Prostatite cronica o problema psicologico?
Salve Dottori,
A metà dicembre 2024 mi sveglio con dei sintomi tipici della cistite: fastidio al meato uretrale, pesantezza al basso ventre e impossibilità di svuotare la vescica.
Il medico di base prescrive delle bustine da prendere in 2 notti, ma dopo due cicli distanziati i sintomi non variano, anzi si presenta un nuovo sintomo, fitte di pochi secondi all'ano sporadiche.
Si procede con un'urinocoltura che non presenta nulla di strano portando a presumere una prostatite.
Seguendo le istruzioni del mio medico, prenoto un ecografia per fine gennaio e nel frattempo prendo per 5 giorni un antibiotico (non ricordo il nome) e applico 2 volte al giorno il balanil gel sul glande per delle piccole perdite di urina che iniziano a presentarsi.
L'ecografia riporta reni sani, la vescica (se pur in piccole quantità) non rilascia del tutto le urine e la prostata presenta una calcificazione.
I sintomi però non spariscono ma sono altalenanti e inizio ad avere dei fastidi al lato sinistro del basso ventre, così prenoto una visita urologica per fine aprile dove risulta che la prostata non è guarita del tutto ma è leggermente infiammata.
L'urologo mi prescrive il Pea Prostil Nex e un altro integratore contenente SERENOA REPENS da prendere per 6 mesi che come risultato hanno fatto passare le fitte all'ano ma non il resto.
Meno di un mese dalla visita e noto che ho costantemente gli addominali del basso ventre contratti accompagnati da fastidi sopra il testicolo sinistro.
Quando i fastidi al testicolo diventano dolore vado dal medico che mi prescrive un antinfiammatorio che non farà più tornare il dolore ma sono presenti sporadici fastidi provocati dallo sforzo.
Decido di effettuare un ecografia che da varicocele al testicolo sinistro, non preoccupante.
Richiedo una seconda visita dall'urologo che mi viene data per il 2 gennaio 2026 (quindi un anno dopo l'inizio e diversi mesi dopo la seconda ecografia).
Nonostante i miglioramenti al testicolo, le contrazioni al basso addome peggiorano e inizio a soffrire di stitichezza.
Dopo i rapporti e la masturbazione ho dei fastidi all'uretra e sento una pressione alla zone della vescica che però adesso sono migliorati grazie ad egli esercizi di rilassamento.
Inizio a notare un minor controllo del riflesso eiaculatorio che nell'ultimo periodo mi provoca ansia da prestazione.
A peggiorare il tutto è una balanite che si presenta a novembre e che sto curando.
Finalmente faccio la visita con il secondo urologo e mi conferma la prostatite (1 grado), la balanite sta guarendo e senza fare l'esame della prostata sostiene che: dato il miglioramento dei sintomi dovuto al volontario rilassamento, la contrazione al basso addome e il fastidio al meato sono psicologici.
Tre giorni dopo i sintomi sono variati.
La contrazione al basso ventre adesso sembra un crampo e contemporaneamente la stitichezza è passata.
I sintomi sono più forti prima di defecare.
Cosa può essere tutto questo?
Prostatite?
Stress?
Pressione addominale dovuta dalle feci?
Sono disponibile per chiarificazioni, grazie mille in anticipo.
A metà dicembre 2024 mi sveglio con dei sintomi tipici della cistite: fastidio al meato uretrale, pesantezza al basso ventre e impossibilità di svuotare la vescica.
Il medico di base prescrive delle bustine da prendere in 2 notti, ma dopo due cicli distanziati i sintomi non variano, anzi si presenta un nuovo sintomo, fitte di pochi secondi all'ano sporadiche.
Si procede con un'urinocoltura che non presenta nulla di strano portando a presumere una prostatite.
Seguendo le istruzioni del mio medico, prenoto un ecografia per fine gennaio e nel frattempo prendo per 5 giorni un antibiotico (non ricordo il nome) e applico 2 volte al giorno il balanil gel sul glande per delle piccole perdite di urina che iniziano a presentarsi.
L'ecografia riporta reni sani, la vescica (se pur in piccole quantità) non rilascia del tutto le urine e la prostata presenta una calcificazione.
I sintomi però non spariscono ma sono altalenanti e inizio ad avere dei fastidi al lato sinistro del basso ventre, così prenoto una visita urologica per fine aprile dove risulta che la prostata non è guarita del tutto ma è leggermente infiammata.
L'urologo mi prescrive il Pea Prostil Nex e un altro integratore contenente SERENOA REPENS da prendere per 6 mesi che come risultato hanno fatto passare le fitte all'ano ma non il resto.
Meno di un mese dalla visita e noto che ho costantemente gli addominali del basso ventre contratti accompagnati da fastidi sopra il testicolo sinistro.
Quando i fastidi al testicolo diventano dolore vado dal medico che mi prescrive un antinfiammatorio che non farà più tornare il dolore ma sono presenti sporadici fastidi provocati dallo sforzo.
Decido di effettuare un ecografia che da varicocele al testicolo sinistro, non preoccupante.
Richiedo una seconda visita dall'urologo che mi viene data per il 2 gennaio 2026 (quindi un anno dopo l'inizio e diversi mesi dopo la seconda ecografia).
Nonostante i miglioramenti al testicolo, le contrazioni al basso addome peggiorano e inizio a soffrire di stitichezza.
Dopo i rapporti e la masturbazione ho dei fastidi all'uretra e sento una pressione alla zone della vescica che però adesso sono migliorati grazie ad egli esercizi di rilassamento.
Inizio a notare un minor controllo del riflesso eiaculatorio che nell'ultimo periodo mi provoca ansia da prestazione.
A peggiorare il tutto è una balanite che si presenta a novembre e che sto curando.
Finalmente faccio la visita con il secondo urologo e mi conferma la prostatite (1 grado), la balanite sta guarendo e senza fare l'esame della prostata sostiene che: dato il miglioramento dei sintomi dovuto al volontario rilassamento, la contrazione al basso addome e il fastidio al meato sono psicologici.
Tre giorni dopo i sintomi sono variati.
La contrazione al basso ventre adesso sembra un crampo e contemporaneamente la stitichezza è passata.
I sintomi sono più forti prima di defecare.
Cosa può essere tutto questo?
Prostatite?
Stress?
Pressione addominale dovuta dalle feci?
Sono disponibile per chiarificazioni, grazie mille in anticipo.
La diagnosi di fondo è ovviamente quella di una prostatite cronica, o per meglio dire una congestion/nfiammazione della prostata a causa presumibilmente non infettiva. Si tratta di un quadro molto cimune nel maschio giovane, tanto benigno quanto tenace e difficile da trattare. Gi altri disturbi associati, ad esempio quelli sul basso intestino, possono essere dovuti alla contrattura della muscolatura del pavimento dell'addome (perinèo) che spesso si associa alla prostatite. Anche piutttosto comune è l'amplificazione dei disturbi percepiti dovuta a cause emotive, chiamiamolo stress, ansia, sensiblità eccessiva, eccetera. Non esistono terapie specifiche di sicura efficacia, tutti gli urologi si barcamenano con cicli di terapia anti-infiammatorie associate ad uno o più della moltitudine di integratori alimentari dispnibili in commercio, la cui efficacia è tanto variabile quanto imprevedibile. Noi a distanza poniamo sempre l'accento sull'importanza dello stile di vita, i cui aspetti principali (aimentazione, idratazione, funzione intestestinale, attività fisica ed attività sessuale) devono essere indirizzati ad una ragionevole regolarità.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 08/01/2026.
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