Ansia amica e ansia patologica

Buongiorno! Soffro di ansia generalizzata.
Da quando ho capito il valore dell’accettazione la mia esperienza con l’ansia sta cambiando.

Ho solo un ultimo dubbio che ciclicamente mi fa rimuginare: qual è il limite tra ansia buona e ansia patologica?
Mi spiego meglio: in passato l’ansia mi diceva: cambia lavoro perché questo ti sta deprimendo, non fa per te (e questa era l’ansia amica che dovevo ascoltare); poi invece una volta caduto nel disturbo l’ansia mi ha cominciato a far credere a paure false e molto più assurde che solo tramite la psicoterapia ho capito fossero false.

Per il futuro, come faccio a capire qual è l’ansia che devo ascoltare perché mi sta dicendo qualcosa di vero per me, e quale invece è assolutamente inutile e va accettata e fatta defluire senza rimuginarci?

È davvero il mio ultimo dubbio, l’unico che ancora mi fa incappare nel rimuginio perché sento che ho bisogno di una risposta che dà solo non so darmi... per il resto i pensieri disfunzionali riesco a riconoscerli e farli defluire senza rimuginarci.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 492 45
Gentile Utente,

mi pare ci sia una contraddizione tra ciò che asserisce:

"poi invece una volta caduto nel disturbo l’ansia mi ha cominciato a far credere a paure false e molto più assurde che solo tramite la psicoterapia ho capito fossero false."

e

"come faccio a capire qual è l’ansia che devo ascoltare perché mi sta dicendo qualcosa di vero per me, e quale invece è assolutamente inutile e va accettata e fatta defluire senza rimuginarci?"

Non Le pare che, se davvero ha ancora questa domanda in mente, probabilmente non ha ben capito quali paure sono false/assurde e quindi legate al rimuginio?

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Utente
Utente
Si penso sia questo il punto, non tanto per quelle più assurde, quanto per quelle più verosimili.
Le faccio un esempio pratico solo per farle capire cosa intendo:
L’ansia mi viene per il lavoro, lo capisco, lo accetto e devo cercare una soluzione. Se invece comincio a rimuginarci magari i pensieri successivi sono: beh ma forse non è solo il lavoro, anche esserti spostato nella nuova città non fa per te, dovresti mollare e tornare a casa ecc...
l’ansia da una parte mi ha aiutato perché mi ha fatto capire che quel lavoro non faceva per me, ma poi mi ha convinto anche che neanche la città andasse bene. Quando in realtà grazie alla psicoterapia ed ad un nuovo lavoro nella città mi trovo bene.
Faccio fatica ancora a discernere al 100% quali pensieri in futuro dovrò ascoltare e quali invece accettare ma non ascoltare e lasciare defluire... perché un conto se le paure sono esagerare come non so una paura di andare al supermercato, che capisco sia legata al panico, (è un esempio non è il mio caso) ma mi sembra più subdolo invece da capire cosa ascoltare nel caso che ho proposto.

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