Utente 908XXX
Gentili signori,
scrivo per chiedere un consulto riguardante la situazione clinica di mia madre (donna 48 anni: l'utente iscritto).
Il giorno 23 settembre è stata rilevata, tramite mammografia, una massa di circa 1 cm, c4 all'agoaspirato, al seno destro. Dopo circa un mese le è stata fatta una segmentectopia, con rimozione del tumore, rivelatosi benigno all'esame istologico istantaneo. In base a tale osservazione i chirurghi hanno ritenuto non necessaria l'asportazione del linfonodo sentinella, ed il suo esame. Dopo circa 20 giorni, però, l'esame istologico definitivo ha evidenziato un tessuto peritumorale maligno in più punti, pertanto i medici hanno disposto un secondo intervento urgente con prevista mastectomia e rimozione dei linfonodi ascellari. L'unico esame diagnostico effettuato prima dell'intervento è stata una ulteriore mammografia ed una ecografia, che non hanno evidenziato alcuna lesione tumorale nella mammella. Poichè certi della presenza di questo tipo di tumore, non rilevabile con tali tecniche diagnostiche, si è proceduto all'intervento come previsto, dopo soli 25 giorni dal precedente intervento. Il chirurgo ha asportato tutti i linfonodi associati alla mammella destra, poichè alcuni di questi li ha trovati ingrossati, quindi ha sospettato che fossero stati raggiunti da cellule tumorali. Io sono una biologa e mi vengono dei dubbi sul percorso scelto: mi chiedo se, dato l'aspetto denso delle sue mammelle, non sarebbe stato il caso di effettuare ulteriori esami diagnostici prima del primo intervento, come per esempio la risonanza magnetica, per evitare un intervento ripetuto in pochi giorni. Inoltre vorrei sapere se ci sono degli elementi che possano portare un esperto chirurgo a ritenere i linfonodi intaccati oltre il gonfiore, durante l'intervento, e se è plausibile sospettare e sperare che quei linfonodi siano semplicemente infiammati dato il precedente intervento effettuato poco tempo prima, anche perchè lei afferma di aver avvertito dolore sottoascellare solo dopo il primo intervento, cosa che, tuttavia, non ha riferito al medico. Anche in questo caso ho paura che si sia proceduto in maniera troppo precipitosa, poichè non sono stati fatti accertamenti diagnostici prima dell'intervento sullo stato linfonodale. Sono certa che, anche se l'esame istologico dell'asportato dovesse essere negativo, è stata una decisione necessaria quella dei medici di effettuare un intervento radicale, date le circostanze, ma mi chiedo se adesso è necessario intraprendere un percoso diverso, di indagini diagnostiche sull'altro seno, che potrebbe presentare lo stesso tipo di patologia non rilevabile con mammografia ed ecografia, quindi effettuare una risonanza magnetica o altri tipi di esami che io non conosco, per cercare di intervenire in tempo ed in maniera meno casuale. Inoltre nello stesso periodo è stato diagnosticato un carcinoma mammario all'unica sorella di mia madre, un nodulo maligno di 2 cm. E' stata fatta così una quadranctomia con asportazione del infonodo sentinella, negativo all'esame istologico. Data l'analoga struttura densa del seno della sorella di mia madre, e l'ipotizzato rischio genetico, mi chiedo se anche per lei c'è un plausibile rischio di avere, o sviluppare, lo stesso tipo di tumore, quindi anche nel suo caso se è necessario effettuare altri tipi di esami diagnostici preventivi, oltre a mammografia ed ecografia che non evidenziano le lesioni ritrovate per caso a mia madre.
Vorrei dei pareri sul caso appena esposto, e consigli sul decorso post-operatorio e sulle tecniche di prevenzione più idonee.
Spero che mi rispondiate presto, per aiutarci a prendere le decisioni giuste.
Grazie in anticipo per la vostra disponibilità, purtroppo i medici a cui ci siamo rivolti sembrano avere molta fretta, e non mi hanno dato le spiegazioni che avrei voluto.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
non riesco a comprendere cosa possa essere realmente accaduto.

