Utente 340XXX
Buongiorno,
scrivo per mia madre di 69 anni, operata poco più di un mese fa per neoplasia mammaria destra trattata con quadrantectomia. Pochi giorni fa è arrivato il referto istologico che ci ha molto preoccupati. Riporto di seguito alcuni dati:

Carcinoma duttale invasivo G2 con aspetti micropapillari
Stadio: pT1c pN0 sn (2/2)
Linfonodo sentinella: negativo
PVI: moderata
Ki67: 25%
C-ERB-B2: 3+
Er Recettore: parzialmente positivi
Pgr Recettore: negativi

Il materiale analizzato comprende:
- Parenchima mammario orientato di cm 4x4x2 con neoplasia invasiva a margini infiltrativi del diametro massimo di cm 1,6 che dista cm 0,1 dal margine superficiale e cm 0,2 dal margine superiore. Indenni i rimanenti margini.
- Ampliamento mediale di cm 2x1x0,7 senza atipie
- Margine profondo mammella dx di cm 1,6x1,2x0,8 senza atipie
- Linfonodo sentinella ascella dx e linfonodo parasentinella risultati negativi.

Visto che il carcinoma è molto aggressivo ed i margini distano soltanto 1-2 mm, non è preferibile, per ridurre la probabilità di recidiva, un re-intervento chirurgico per ampliare la zona da asportare o magari addirittura effettuare una mastectomia?

Mi permetto di aggiungere anche un altro quesito: l'oncologo pensa ad una terapia di 12 settimane di Paclitaxel e Herceptin settimanale e a seguire radioterapia. La chemio prescritta non è un po' sottodimensionata rispetto all'aggressività del tumore?

Grazie moltissime per la risposta, specialmente in relazione al problema dei margini cosi "risicati"!






[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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No stia tranquillo perché comunque il trattamento sarà completato dalla radioterapia e quello adiuvante mi sembra adeguato.

Anche perché, ma questo va richiesto al chirurgo, c'è nella descrizione dell'istologico
>>Ampliamento mediale di cm 2x1x0,7 senza atipie>< che potrebbe corrispondere non essendo specificato al margine dove c'è il dubbio di una risicata radicalità.

A me capita tutti i giorni di verificare dopo l'asportazione del quadrante di verificare la dubbia radicalità di uno o più margini e procedo immediatamente ad una ulteriore radicalizzazione di quel margine. Ma ripeto questo lo può dire solo l'operatore poiché nella descrizione macroscopica del pezzo chirurgico non viene precisato.

Mi sento autorizzato da quanto scrive a tranquillizzarla ma a raccomandarle precauzionalmente non solo i controlli periodici prescritti (=Prevenzione Primaria), ma soprattutto la Prevenzione Primaria

PREVENZIONE PRIMARIA (= stile di vita)
(Alimentazione + attività fisica)
https://www.medicitalia.it/salvocatania/news/2253/FERMI-TUTTI-La-dieta-a
http://www.senosalvo.com/terapia_metronomica.htm
http://www.senosalvo.com/tutti_abbiamo_un_tumore.htm
http://www.senosalvo.com/vero_falso_dieta.htm
https://www.medicitalia.it/salvocatania/news/90/L-attivita-fisica-riduce
Tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 340XXX

La ringrazio veramente di cuore per la celerità della risposta! Mi ha molto sollevato!
Chiederò senz'altro all'operatore, nella speranza che non interpreti la domanda come una mancanza di fiducia...
Mi perdoni, però, se ritorno sull'argomento: l'ampliamento mediale "coprirebbe", nella migliore delle ipotesi, solo uno dei 2 margini "risicati". Rimarrebbe dunque pur sempre l'altro che, nella migliore delle ipotesi, sarebbe di soltanto 2 mm.
E in effetti, poichè il referto definisce i rimanenti margini "indenni", verrebbe da pensare che quelli "risicati" non lo siano.
Potrebbe essere il "margine profondo" di cm 1,6x1,2x0,8 a corrispondere al secondo margine "risicato"?
Un'ultima domanda: mia madre dovrebbe venir chiamata per cominciare il trattamento adiuvante tra un paio di settimane, cioè circa 8 settimane dopo l'intervento chirurgico: non è un po' troppo tardi?
Le chiedo scusa per l'insistenza, ma mi sa che sono un po' ansioso...
Grazie molte per la sua pazienza!

