Utente
Gentili Dottori,

vorrei sottoporvi la mia situazione: mi trovo in una relazione con un uomo di 35 anni, da ormai più di un anno.
Per motivi logistici abbiamo però dovuto vivere questa relazione a distanza per circa 7 mesi, ed ora sono quasi 3 mesi che viviamo nella stessa città.
Da quando siamo fisicamente insieme, le cose tra di noi andavano alla perfezione: ottima sintonia e connessione a livello mentale, fisico, emotivo e spirituale; equilibrio tra il tempo insieme e il tempo soli.
Potevamo condividere tutto, e non ci sono mai stati litigi o disaccordi, ma solo scambi di opinioni e confronto sereno, e questo sia durante il periodo di lontananza, che di persona.
Siamo entrambi felici insieme, ed ogni momento passato insieme è stupendo.
Anche lui ammette che in questo tempo la nostra relazione è cresciuta, maturata e diventata più forte.


Da un giorno all'altro mi esprime però la necessità di fermarsi a pensare alla nostra relazione, per capire se quella che prova per me è attrazione romantica o soltanto amicizia.
Dopo una settimana di riflessione (in cui rispetto il suo silenzio e non lo contatto), mi dice che mi ama, che tiene a me, che mi vuole nella sua vita e che non vuole perdermi, ma non è sicuro al 100% che sia attrazione romantica.
Di contro, mi dice che è attratto da me sul piano fisico, emotivo, umano ed intellettuale, che gli manco e che adora il tempo che passiamo insieme e non vuole "buttare via" quello che c'è tra di noi, ma allo stesso tempo ha bisogno di essere single per capire se da me vuole un'amicizia oppure qualcosa di più.
Alla mia domanda diretta: "Per te quella che c'è tra noi è solo amicizia?
", la sua risposta è "Non sono sicuro al 100% che si tratti solo di amicizia, ma sono confuso".
Mi dice che non capisce se si tratta dello stress del momento, della situazione generale, di uno strascico del trauma della sua relazione precedente in cui ha paura di ricadere.

Ciò che mi rende ancora più confusa è che alla mia domanda "Ma io, per te, cosa sono?
", la sua risposta è "Sei una persona che amo, a cui tengo molto, che voglio nella mia vita" e che ora non sa e che vuole capire quale sia la sfumatura della nostra relazione.


Mi chiede di continuare a sentirci e vederci come amici, e io onestamente sono disorientata.
Ovviamente il mio desiderio è quello di recuperare la relazione romantica, di lavorare su me stessa e sulla coppia per ricominciare, ma non so se rimanere amici possa essere la soluzione migliore in questo momento.
Se percepisce di avermi sempre a disposizione, quando e alla maniera che vuole lui, come può sondare davvero i suoi sentimenti?
Se non percepisce la mia mancanza, come partner, come può capire se quello che prova per me è un sentimento romantico o amicizia?

In questo momento sono davvero spaesata, e non vorrei commettere passi falsi e portare ad un un suo allontanamento o ad una rottura del rapporto.
Cosa mi consigliate di fare?


Grazie in anticipo per il Vostro tempo e attenzione,
Cordiali saluti

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
sarebbe da comprendere per quale ragione quest'uomo è arrivato ai trentacinque anni single, e cosa davvero prova per lei, se si è determinata questa nuova visione del rapporto rinunciataria ed egoistica.
Immagino il dispiacere e la confusione in cui è precipitata lei, malgrado la serenità con cui riesce a guardare le cose.
Scrive: "Ovviamente il mio desiderio è quello di recuperare la relazione romantica, di lavorare su me stessa e sulla coppia per ricominciare".
Non mi sembra ci fosse qualcosa che non andava, in lei o nella coppia; se c'era, lui non glielo ha segnalato, a quel che ho capito. Se ci avesse tenuto, forse l'avrebbe fatto.
Aggiunge: "non so se rimanere amici possa essere la soluzione migliore in questo momento. Se percepisce di avermi sempre a disposizione, quando e alla maniera che vuole lui, come può sondare davvero i suoi sentimenti? Se non percepisce la mia mancanza, come partner, come può capire se quello che prova per me è un sentimento romantico o amicizia?"
Intanto sarebbe meglio chiarire cosa intende per "avermi sempre a disposizione, quando e alla maniera che vuole lui". Intenderebbe anche avere rapporti sessuali?
Le sue sono giuste osservazioni, che porterei fino in fondo così: "Se ci tiene a me, perché si mette a rischio di perdermi?"
Vede, i ragazzini iniziano relazioni che li attirano e insieme li spaventano. Gli adolescenti si chiedono se amano davvero il partner o se il loro sentimento sembra così intenso soltanto perché è la prima volta. Ma per un uomo di trentacinque anni le cose funzionano diversamente. Le propongo tre ipotesi (ce ne saranno anche altre):
1) Lui ha iniziato la vostra relazione per liberarsi del dolore della fine di quella precedente; guarito, vuole riprendere la sua strada da solo.
2) Non è portato alle relazioni stabili (nelle precedenti ha mai convissuto?) e la vostra ha già avuto la durata massima.
3) La relazione precedente è ricominciata e lui sta tenendo i piedi in due staffe.
Ripeto che ci possono essere molte altre ragioni, forse chiare ma tenute nascoste, forse confuse e inconsce. Rimangono solo due punti fermi: lui di punto in bianco l'ha lasciata con motivazioni alquanto oscure; lei ne soffre ed è addolorata e confusa.
Pensi prima di tutto a recuperare il suo benessere, che richiede di evitare la tortura di incontri ormai mutilati del loro presupposto.
Un po' di chiarezza dovrebbe venirne fuori.
Auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Gentile Dott.ssa Potenza,