Dovrebbe trascrivere l'esito del primo esame istologico e del secondo esame istologico per capire meglio.

E poi perchè lo definisce carcinoma occulto se era stato rilevato dalla mammografia e l'esame citologico preoperatorio era un C4 ?

Intanto Le allego sulla altra richiesta

https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=50919
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 908XXX

Gentile Dott.Catania,
gli esiti purtroppo non ci sono stati dati, abbiamo fatto richiesta per ottenere l'intera cartella clinica, ma ci sarà data tra 45 giorni.
Il nodulo rilevato dalla mammografia era C4 all'ago aspirato, lo hanno asportato ed era benigno, però hanno rilevato un peritumorale maligno all'istologico definitivo, con lesioni multifocali non visibili alla mammografia ed ecografia, che i medici hanno definito non correlate alla presenza del nodulo, per questo l'ho definito occulto..è stato un puro caso che fosse stato individuato un nodulo, risultato C4 probabilmente perchè era stato preso anche del tessuto mammario maligno..per questo non capisco se è una situazione anomala o rara.

[#3] dopo  
Utente 908XXX

Gentile Dott.Catania,
mi spiego meglio, il secondo intervento è stato effettuato per rimuovere l'intero tessuto mammario, per via della scoperta, all'istologico definitivo, di regioni maligne multifocali intorno al nodulo che si è dimostrato benigno. So che magari, per avere un quadro clinico più chiaro servirebbero gli esiti istologici, ma per ora non ho altro che le spiegazioni di medici e chirurghi.
La prego, in base alla sua esperienza, di darmi una indicazione sulla nostra situazione, e cosa che per ora più mi preme, è avere informazioni sullo stato dei linfonodi, che il chirurgo ha trovato ingrossati: è possibile discriminare in sede operatoria se i linfonodi sono solo infiammati o metastatici?
Grazie per la sua precedente risposta...spero mi possa aiutare a chiarire i dubbi che ho esposto nella prima richiesta.

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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No purtroppo non riesco ancora a comprendere bene.

Nessuna meraviglia che ci si possa trovare dinnanzi ad una situazione di multifocalità, ma è indispensabile
avere l'istologico anche del "benigno".

E soprattutto dell radicalizzazione e dei linfonodi ascellari.

Va bene per i 45 giorni x la cartella clinica, ma nel frattempo non rilasciano una relazione con l'istologico e
i fattori biologici per una valutazione oncologica ed eventuale terapia adiuvante ?

Se dovesse intraprendere una terapia adiuvante quando inizierebbe ? Dopo i 50 giorni ?
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#5] dopo  
Utente 908XXX

Gentile Dott.Catania,
grazie mille per la sua disponibilità.
Cercherò di ottenere, anzi pretenderò almeno una copia del referto del primo esame istologico, e poi quando saranno pronti i risultati del secondo intervento, una copia anche di questi ultimi,o come lei mi ha consigliato almeno una relazione e spero siano rapidi.
Quando mi daranno le informazioni necessarie, se sarà disponibile, le illustrerò i risultati istologici con precisione, e cercherò anch'io di capire meglio cosa possa essere successo.

Grazie ancora.

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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D'accordo !
Salvo Catania, MD
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[#7] dopo  
Utente 908XXX

Gentile Dott.Catania,
le scrivo perchè sono riuscita ad avere una copia del referto del primo esame istologico(segmentectomia del nodulo c4 al citologico):

MATERIALE INVIATO
l)quadrante superiore mammella destra
2)tessuto peritumorale

DESCRIZIONE MACROSCOPICA
1) Quadrante mammario di cm 5x5x3 con presenza di alcune cisti.
2) Frammenti mammari (n°3) rispettivamente di cm 2x1,5xO.5, cm 2.5x2,5xO.7 e cm 2.2x3x1.

DIAGNOSI ISTOPATOLOGICA
1) Quadrante mammario con modificazioni fibra-cistiche, con focolai di modificazione colonnare con micracalcificazioni e con focale iperplasia duttale usuale.
2) Carcinoma duttale infiltrante della mammella (G2 sec. Elston-Ellis). Non evidenti aspetti di angioinvasione. (La neoplasia è presente in tutti i frammenti inviati).

