frequenti ivu con sintomo confusione mentale

Buongiorno, scrivo per mio marito, 56 anni, sclerosi multipla secondariamente progressiva, in carrozzina, catetere a permanenza, vescica neurologica, storia di frequenti infezioni alle vie urinarie, ha portato per ca. un anno nefrostomia sinistra fino all'intervento di rimozione calcoli a settembre dello scorso anno (calcoli di struvite).
Prima dell'ultimo ricovero ospedaliero, effettuato urinocoltura di controllo a dicembre che ha evidenziato presenza di batteri quali Morganella morganii e Pseudomonas aeruginosa, ma non è stata avviata terapia antibiotica perché la carica batterica non era alta ed era asintomatico.
Dall'intervento di rimozione dei calcoli si sono verificati alcuni episodi, l'ultimo 2 settimane fa, in cui si è manifestata confusione mentale associata all'inizio di una infezione delle vie urinarie.
In particolare in due episodi la confusione era tale che si è reso necessario il ricovero ospedaliero e l'avvio di una terapia antibiotica endovena.
I due episodi più gravi si sono manifestati nelle ore notturne, mentre gli altri più lievi si sono poi risolti spontaneamente.
Chiedo se esistono dei protocolli di prevenzione di queste situazioni, che si stanno rivelando di molto difficile gestione, ad esempio urinocolture più frequenti per controllare la carica batterica?
Faccio presente che assume come integratori per il problema acidif plus mattina e sera e lithisolv (si è già riformato un calcolo dopo l'intervento).
Grazie e cordiali saluti.
Dr. Paolo Piana Urologo 50.8k 2k
Non ci è chiaro come questi episodi di - confusione mentale - siano stati associati direttamente all'infezione delle vie urinarie, poiché non si tratta di un sintomo così comune, a meno che sia accompagnato da altri evidenti segni, in particolare la febbre alta con brivido, che lei non ci riferisce. D'ogni modo, in un soggetto immobilizzato e cateterizzato a permanenza è praticamente impossibile mantenere le urine sterili, anzi le terapie antibiotiche devono essere amministrate con grande parsimonia, con il rischio di indurre resistenze e selezione di batteri (perlopiù di origine intestinale) sempre più aggressivi. L'acidificazione delle urine e l'aumento della diuresi sono un po' la base di tutte le strategie preventive. Il prodotto utilizzato è di uso comune, valide alternative sono l'ippurato di metenamina (Hiprex) e l'acido acetoidrossamico (Lithostat), purtroppo entrambi non disponibili in Italia. Sull'opportunità di queste terapie, relativamente al caso, devono esprimersi i Colleghi che lo seguono direttamente.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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