La ringrazio molto per la sua risposta.
La nostra relazione è sempre stata molto onesta e schietta, e mi fido di lui quando mi dice che in questo momento è confuso, ma che non ci sono altre persone nella sua vita.

É una persona molto corretta, e la sua richiesta è stata di fare questo passo indietro per "esplorare" nuovamente la relazione che in questo momento c'è tra di noi. Non ha intenzione di vedere altre persone, in quanto dice che lo scopo di questo suo allontanamento è capire se è una questione situazionale (si lascia coinvolgere emotivamente dai problemi lavorativi, dalla politica, e dalla situazione sanitaria in maniera molto forte e ne risente molto), oppure se è davvero un calo dell'interesse in una relazione romantica in generale.
Quando dice che vuole continuare ad "esplorare" la relazione, non intende dal punto di vista sessuale, in quanto sa quanto questo non sia corretto nei miei confronti.

Continua a dire di amarmi, di volermi nella sua vita, che porto gioia nella sua vita e che vorrebbe continuare a vederci e sentirci; che quello che c'è tra di noi è stupendo e che è una base solida su cui costruire. Ma, come le dicevo, provo sentimenti contrastanti a riguardo. Dice anche che non esclude che possiamo tornare ad essere una coppia.

Le confermo che ha avuto precedentemente relazioni stabili, anche di convivenza. E quello che noto è che i timori che lui esterna nella nostra relazione, sono gli stessi che gli hanno provocato sofferenza nella relazione precedente, anche se, ovviamente, le due situazioni non sono minimamente paragonabili. Non credo che lo faccia in maniera conscia e razionale, anche perché dice che grazie a me sta imparando che è possibile avere una relazione sana e una vita come individuo, con amici, hobby e tempo per sé stesso. Viste queste premesse mi verrebbe da attaccarmi alla speranza che con un po' di tempo e di chiarezza possa rimettere ordine nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti, e capire quanto questa relazione sia importante per lui (visto che, in ogni caso, continua a dire di volermi nella sua vita) crede che sia una speranza ingenua ed un po' troppo ottimistica?

Una cosa che vorrei proporgli sarebbe la terapia di coppia: è una situazione emotivamente complessa e che coinvolge entrambi, e credo possa portare beneficio seguire insieme un percorso professionale. Lei cosa ne pensa?

La ringrazio ancora per il supporto!

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
lei scrive: "i timori che lui esterna nella nostra relazione, sono gli stessi che gli hanno provocato sofferenza nella relazione precedente".
Quali sono questi timori?
Chiede poi: "crede che sia una speranza ingenua ed un po' troppo ottimistica?" quella che lui possa capire che la vostra relazione è importante.
Sì, credo che la sua speranza sia ingenua ed ottimistica, dal momento che lei ha scritto: "Continua a dire di amarmi, di volermi nella sua vita, che porto gioia nella sua vita e che vorrebbe continuare a vederci e sentirci; che quello che c'è tra di noi è stupendo e che è una base solida su cui costruire".
Ora, un uomo adulto che dice queste parole, o è sincero, e in questo caso si tiene ben stretta la sua partner, o sta mentendo, per mille ragioni che vanno dalla pietà per la ragazza, visto che la sta lasciando, all'opportunismo di tenersi aperto uno spiraglio.
Vede, cara utente, lei di sé stessa non ci ha raccontato nulla: quanta esperienza ha, se i dieci anni di differenza tra voi si sentono, per quale ragione la relazione è stata lungamente a distanza, quali sono le condizioni lavorative di entrambi e se avevate dei progetti per il vostro futuro di coppia.
Mi chiede infine dell'opportunità della terapia di coppia. Se condotta bene, da persona esperta, è utile perché i nodi irrisolti vengano allo scoperto. Soprattutto agisce da cartina di tornasole il semplice proporla: quello dei due che la accetta non ha niente da nascondere e ci tiene alla relazione; quello che la rifiuta è nella situazione opposta. Questo, naturalmente, in linea generale.
Molti auguri, e ci faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it