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Quale strada è la più sana?

Buongiorno, da qualche mese ormai, nella mia relazione (io 28 e lei 25 anni) si è palesata la gelosia della mia compagna, con la quale sto da un anno e 2 mesi.
Premetto che è la sua seconda relazione e, nella sua prima, appartenente ai tempi del 5o liceo, è stata lasciata per un'altra, ricevendo una forte delusione.
Le prime manifestazioni di gelosia sono state dirette verso amiche in comune, mentre di recente ha iniziato a chiedermi della mia masturbazione.
Avendole detto che in quei momenti ho pensato anche a persone che conoscevo, utilizzando foto e social, ha voluto sapere chi, per poi spulciare le foto e le conversazioni presenti sul mio telefono, al fine di eliminare ogni dubbio su quanto le dicessi e placare così la sua inquietudine.
Inoltre, ha affermato di voler evitare la compagnia di queste persone.
Tuttavia, per come la penso, ciò non dovrebbe riguardare i suoi e i miei rapporti con gli altri, in quanto si tratta di un momento intimo e di fantasia.
A queste restrizioni di amiche da poter frequentare, si aggiungono le richieste di masturbarsi solo su sconosciuti e l'evitare conversazioni private con donne.
Seppure lei problematizza la sua gelosia verso le amiche, per la quale ne parla con lo psicologo, cercando di superare la difficoltà, ritiene invece opportuna la richiesta relativa alla masturbazione.
Personalmente, vivo tutto questo con stress; per ora sto assecondando le sue richieste, ma mi sembra di star facendo solo del male ad entrambi, accettando di perseguire strade che mi appaiono malsane.
Vedo la sua necessità di controllo essere appagata dalla mia non convinta accondiscendenza.
Devo dire che amo questa persona, perché mi fa stare bene quando non accade tutto ciò, tuttavia questi episodi stanno diventando sempre più presenti e talvolta, poco prima di stare con lei, provo una specie di paura per la possibilità di dover vivere nuovamente un momento stressante e dover passare ore a dialogare e consolarla; considerando che, oltre a queste problematiche, capita che lei viva anche dei momenti di angoscia collegati ad un sentirsi inadatti alla società e alla depressione del padre.
Sono quindi a chiedervi un consiglio sul come muovermi, in quanto diviso tra il pensare di chiudere la relazione prima che diventi tossica, frequentare uno psicologo per correggere il mio comportamento sulla masturbazione (se da ritenere malsano) o lasciare che le cose scorrano, assecondando, per ora, queste sue richieste.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 16.2k 522 109
Gentile utente,

Sulla masturbazione personale Lei dice: "..per come la penso, ciò non dovrebbe riguardare i suoi e i miei rapporti con gli altri, in quanto si tratta di un momento intimo e di fantasia...",
ma poi nei comportamenti si contraddice. Mi riferisco a quando, di fronte ai dicktat della ragazza inerenti alle fantasie personali, Lei anziché riaffermare l'aspetto personale e intimo delle stesse, le snocciola dettagliatamente,".. assecondando le sue richieste, ma mi sembra di star facendo solo del male ad entrambi.."

Lei stesso ha potuto constatare quanto sia inutile e dannoso rivelare particolari personali e individuali ad una persona controllante: non solo non serve a saziarne la fame, ma al contrario stuzzica l'appetito per voler sapere di più, per stabilire altre ed ulteriori regole.

Che fare? ci chiede.

Se la ragazza ".. vive anche dei momenti di angoscia collegati ad un sentirsi inadatti alla società e alla depressione del padre..." è il caso che chieda aiuto psicologico rivolgendosi ad un* Psicolog* che sia anche Psicoterapeuta.

Lei dovrebbe fare altrettanto (Terapeuta differente però!), con l'obiettivo di diventare maggiormente consapevole degli aspetti compiacenti che mette nelle relazioni perdendo così di vista la centratura su di sè, e di lavorarci per modificare.

Saluti cordiali.
dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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dopo
Utente
Utente
Buongiorno dottoressa, innanzitutto vi ringrazio per l'interessamento e la celere risposta. Sono completamente d'accordo con voi, aggiungo però, che ho assecondato le richieste di lei, solo dopo l'estenuante ripetizione delle stesse e la nascente possibilità di rottura, a causa delle mancate risposte.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 16.2k 522 109
"..ho assecondato le richieste di lei, solo dopo l'estenuante ripetizione delle stesse e la nascente possibilità di rottura, a causa delle mancate risposte..."

Come Lei stesso constata, "assecondare" l'altr* non risolve problema. Lo aggrava.

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/