Utente 214XXX
Salve,chiedo gentilmente un vostro parere circa questo caso clinico. Mia madre ,58 aa, in menopausa da 3anni,operata nel 2010 per microcalcificazioni che al mammotome risultarono dovute a iperplasia mammamia con atipie. Altro piccolo focus di microcalcificazioni presente nella stessa mammella fu lasciato in sede nè fu biopsizzato. Follow up annuale. A ottobre 2016 in seguito a controllo annuale, viene richiesta biopsia del focus che ha dimostrato su frustoli agobioptici 2 focolai misuranti 4 e 2.5 mm di ca duttale in situ g1 ,ki 67 20 %, PgR pos(1-2%), ER pos(5-8 %). Segue exeresi con quadrantectomia al cui istologico definitivo sono stati rinvenuti foci di flat atipie ,diffuse calcificazioni e in adiacenza all'area fibrosa corrispondente verosimilmente alla precedente biopsia,un radal scar con iperplasia duttale atipica. Margini indenni . L'oncologo propone terapia per 2 aa con tamoxifene rifiutando la mia proposta di radioterapia perchè a suo avviso inutile(????) Non accenna agli effetti collaterali del tamoxifene nè propone follow up endometriale. Dopo quasi 6 mesi,per mia iniziativa,mia madre fa controllo eco transvaginale e l'endometrio è già a 8 mm . Ora non so che strada percorrere,se seguire il consiglio di un oncologo a cui avevo chiesto parere successivamente e purtroppo quando già la radioterapia non era più attuabile e cioè di interrompere il trattamento con tamoxifene per lui inutile visto il basso valore di positività recettoriale e affidarsi solo al follow up . Oppure richiamare il centro ove mia madre era stata seguita ab initio e chiedere eventuale sostituzione con terapia di seconda generazione visto che comunque la radio non è stata fatta per imperizia e negligenza del centro a cui mi ero rivolta visto che comunque la probabilità di recidive senza profilassi è così più alta .Chiedo un vostro parere affidandomi alla vostra esperienza nel campo. In attesa,ringrazio in anticipo a chi presta attenzione al mio caso clinico.

[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Giovanna Fava

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Le sue preoccupazioni sono inutili e la sua ansia ingiustificata...lo spessore dell'endometrio non è un indice negativo ma va controllato, come farebbe qualsiasi donna in post menopausa, con controllo annuale o semestrale con visita ed eco vaginale e in caso dubbio colposcopia e biopsia...la trasformazione dell'endometrio in displasia sarà casomai un fattore da tarttare ma non è questo il caso...il programma medico è adeguato, e ha lo scopo di proteggere da ricadute locali e ripresa di malattia, ma è precauzionale, infatti non c'è nemmeno un focolaio di Ca in situ riscontrato al pezzo istologico.sua madre rischia casomai di entrare in un overtreatment!
stia serena e si affidi al tecnico...La paziente avrebbe pure potuto non eseguire resezione chirurgica e continuare con lo screening e le bx-mammotone.
Dr.ssa mariagiovanna fava

[#2] dopo  
Utente 214XXX

Gentile dott.ssa Grazie mille per la risposta, attendo gli esiti della biopsia endometriale e le faró sapere. Grazie.