Utente 379XXX
buona sera, ho fatto una mammografia il 13 aprile e il responso è stato il seguente: al controllo odierno confrontato con precedenti del 2011-12 il reperto appare caratterizzato da un modesto incremento di calcificazioni nel quadrante superiore destro esterno sinistro che attualmente presentano aspetti di benignità. Entrambi i seni presentano componente parenchimo stromale disomogeneamente addensata con diffuso aspetto nodulare che rende il quadro mal interpretabile (BIRADS ). a completamneto l'indagine ecografica non rileva formazioni di tipo solido, multiple millimetriche immaini anecogene di tipo cistico si apprezzano bilateralmente. Cavi ascellari liberi.si consiglia verifica mammografica calcificazioni tra 6 mesi.Ho una visita senologica tra due mesi; il mio medico ha annaspato di fronte a questo esito ma non mi ha voluto fare impegnativa per visita senologica urgente.Ho 47 anni , due figli che ho allattato per poche settimane, non sono in menopausa e ho cicli regolarissimi. Prima mestruazione a 11 anni. Cugina operata di tumore al seno. Fumatrice moderata, circa 7 sigarette al giorno. Inutile dire che sono nel panico. Ho fatto markers tumorali privatamente e non ci capisco niente . Sono tutti al di sotto del valore ma non sono neanche a zero. Cosa devo pensare?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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1) Sbagliatissimo richiedere i marcatori tumorali per fare diagnosi,che potendo incrementarsi per molte cause anche non tumorali, quelli sì che potrebbero gettarla nel panico.

2) La diagnosi è chiarissima >>attualmente presentano aspetti di benignità>>

In generale in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula

https://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel


La mia sensazione, che ovviamente non conta nulla è che si stia preoccupando per nulla.

Tanti saluti

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com