Gestione infezione urinaria ricorrente in anziano fragile con demenza: consigli?

Gentili, vi scrivo per avere, per quanto possibile a distanza, un piccolo supporto nella gestione di un fastidio che riporta mio padre, 90enne con demenza e che usa il pannolone.
Da qualche tempo ci siamo accorti che ha qualche difficoltà ad urinare, mi spiego, solo nei momenti in cui fa la pipì lo vediamo che contrae il viso come avesse dolore.
In base a questo segnale, visto che non riesce ad esprimersi più bene, abbiamo fatto fare esami sangue e urine ed è risultato con valori ok (prostata valori di un ragazzino) mentre dall'urinocultura (+antibiogramma) è risultato affetto da Pseudomonas con carica 50.000*ml.
Sensibilità buona verso Fosfomicina, Norfloxacina, Piperacillina/Tazobactam e Netilmicina.

Gli abbiamo fatto due cicli con la Fosfomicina (su consiglio medico naturalmente) e sembrava tutto rientrato, faceva la pipì senza alcuna smorfia, ma ieri ci siamo accorti che ha ripreso ad avere un po' di fastidio; non ha febbre o altro.
Stamattina abbiamo rifatto gli esami delle urine e aspettiamo il risultato.
Ho letto che è un batterio piuttosto difficile da eradicare e, visto che mio padre è un paziente fragile, ho il terrore che possa creare altri fastidi oltre a questo che manifesta.

Come possiamo procedere per evitare che il problema si ripresenti ancora?
Grazie infinite
Dr. Paolo Piana Urologo 50.4k 2k
Purtroppo, nelle condizioni di suo Padre, le infezioni urinarie sono realisticamente inesorabili, pertanto vanno gestite, non potendole risolvele radicalmente e definitivamente. Gli antibiotico dovrebbero essere sempre usati con molta parsimonia e perlopiù solo in caso di febbre od evidenti complicazioni, pena l'insorgenza di resistenze e selezione di ceppi batterici sempre più aggressivi. Importante è definire se non si stia instaurando una ritenzione vescicale di urina, cosa che può essere fatto già ad una attenta visita diretta. In caso di ritenzione, è opportuno che venga inserito un catetere vescicale, che non è certo una meraviglia, ma è meno pericoloso della ritenzione per quanto inerente le infezioni. Il pazient dovrebbe essere invitato a bere molta acqua, ma ovviamente si fa quel che si può.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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Gentile dottore, la ringrazio per la celere risposta. Il medico di base dovrebbe essere in grado di verificare questa ipotetica ritenzione o è necessario un urologo? Fare una eco addome potrebbe rilevare dei depositi di urina? Lui fa pipì regolarmente e anche molta visto che beve tantissimo (è leggermente disfagico e gli diamo noi l'acqua gel oltre a camomilla serale e tisane varie addensate) ma ogni tanto gli si formano dei fecalomi nonostante l'idratazione e l'attenzione ai movimenti, anche se limitati ormai. So che questo potrebbe impattare sulla formazione di alcune infezioni, giusto? Quando parla di cateterizzazione, intende un catetere fisso o solo per aiutarlo a liberarsi dell'urina ristagnata e poi tolto? Diciamo che il pensiero del catetere in una persona che ha ancora un minimo di capacità fa sempre un po' impressione e ho anche il pensiero che di notte possa strapparselo, cosa che ogni tanto fa con il pannolone. Detto questo, se non ci sono particolari problematiche sulla persona, tipo febbre o altro, è possibile usare anche del semplice paracetamolo per lenire i fastidi del basso ventre o ci sono controindicazioni? L'utilizzo di integratori o probiotici possono aiutare a ridurre le infezioni o a rendere l'ambiente meno sensibile? Grazie e scusi per le innumerevoli domande.
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.4k 2k
Certamente una ecografia potrebbe essere dirimente, ma come abbiamo scritto, per individuare un ristagno significativo è sufficiente la vista diretta, anche del Curante, posto che ne abbia voglia e tempo (!) D'ogni modo, da quel che ci descrive (pannoloni zuppi) si può presumenre che una ritenzione sia meno probabile. Anche la necessità eventuale di un catetere si allontana, con i suoi pro- ed i suoi contro-. Se l'idratazione è già abbondante, tanto meglio. Se si vogliono utilizzare degli integratori, questi dovrebbeo essere indirizzati all'intestino, per ottenere una funzione almeno decente, posto che i batteri coinvolti nelle infezioni urinarie possono arrivare solo da lì.

Paolo Piana
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Gentile dottore, come sempre grazie anticipatamente.. a seguito di quanto detto e consigliato, abbiamo fatto rifare a mio padre l'urinocultura (+antibiogramma) ed è risultato affetto ancora da Pseudomonas con carica 75.000*ml, valore leggermente più alto della volta scorsa. Sembra abbia meno dolore della volta precedente, non fa particolari smorfie in questo periodo e oltre a farlo bere tantissimo, stiamo dando fermenti e un integratore per l'intestino come ci aveva consigliato. Come per il precedente antibiogramma ha mostrato sensibilità buona verso Fosfomicina, Norfloxacina, Piperacillina/Tazobactam e Netilmicina e Cefotaxime; il nostro medico di base, dopo averlo visitato ed escluso ritenzioni, ci ha riproposto la Fosfomicina ma che la volta precedente aveva avuto solo un effetto palliativo e che, leggendo su alcuni studi, è solo in vitro efficiente contro lo pseudomonas ma nella realtà così non è. Detto questo, non essendo medico, chiedo a lei come muoverci visto che sul nostro medico, persona squisita per carità, possiamo fare poco affidamento da questo punto di vista perchè magari poco 'competente' in questa branca.
In attesa di sue, le auguro una buona giornata.
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.4k 2k
La carica batterica inferiore a centomila (dieci alla quinta potenza) non viene in genere considerata positiva e pertanto meritevole di terapia, tanto liù in assenza di sintomi e sospette complicazioni.

Paolo Piana
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