Utente 157XXX
Gent.mi Dottori,
è passato un anno dall'intervento di quadrantectomia con relativi esami di stadiazione. Ho 44 anni e un anno fa, la scintigrafia a cui mi hanno sottoposta, risultava completamente negativa per secondarismi ossei. Un mese fa, a causa di un dolore persistente (ho aspettato 2 mesi per vedere se passava) ad una costola, sono stata invitata a ripetere la scintigrafia, dato che una rx fatta, parlava di rarefazione ossea ad una costola. L'esito della scintigrafia è il seguente:
focale ipercaptazione alla sincondrosi sacroiliaca destra, margine inferiore;scintigrafia a bassa probabilità di secondarismi scheletrici. Quindi, alla costola che mi fa male non risulta niente, mentre risulta una ipercaptazione a livello di bacino. Mi hanno consigliato una rx al bacino. Sto cercando di vivere nel modo più sereno i controlli dei follow up ma questa volta mi sento un pò preoccupata. Una rx può definitivamente chiarire di cosa si tratta, trasformando la "bassa probabilità" in certezza di assenza di secondarismi ossei?
Grazie in anticipo e buon lavoro!

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
Stia tranquilla...scometto che non ci sia alcuna ragione per preoccuparsi e la radiografia mirata potrebbe già dare un risposta.

https://www.medicitalia.it/minforma/senologia/67-follow-up-intervento-controlli-fare.html
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 157XXX

Grazie dottore per la risposta: prenoterò al più presto la radiografia mirata.
Ho letto l'articolo riguardante il follow-up alla pagina da lei indicata e, da profana, in quanto non sono medico, vorrei esprimere un mio parere.
La seguente affermazione, emessa in sintesi dopo una Consensus Conference da parte del MInistero della Sanità, è una vera e propria sentenza di morte per un malato oncologico! << Gli attuali mezzi diagnostici e terapeutici offrono la possibilità di influire significativamente sulla sopravvivenza globale SOLO nel caso di recidive locali o di un secondo tumore della mammella controlaterale.
L’anticipazione diagnostica dello stato di malattia avanzata rispetto alla fase sintomatica non consente, allo stato attuale, l’applicazione di misure terapeutiche capaci di modificare la sopravvivenza globale o di migliorare la qualità della vita (casi eccezionali) rispetto a quanto ottenibile con interventi meno tempestivi.
Si raccomanda quindi un follow-up periodico basato sull’esame clinico cadenzato sul rischio temporale di ricaduta.
La sola indagine di cui si consiglia l’uso programmato è la mammografia mentre le altre non vanno usate in schemi fissi di follow-up non essendoci prova della loro utilità. >>
Da quello che vedo da parte di molte donne a cui è stato diagnosticato un tumore al seno e con cui sono giornalmente in contatto, donne che spesso hanno sviluppato secondarismi nel corso di anni, l'anticipazione diagnostica eccome se ha fatto la differenza!
Le potrei dire, da profana naturalmente, che un conto è intervenire su un secondarismo osseo iniziale, di una certa estensione, un altro è quello di trovarsi dinnanzi ad una "grossa sorpresa" o a piu' sorprese, magari grossa ormai a tal punto da non potere usufruire di tecniche particolari. Le statistiche si basano sui grossi numeri, poi però si afferma stranamente che ogni tumore è una storia a sè (quindi la statistica in questione finisce a gambe all'aria).
Non me ne voglia per questo intervento: so dare il giuto valore al risultato di una statistica come la sopra citata, ma penso a chi, leggendo quanto affermato dal Ministero della Sanità italiano, si possa sentire condannato definitivamente all'annunncio della comparsa di un secondarismo.
Grazie ancora e a presto!

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
Complimenti per la corretta interpretazione.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#4] dopo  
Utente 157XXX

Ecco pronti i risultati della RX bacino effettuata oggi:

AREA DI RAREFAZIONE OSSEA A CARICO DELL'ARTICOLAZIONE SACROILIACA DESTRA.
Coesiste modica sclerosi del tetto acetabolare con minima osteofitosi del ciglio cotiloideo, in entrambi i lati.
Sufficientemente conservata la rima articolare.....


insomma, a dire del medico radiologo dopo la scintigrafia, più che una rx bacino andava fatta una RNM del bacino o di tutto il rachide.
Lascio perdere il tutto, o aspetto il prossimo follow up a novembre?
In poche parole: come si può essere certi dell'assenza di secondarismi ossei?
Grazie per la risposta!

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
Il radiologo...invece di dire...dovrebbe concludere, se ciò fosse possibile, con una diagnosi che non c'è.

Oppure prescrivere gli esami ad integrazione per completare l'iter dignostico.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#6] dopo  
Utente 157XXX

Ho capito; domenica parto e mi faccio 1200 chilometri per andare a sentire se qualcuno, oncologo, radiologo, insomma almeno un medico, è in grado di fare una diagnosi, poichè a maggio la scintigrafia porta la seguente dicitura CONCLUSIONI: INDAGINE SCINTIGRAFICA A BASSA PROBABILITA' DI SECONDARISMI SCHELETRICI (ma per scrupolo mi consigliano una rx bacino!) e a giugno, oggi, la rx riporta area di rarefazione ossea nello stesso punto.
Scusi dottore, anche se non sono una matematica, ho sempre sostenuto il metodo matematico- scientifico con tutti i suoi logici nessi e connessi, solo che ora mi sto letteralmente perdendo in una miriade di ipotesi ansiogene...almeno per me...
Un plauso, come sempre, alla sua infinita pazienza.
Con stima,
la solita utente