Paura di essere bisex. Sono confusa.

Salve dottori... sono una ragazza di 22 anni, fin ora non mi è mai successo di innamorarmi di una donna, e nemmeno di provare attrazione fisica, cose invece sempre accadute verso uomini.

All'età circa di 14 anni ho fatto un sogno che mi ha traumatizzata, due donne bionde, una ero io (che non sono bionda nella realtà) che si baciavano, ed io nel sogno lasciavo il mio ragazzo per mettermi con lei.
Mi sono svegliata piangendo.

Da allora mi sono posta molte domande... tranne quando ero fidanzata con uomini, nel periodo delle mie ralazioni dimenticavo questo tarlo, invece appena mi lascio ricompare.

Adesso è un periodo che ci penso e ci ripenso se potessi essere bisex, mi viene ansia e da piangere, ho iniziato ad immaginare di baciare una donna e al pensiero mi viene la nausea, però quando vedo delle forme femminili belle a volte provo un po' di eccitazione.

Ho provato a vedere un film porno lesbo e provo eccitazione e nausea allo stesso tempo... ho paura che sto iniziando ad essere bisex... si può essere etero e a volte eccitarsi un po' se si vede o si tocca un seno?

Più che eccitazione vera e propria è un impulso al livello del clitoride...

Ho pensato forse che tutto ciò avviene perché mi identifico con quella femminilità, io per esempio ho un piccolo seno, cosa che mi ha sempre destato disagio, e raramente mi sono sentita bene con il mio corpo... cioè bella ed attraente.

Mi sento molto in confusione... non so più che pensare... fino a poco tempo fa era diventata un ossessione... mi chiedo e se provassi e mi piacerebbe?

Se scoprissi di esserlo?

Non c'è nulla di male ma io non voglio...

Poi ho pensato che potrebbe essere anche un parte trasgressiva in me che non ha trovato sfogo in altro e si è attaccata a questo trauma... non lo so.
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Dr. Fabrizio Di Girolamo Psicologo 12
Salve,
da quello che scrive mi sembra di capire che lei viva un conflitto interiore relativo alla sessualità.
Sembra inoltre che non sia tanto l'attrazione ed il pensiero omosessuale in sé, ma le emozioni di vergogna, paura, confusione associati ed i pensieri secondari correlati ("perché è così?", "cos'è che non va in me?", "e se fossi bisex?", "è una cosa terribile") che causano la sua sofferenza.

Tali pensieri la portano a rimuginare, cosa che aggrava ancora di più il suo malessere, perché una semplice fantasia che poteva chiudersi lì in pochi minuti, diventa invece importantissima per lei nel definire la sua identità (identità che adesso sente messa in discussione).

Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo che possa analizzare insieme a lei questi processi, ovvero il perché lei ripudia così tanto tali pensieri, ed aiutarla nell'elaborazione degli stessi.

Dr. Fabrizio Di Girolamo

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