Uretrite post sesso orale: persistono fastidi nonostante terapie e test negativi. Richiesta esame Ureaplasma.
Buongiorno,
ad inizio Ottobre, dopo qualche giorno da un episodio di sesso orale ricevuto, comincio ad avvertire una sensazione di bruciore al meato uretrale, non costante e soprattutto non presente durante la minzione.
Dopo 7/8 giorni dalla comparsa dei sintomi, a seguito di un episodio temporaneo di forte fastidio/dolore, decido di prenotare una visita da uno specialista.
L'urologo mi dice che si tratta di uretrite dovuta all'episodio di sesso orale e senza farmi fare alcun tipo di esame, mi prescrive Bassado, due volte al giorno per una settimana e mi indica di effettuare, dopo 14 giorni dalla fine della cura, urinocoltura e spermiocoltura.
Seguo la cura indicatami dallo specialista.
Dopo 18 giorni dall'assunzione dell'ultima pillola di antibiotico, effettuo urinocoltura e spermiocoltura, entrambi negativi con presenza di leucociti in bassa carica.
Tuttavia, terminata l'assunzione dell'antibiotico (fine Ottobre), i fastidi continuano anche se in modo diverso rispetto alla fase "pre cura": non sono più fastidi esterni, nella zona del meato uretrale ma bensì interni all'uretra.
Inoltre si presentano in modo non costante, alternando giorni di episodi più o meno persistenti a giorni di assenza totale di sintomi.
A fine Novembre, decido di andare in uno dei centri MTS di Milano.
Oltre agli esami del segue che ricercano le principali infezioni, mi effettuano una ricerca in pcr sulle urine dei seguenti patogeni: Clamydia trachomatis; Mycoplasma genitalium; Trichomonas vaginalis e Neisseria gonorrhoeae.
Tutti gli esami hanno esito negativo.
Mi dicono che "Ureaplasma" non viene ricercato perché non prevista dai protocolli MTS.
A Fine Dicembre, l'urologo di mio padre mi prescrive "Overluz60" per 30 giorni.
Ho iniziato la cura ed in questo momento sono al nono giorno.
Nell'ultimo periodo i fastidi continuano ed essere presenti e ad interessare perlopiu' la parte interna all'uretra con episodi di bruciore/calore, a volte tipo fitta e altre volte con fastidi più diffusi.
La frequenza degli episodi è variabile, alternando giorni con fastidi sporadici e altre volte più persistenti a giorni di assenza degli stessi.
L'intensità dei fastidi è variabile ma di base restano sopportabili.
Inoltre, mi sembra di avvertire uno stimolo ad urinarieun po' piu' frequente del solito.
Alla luce dei fastidi attuali e di quanto finora effettuato, al fine di escludere definitivamente la presenza di un'eventuale infezione, ritenete sia opportuno effettuare altri esami come ad esempio la ricerca di "Ureaplasma che è tra le principali infezioni trasmesse sessualmente e che finora non è stato ancora ricercato?
Se per tranquillità mentale mia, decidessi di ricercare la presenza di "Ureaplasma" in che modo andrebbe effettuato?
(Ricerca su urine, tampone uretrale colturale con antibiogramma o tampone pcr) e soprattutto è possibile effettuare eventuale esame di ricerca di "Ureaplasma" durante l'assunzione di Overluz60?
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Cordiali Saluti
ad inizio Ottobre, dopo qualche giorno da un episodio di sesso orale ricevuto, comincio ad avvertire una sensazione di bruciore al meato uretrale, non costante e soprattutto non presente durante la minzione.
Dopo 7/8 giorni dalla comparsa dei sintomi, a seguito di un episodio temporaneo di forte fastidio/dolore, decido di prenotare una visita da uno specialista.
L'urologo mi dice che si tratta di uretrite dovuta all'episodio di sesso orale e senza farmi fare alcun tipo di esame, mi prescrive Bassado, due volte al giorno per una settimana e mi indica di effettuare, dopo 14 giorni dalla fine della cura, urinocoltura e spermiocoltura.
Seguo la cura indicatami dallo specialista.
Dopo 18 giorni dall'assunzione dell'ultima pillola di antibiotico, effettuo urinocoltura e spermiocoltura, entrambi negativi con presenza di leucociti in bassa carica.
Tuttavia, terminata l'assunzione dell'antibiotico (fine Ottobre), i fastidi continuano anche se in modo diverso rispetto alla fase "pre cura": non sono più fastidi esterni, nella zona del meato uretrale ma bensì interni all'uretra.
Inoltre si presentano in modo non costante, alternando giorni di episodi più o meno persistenti a giorni di assenza totale di sintomi.
A fine Novembre, decido di andare in uno dei centri MTS di Milano.
Oltre agli esami del segue che ricercano le principali infezioni, mi effettuano una ricerca in pcr sulle urine dei seguenti patogeni: Clamydia trachomatis; Mycoplasma genitalium; Trichomonas vaginalis e Neisseria gonorrhoeae.
Tutti gli esami hanno esito negativo.
Mi dicono che "Ureaplasma" non viene ricercato perché non prevista dai protocolli MTS.
A Fine Dicembre, l'urologo di mio padre mi prescrive "Overluz60" per 30 giorni.
Ho iniziato la cura ed in questo momento sono al nono giorno.
Nell'ultimo periodo i fastidi continuano ed essere presenti e ad interessare perlopiu' la parte interna all'uretra con episodi di bruciore/calore, a volte tipo fitta e altre volte con fastidi più diffusi.
La frequenza degli episodi è variabile, alternando giorni con fastidi sporadici e altre volte più persistenti a giorni di assenza degli stessi.
L'intensità dei fastidi è variabile ma di base restano sopportabili.
Inoltre, mi sembra di avvertire uno stimolo ad urinarieun po' piu' frequente del solito.
Alla luce dei fastidi attuali e di quanto finora effettuato, al fine di escludere definitivamente la presenza di un'eventuale infezione, ritenete sia opportuno effettuare altri esami come ad esempio la ricerca di "Ureaplasma che è tra le principali infezioni trasmesse sessualmente e che finora non è stato ancora ricercato?
Se per tranquillità mentale mia, decidessi di ricercare la presenza di "Ureaplasma" in che modo andrebbe effettuato?
(Ricerca su urine, tampone uretrale colturale con antibiogramma o tampone pcr) e soprattutto è possibile effettuare eventuale esame di ricerca di "Ureaplasma" durante l'assunzione di Overluz60?
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Cordiali Saluti
La ricerca dei micoplasmi è generica, l'ureaplasma è solo una sottospecie, inoltre questo tipo di infezioni, se significative, sono inequivocabilmente accompagnate da una secrezione uretrale. Diremmo che di esami ne ha già fatti abbastanza, i suoi attuali disturbi sono quasi certamente dovuti ad una congestione/infiammazione della prostata, non necessariamente legata ad infezione, come buona parte di queste manifestazioni. Il prodotto che cita è uno dei quasi infiniti integratori alimentari destinati al generico benessere della prostata, dall'efficacia sempre molto variabile ed imprevedibile, comunque maggiormante indicati nei disturbi urinari legati all'ingrossamento benigno della ghiandola tipico dell'età matura. Come sempre scriviamo in queste occasioni, più di farmaci ed integratori sono efficaci le attenzioni rivolte allo stile di vita, che nei suoi aspetti principali (alimentazione, idratazione, funzione inestinale, attività fisica ed attività sessuale) deve essere indirizzato ad una ragionevole regolarità.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 07/01/2026.
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