[#3] dopo  
Utente 340XXX

Temo di essermi espresso in modo poco chiaro.
Il mio primo quesito è questo: qualora risultasse che l'ampliamento mediale non corrisponde ad uno dei 2 margini "risicati", riterrebbe ancora non necessaria una ulteriore radicalizzazione? Grazie ancora!

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Comprenderà bene che questa risposta la può dare solo l'operatore ed in ogni caso starei tranquillo lo stesso perché alla chirurgia seguirà la radioterapia.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#5] dopo  
Utente 340XXX

Grazie molte!
Un cordiale saluto.

[#6] dopo  
Utente 340XXX

Buongiorno dottore,
ho parlato con il chirurgo. Ha detto che i margini sono comunque "puliti", pur se molto vicini, e pertanto non ritiene giustificato un reintervento per ampliamento.
Ha inoltre confermato la necessità di un trattamento adiuvante così strutturato: 12 settimane di Paclitaxel e Herceptin settimanale e, a seguire, radioterapia proseguendo Herceptin ogni tre settimane fino a completare un anno.
La prossima settimana a mia madre verrà impiantato il port-a-cath (ovvero a oltre sei settimane dall'intervento chirurgico). Dopo di che, bisognerà attendere che venga chiamata per iniziare la chemioterapia, e siccome la lista d'attesa non è corta, si prevede che inizierà dopo 51-60 giorni dall'intervento chirurgico.
Su "Linee guida - Neoplasie della mammella" dell'AIOM (ed. luglio 2013), ho trovato che la chemioterapia "deve iniziare entro 6 settimane dall'intervento, anche se non c'é accordo unanime sul timing ottimale".
Ho letto anche di uno studio, pubblicato nel 2006 sul "Journal of Clinical Oncology" e riferito a 2600 donne operate al seno (stadio I e II) e sottoposte a chemio tra il 1989 e 1998, secondo il quale il tempo limite è 12 settimane, ma non so se le conclusioni di tale studio siano mai state confermate da altri studi...

Vorrei pertanto porre alla sua attenzione i seguenti quesiti:
1) Un trattamento adiuvante fatto dopo quasi 2 mesi (!) dall'intervento conserva ancora la massima efficacia, in termini di minimizzazione del rischio di recidive a distanza?

2) Oggi sono passati 37 giorni dall'intervento chirugico. Considerando l'aggressività del tumore (Ki67: 25%, C-ERB-B2: 3+, PVI presente), ritiene accettabile attendere altre 2-3 settimane o consiglierebbe di trovare un'altra struttura sanitaria? Ovvero: fino a quando è lecito/giustificato attendere per iniziare la chemioterapia?

Vorrei davvero evitare di sottoporre mia madre (che, tra l'altro, ha già avuto un TIA ed è HCV positiva, ipertesa, ipercolesterolemica e osteoporotica) ad una chemioterapia ormai inutile in quanto tardiva....

Grazie moltissime per la sua disponibilità e per il prezioso supporto che costantemente dà a tante persone che, come me, sono dubbiose e confuse.
Rimango in attesa di una sua gentile risposta.

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non comprendo !

>>ho parlato con il chirurgo. Ha detto che i margini sono comunque "puliti", pur se molto vicini, e pertanto non ritiene giustificato un reintervento per ampliamento.
Ha inoltre confermato la necessità di un trattamento adiuvante così strutturato: 12 settimane di Paclitaxel e Herceptin settimanale e, a seguire, radioterapia proseguendo Herceptin ogni tre settimane fino a completare un anno.>>

Quindi la terapia adiuvante medica la prescrive il chirurgo ?

Io avrei chiesto una visita oncologica (nonostante il sottoscritto abbia conseguito ANCHE una specializzazione in Oncologia medica) e nel corso della quale avrei esposto all'ONCOLOGO le obiezioni che qui ha riportato e che sono in gran parte condivisibili.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com