Dolore post-prostatite e PSA alto: cosa fare?
Buongiorno dottori, dopo una prostatite avuta 4 mesi fa e curata con antibiotici, vengo indirizzato dal mio medico di famiglia da un urologo il quale dopo esplorazione rettale, mi referto una prostata aumentata di 1, 5 e di consistenza fibroparenchimatosa.
Mi presento dall'urologo con un psa 6. 2 e mi prescrive un integratore (progamet) e un esame di flussometria.
Nonostante la cura ormai quasi terminata, sento ancora dolore all'ano soprattutto dopo rapporti sessuali.
Ho forte familiarità per tumore alla prostata e ho 47 anni.
Volevo sapere se il dolore alla prostata rientra nel normale decorso di una prostatite oppure devo nuovamente rivolgermi ed un urologo.
Cordiali saluti
Mi presento dall'urologo con un psa 6. 2 e mi prescrive un integratore (progamet) e un esame di flussometria.
Nonostante la cura ormai quasi terminata, sento ancora dolore all'ano soprattutto dopo rapporti sessuali.
Ho forte familiarità per tumore alla prostata e ho 47 anni.
Volevo sapere se il dolore alla prostata rientra nel normale decorso di una prostatite oppure devo nuovamente rivolgermi ed un urologo.
Cordiali saluti
Buongiorno,
la cosa piu' importante da sottolineare in questa situazione, e' la verifica dei valori del PSA totale, in un paziente di eta' inferiore a 50 anni e con familiarita' per tumore alla prostata.
A questa eta', sicuramente la crescita adenomatosa benigna della prostata e' ancora in fase iniziale e puo' scarsamente influenzare il valore del PSA totale. Il valore atteso del PSA totale dovrebbe essere inferiore a 2.0 ng/ml. Un valore di 6 ng/ml e' molto alto per eta'. Potrebbe essere legato ad una fase acuta di infiammazione prostatica ma potrebbe anche segnalare una neoplasia prostatica.
Nel caso di una neoplasia prostatica, un ritardo di cura a questa eta' puo' trasformare una situazione precoce in fase avanzata.
Il consiglio e' di arrivare ad una verifica con risonanza magnetica multiparametrica della prostata, esame radiologico che ha sostituito da anni l'ecografia transrettale, per valutare con buona accuratezza il rischio di neoplasia prostatica.
Utile una preparazione con una terapia antiinfiammatoria che puo' essere rappresentata da associazione di integratori a base di serenoa repens e supposte di antiinfiammatori come ketoprofene ( per pochi giorni 4-5) se non controindicati.
Senza lasciar passare troppo tempo, dopo 2-3 settimane di preparazione la risonanza magnetica multiparametrica puo' permettere di valutare se l'aumento del PSA totale e' associato solo a patologie benigne della prostata o ad aree sospette per neoplasia, evidenziate come aree PIRADS 4-5 da sottoporre a biopsia mirata.
Come spesso sottolineiamo, la RM multiparametrica e' un esame molto dipendente dall'operatore e va' eseguita in centri ad alta esperienza per oter giovare della sua accuratezza.
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Coordinatore Gruppo Multidisciplinare Tumore Prostatico
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
la cosa piu' importante da sottolineare in questa situazione, e' la verifica dei valori del PSA totale, in un paziente di eta' inferiore a 50 anni e con familiarita' per tumore alla prostata.
A questa eta', sicuramente la crescita adenomatosa benigna della prostata e' ancora in fase iniziale e puo' scarsamente influenzare il valore del PSA totale. Il valore atteso del PSA totale dovrebbe essere inferiore a 2.0 ng/ml. Un valore di 6 ng/ml e' molto alto per eta'. Potrebbe essere legato ad una fase acuta di infiammazione prostatica ma potrebbe anche segnalare una neoplasia prostatica.
Nel caso di una neoplasia prostatica, un ritardo di cura a questa eta' puo' trasformare una situazione precoce in fase avanzata.
Il consiglio e' di arrivare ad una verifica con risonanza magnetica multiparametrica della prostata, esame radiologico che ha sostituito da anni l'ecografia transrettale, per valutare con buona accuratezza il rischio di neoplasia prostatica.
Utile una preparazione con una terapia antiinfiammatoria che puo' essere rappresentata da associazione di integratori a base di serenoa repens e supposte di antiinfiammatori come ketoprofene ( per pochi giorni 4-5) se non controindicati.
Senza lasciar passare troppo tempo, dopo 2-3 settimane di preparazione la risonanza magnetica multiparametrica puo' permettere di valutare se l'aumento del PSA totale e' associato solo a patologie benigne della prostata o ad aree sospette per neoplasia, evidenziate come aree PIRADS 4-5 da sottoporre a biopsia mirata.
Come spesso sottolineiamo, la RM multiparametrica e' un esame molto dipendente dall'operatore e va' eseguita in centri ad alta esperienza per oter giovare della sua accuratezza.
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Coordinatore Gruppo Multidisciplinare Tumore Prostatico
Universita' Sapienza di Roma
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Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it
Utente
Buongiorno dottore la ringrazio per la celere risposta, metterò in atto il prima possibile i consigli che mi ha dato.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 318 visite dal 06/01/2026.
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