cocktail per moda, per far parte di un ambiente particolare, per sentirsi superiore all’altro, per cercare divertimento, ma non proverà mai piacere vero. Anzi il divertimento viene cercato proprio per mancanza di piacere. Questa dell’acqua, come lei ha ben compreso, é una metafora, con la quale voglio dirle che la persona che amiamo e che desideriamo, non sarà mai eguagliata da nessun altra. Con questa persona il sesso e l’’amore si fondono in un piacere condiviso dove ciascuno mette in gioco una parte di sé. Oltre a questo ci sono storie di solo sesso e qualche storia in certi casi di solo amore.
È anche sbagliato pensare al piacere in termine di prestazione, in quanto lo si prova soltanto quando siamo disposti a provarlo.
Come sostiene Lowen, padre della bioenergetica, la nostra preoccupazione per il mondo esterno ci fa dimenticare che il piacere è la percezione di una vitalità corporea piena.
Essendoci dissociati dal nostro corpo, non pensiamo più in termini corporei ma questa dissociazione non può essere risolta da un approccio meramente mentale : dobbiamo affrontarla sia in senso fisico che psicologico.
Riguardo alla cattiveria e alla bontà, ha ragione, se guardiamo la storia sembra che la cattiveria attiri maggiormente e che le manipolazioni, gli sminuimenti dell’altra/o, le piccinerie attirino di più della bontà (uso questo termine in senso lato) e riescano quantomeno ad averla vinta. Si apparentemente é così e sono stati versati fiumi d’inchiostro per indagare questo aspetto da sociologi, psicologi, antropologi, etc, Ma a sostenere il mondo é la bontá. Senza atti eroici, donne che hanno lottato per nobili ideali, senza l’amore per la giustizia forse il mondo avrebbe già visto la sua fine. E se ci pensa bene non é neppure vero che il bene appare più noioso, quando coincide con il bello, come accade nelle arti, e riesce a smuovere le montagne. Ci sono file lunghissime alle mostre di pittori che hanno rappresentato la bellezza (non quella fittizia di un ritocco estetico o perlomeno non soltanto) ma quella che viene da dentro e che puó anche prevedere un ritocco esterno che diviene però bello solo se coincide con l’interiorità. Ci sono teatri pieni ad ascoltare meravigliosi concerti di indimenticabili compositori. E non é forse vero che si riempiono gli stadi con cantanti che hanno inneggiato all’amore, alla libertà, alla giustizia, al bene e al bello.
E se continuassimo con le arti si renderebbe conto che ci sono capolavori eterni che non stancano mai e attirano turisti da ogni parte del mondo. Roma, Venezia, Siena, Milano, Bologna, Palermo, Napoli, etc. capoluoghi di regione zeppi di arte e bellezza che come meravigliose donne si disvelano sotto i nostri occhi in versioni sempre nuove e non annoiano mai.
Riguardo a ciò che può essere detto durante un atto sessuale, occorre ricordare che é sempre molto di pancia, come si suol dire, e c’é poco spazio per riflessioni mentali che possono essere fatte dopo. Può anche essere che la ragazza neppure ha compreso bene la frase, ma tutto é da valutare in base a tante cose che rendono la relazione più o meno gradevole.
Sono i tanti piccoli dettagli che fanno la differenza, Il tutto vale più della somma delle singole parti.
Spero di averle risposto e la invito ancora a riflettere ed esplorare insieme ad un/una collega il suo mondo interiore, molto ricco e molto bisognoso di dare e ricevere amore. Deve solo trovare la strada giusta.

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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dopo
Utente
Utente
Grazie a volte mi capitano cose strane e adesso ancora. Sono andato a vedere chi è questo Lowen. Non avevo voglia di leggere e l’ho fatto da YouTube. Io non l’ho mai sentito in vita mia non l’ho mai visto e non l’ho mai cercato. Eppure mi ricordo la stessa scena. Io che sono dove mi trovo. Nella stessa posizione. Che lo vedo su YouTube. Poche volte nella vita mi sono capitate queste cose. Per esempio un giorno sono entrato in in aula. Era la prima volta che entravo in quell’aula e che vedevo quei professori. Eppure immediatamente mi sono ricordato di essere già stato in quell’aula e con quei professori. Due volte è stato così forte che mentre il professore parlava potevo anticipare quello che avrebbe detto aubito dopo. A volte faccio sogni stranissimi L, l’ultimo strano aveva dei cigni enormi e grassi e che scendevano dal cielo in verticale col collo verso il basso. E in questo sogni sogno persone vere che non ho mai visto in vita mia e che mi parlano. Queste persone esistono veramente. Le vedo perfettamente ogni dettaglio del loro viso. Nel sogno perlomeno. Poi piano piano (neanche tanto) le dimentico. Qualcosa del loro viso mi resta nel ricordo. Ma non ricordo più cosa mi dicono. A volte ho avuto la conferma che queste persone esistono perché le ho incontrate anche anni dopo in posti in cui non pensavo di andare a volte non le incontro mai. Non so perché le vedo
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile
Quello che sta dicendo é importantissimo, i deja-vu, il torpore, lo stupore, i disturbi agli occhi che lei prova, sono sintomi di qualcosa che potrebbe spiegare anche tutte le altre sue difficoltà. Non mi azzardo da qui a fare diagnosi per le quali occorrono incontri de visu ma lei é stato accuratissimo e precisissimo nella descrizione dei sintomi e per questo é importantissimo che lei parli con un collega o intanto con il suo medico e rappresenti quanto ha detto qui. Trovare questa causa se fosse come penso vorrebbe dire, avere in mano la soluzione per farla stare meglio.
Tanto per curiosità dia però una lettura a questo forum dove si parla del piccolo male, non del grande male, che a volte insorge per traumi, altre volte per vari motivi.
https://salute.alfemminile.com/forum/dejavu-sono-un-genio-o-si-tratta-di-epilessia-fd4622087
Buona lettura

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

[#13]
dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa ho letto cosa mi ha scritto anche il link e ho fatto qualche approfondimento per sapere un minimo di quello di cui parliamo. Potrebbe spiegarmi, se ho capito bene, il collegamento fra la sua ipotesi e i miei problemi di retina?
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Dr.ssa Paola Dei Psicologo, Psicoterapeuta 266 22 7
Gentile buonasera
Lei é un ragazzo molto intelligente ma per questi approfondimenti, come le ho scritto é opportuno che vada dal suo medico curante o da un nostro collega perché vanno fatte valutazioni molto attente e oculate che io da qui non posso fare. Quello che posso consigliarle é di non cliccare sul link perché probabilmente ho sbagliato qualcosa io, ma di andare direttamente alla pagina linkata per fare una semplice lettura. Null’altro. Dopodiché cercare un collega o il suo medico curante per raccontare a loro quanto ha detto a noi.
Le ripeto, lei ha bisogno di qualcuno che coordini seriamente il suo caso e che valuti molto bene tutti i suoi disturbi per poter fare una diagnosi che possa aiutarla veramente. Io da qui non posso vederla, né valutare i suoi disturbi agli occhi che vanno verificati de visu e con tutte le diagnosi alla mano.
Non aspetti oltre, lei é molto giovane e ha già sofferto troppo e troppo a lungo. Glielo sto dicendo da molti post fa e credo che lei si meriti di prendersi cura di se stesso nella maniera adeguata. Se si vuole ancora un pò di bene lo faccia.

Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

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