Utente 210XXX
Sono una donna di 68 anni, nel mese di aprile 2006 mi sono recata presso l'ospedale di Perugia accusando dolori alle spalle alle braccia gamba stanchezza diffusa,febbre (37) ed un forte dolore alla parte fronte temporale con particolare riferimento alle orecchie, tempie, lungo il collo all'altezza della carotide.
Mi è stato detto che c'era una sospetta Arterite di Horton associata ad una polimialgia reumatica.
Ho cominciato immediatamente una terapia con cortisone con dosi medio alte, ed il giorno dopo la visita in ospedale sono stata sottoposta a biopsia.
La stessa è risultata negativa, nonostante questo ho continuato la terapia riducendo le dosi.
Nel frattempo mi sono sottoposta a visita oculistica dentistica ortopedica otorinica e a parte acciacchi dovuti all'età nulla c'era da riscontrare. In questi giorni ho richiesto una nuova visita del primario di Reumatologia di Perugia perchè nonostante un netto miglioramento dei dolori articolari mi sento di nuovo un malessere generale, sopratutto di notte, con cefalea, spesso temporale sia frontale,occipitale temporale, dolori di masticazione,al cuoio capelluto, alle orecchie.Gli esami di laboratorio riportano globuli bianchi 13,18 - ves 75 - proteina c reattiva 6,4.
Il primario mi ha detto di ripetere di nuovo la biopsia e ricominciare la cura al cortisone. E proprio necessario ripetere l' esame? E se risultasse di nuovo negativo? La terapia al cortisone avrebbe dosi diverse?
Grazie per l' attenzione.
liliana

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Poretti

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L'Arterire di Horton e' un arterite da diagnosticare ,pertanto non si puo' iniziare terapia ad alti dosaggi di cortisone senza la conferma della biopsia.Puo' farsi determinare come esami
il fattore reumatoide, anticorpi antinucleo ,la viscosità plasmatica, il dosaggio del fattore VIII von Willebrand (il cui aumento è espressione di danno endoteliale) e le citochine proinfiammatorie (IL-6, LIF) e la tipizzazione linfocitaria con le sue sottopopolazioni T-linfocitarie .
Ha bisogno di una consulenza Chirurgica Vascolare ed un approfondito ecocolordoppler dei vasi sovraortici.Puo' senz'altro essere arterite di Horton ma deve essere confermata da una giusta biopsia ,come giusto e' l'alto dosaggio del Cortisone come terapia.
Saluti
Dr Giovanni Poretti
Specialista in Reumatologia
Via acclavio 123
74100 Taranto - Italia

[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Germanò

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la biopsia delle arterie temporali può dare esito negativo per vari motivi: le lesioni della parete arteriose e del tessuto perivascolare sono " a salto". Le dimensioni del prelievo bioptico non erano sufficienti. e' necessario infatti un prelievo di almeno 3-5 cm di lunghezza per avere maggiore certezza di prendere la zona colpita. Clinicamente, da quanto descrive sembra essere proprio una arterite gigantocellulare (i criteri, classificativi diagnostici clinici e umorali sono già cosi soddisfatti). Come ulteriore passo può eseguire un ecocolodoppler dei tronchi carotidei e delle arterie temporali, è meno sensibile e specifico rispetto alla biopsia ma se si è fortunati si possono individuare tipiche lesioni ecografiche con il tipico alone anecogeno, ben differenziabile dalle lesioni ateromasiche stenosanti. La terapia steroidea va eseguita comunque, in quanto è poi l'evidenza clinica che alla fine deve convalidare la diagnosi. Ciò è importante anche per evitare complicanze più serie ed irreversibili, come la neurite ottica ischemica retrobulbare che può dare cecità e che colpisce circa 1/3 dei pazienti, o altri eventi cerebrovascolari di tipo ischemico. Concordo quindi col suo reumatologo sulla necessità di continuare la terapia con steroide. In genere 1 mg/kg al giorno di prednisone da ridurre con spoecifici schemi che il suo reumatologo conosce, e da protrarre comunque per 12-24 mesi, anche in mancanza di sintomi perchè può dare recidiva se interrotta troppo presto. Concordo sulla necessità di ripetere la biopsia a scopo di ulteriore conferma, eventualmente anche all'arteria temporale controlaterale ed anche in corso di terapia con steroide protratta perchè, a discapito di quanto si riteneva qualche anno fa (quando si consigliava la biopsia entro 2 massimo 4 settimane dall'inizio della terapia), non inficia l'esito dell'esame istologico. Inoltre penserei anche ad associare aspirina a basse dose per prevenire gli eventi ischemici..Se il suo reumatologo conferma la diagnosi e la cura, consideri inoltre una terapia di prevenzione per l'osteoporosi da cortisone.
Ci faccia sapere..
Saluti
GG
Giuseppe Germanò