A seguito di questo referto è stato fatto un intervento di mastectomia con rimozione di tutti i linfonodi associati alla mammella (fino al collo), poichè il chirurgo ne ha trovati alcuni ingrossati.

Lei pensa che si sia proceduto nel migliore dei modi?

E' possibile che i linfinodi siano solo infiammati, dato il precedente intervento recente?

Che esami è possibile fare per prevenzione sull'altra mammella e sul resto del corpo?

Vorrei inoltre sapere se,dato che mia madre per via della struttura densa del suo seno, ha fatto dall'età di 32-34 anni mammografie quasi ogni anno, è possibile che questo abbia contribuito all'insorgenza del tumore, data la capacità mutagena dei raggi x, e l'utilizzo di macchinari obsoleti e non sicuri come gli odierni.



[#8] dopo  
Utente 908XXX


[#9] dopo  
Dr. Salvo Catania

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1)Se si tratta di un tumore multifocale, come pare è corretta la mastectomia ( non conosciamo l'estensione però nel resto della mammella.Manca referto istologico definitivo su tutta la mammella)

2)L'asportazione dei linfonodi va fatta perchè si tratta di un multifocale o di diametro superiore a 3 cm e non perchè risultano ingrossati

https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=40590

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/lifonodisentinella.htm

3)Proprio perchè la mammella è a struttura densa NON si fanno mammografie inutili a 32 anni, ma comunque credo che non ci sia relazione, anche se Lei invece diun esame diagnostico come la mammografia parla di "erogatori di radiazioni"

4)Sugli esami dopo l'intervento

https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=53714

Cordiali saluti
Salvo Catania, MD
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[#10] dopo  
Utente 908XXX

Gentile Dott.Catania,
grazie infinite per avermi rassicurata sul percorso seguito fino ad ora.

Vorrei sapere se, nel caso di mia madre, una risonanza magnetica (o mi dica lei quale altro esame adatto) prima del primo intervento sarebbe stata utile ad evidenziare queste lesioni multifocali, che sia mammografia che ecografia non hanno rilevato. Vorrei sapere questo proprio per il futuro, perché sono terrorizzata dall'idea che una situazione simile a quella trovata solo operando il seno destro, sia presente anche nell'altro seno, e vorrei un indicazione su quale indagine fare appunto su questo.

Nel link che mi ha mandato è scritto: "La sola indagine di cui si consiglia l’uso programmato è la mammografia mentre le altre non vanno usate in schemi fissi di follow-up non essendoci prova della loro utilità" e questo mi preoccupa. Ho chiesto ai medici che hanno curato mia madre se le lesioni multifocali trovate si sarebbero potute evidenziare precedentemente con la RMM o altre tecniche, in modo da evitare il doppio intervento in 20 giorni, ma mi è stato risposto di no, che la RMM non serve a nulla e confonde solo le idee…

Quello che vorrei sapere è di fronte a quale tipo di tumore ci troviamo se non c'è tecnica diagnostica che avrebbe potuto evidenziarlo!La mammografia ha evidenziato un nodulo, ma questo non è in alcun modo legato alla presenza del multifocale(almeno così ci è stato detto), quindi nell’altro seno potrebbe non formarsi alcun nodulo, ed esserci comunque un carcinoma non visibile, che prosegue indisturbato.

Cosa pensa lei della RMM? sarebbe il caso di applicarla per prevenzione all'altro seno? la ritiene utile? Quale altra tecnica potrebbe essere utile a tal fine?

Mi scusi per il mio stato ansioso, e la ringrazio davvero per questo servizio di consulenza che offre on line.

[#11] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Con il senno del poi forse sarebbe stata utile la RM ma poichè la mammografia evidenziava il nodulo, risultato C4 all'agoaspirazione, non l'avrei eseguita, anche perchè la RM può evidenziare

https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=33840

anche un discreto numero di aree falsamente sospette.
Salvo Catania, MD
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