Utente 259XXX
Egregio Dott.Lusenti,
Ho 42 anni,mai avuto nessuna fortunatamente nessuna patologia,a gennaio 2012 ho avuto la prima colica della mia vita(al pronto soccorso mi hanno fatto l’ecografia e RX senza contrasto e non mi è stato trovato nulla)il tutto si era risolto a distanza di 1 ora senza nessun problema dopo avere menzionato,nessun residuo trovato nelle urine.
Ho riavuto una altra piccola colica la prima settimana di luglio 2012 idem come sopra.
La settimana scorsa ho menzionato sangue di colore molto scuro(premetto che la sera prima ho corso per circa 20 minuti).
Effettuate nell’arco dei 6 mesi analisi complete delle urine compresa cultura batterica(tutto ok nessun asterico )
Venerdi ho effettuato una ecografia e TAC senza contrasto mi è stato trovato un calcolo di 7 mm in fase di espulsione all’ingresso della vescica + altri 2 calcoli di 1 mm rene dx \sx.
L’urologo mi ha prescritto Ketoprofene+tomusuline(non ricordo perfettamente il nome),siccome io non ho mai utilizzato farmaci in 42 anni vorrei non utilizzarli se è possibile.
Premetto che in 7 mesi ho avuto 2 coliche e nessun altro disturbo degno di attenzione nessun problema di minzione,riduzione del flusso urinario,febbre,vomito,contaminazione batteriche ecc...

Credo che la prima domanda da porsi per capire quale strategia utilizzare è di quali calcoli stiamo parlando?RADIOPACHI?DEBOLMENTE RADIOPACHI?RADIOTRASPARENTI? dettaglio che nessuno mi ha ancora comunicato!! Perché se fossero radiotrasparenti si potrebbe pensare di alcalinizzare le urine.

Quindi chiedo è possibile eliminarlo spontaneamente utilizzando un tisana provando a bere 500 ml prima di dormire e 500 ml alla mattina a digiuno(sperando che almeno ammorbidisca il calcolo per favorirne l’espulsione) conosco altre persone che hanno risolto brillantemente con questa strategia il problema)che percentuali di successo ho per una eliminazione spontanea?Pensavo di provare questa strategia per 30 gg dopodiché rifare ecografia per vedere se il calcolo si è spostato nella vescica e pronto per l’espulsione e dopodiché vedere se conviene interagire con i farmaci cosa ne pensate?

Ma sempre in questi giorni verificare effettivamente le funzionalità dei reni, tramite esami ematici(rilevamento di livelli sierici di azoto,creatinina,ed elettroliti)+con un altro esame non invasivo che è Eco Color Doppler per verificare il grado di ostruzione ecc…indispensabile per valutare le funzionalità dei reni
Premetto che dalla visita presso non si apprezzano dilatazioni ai reni o altri problemi di nefrosi ecc…, si nota una leggera dilatazione dell’uretere interessata dal calcolo.

Oppure in base alla vostra casistica è già imperativo “bombardare” con ultrasuoni?
Una soluzione che potrebbe essere utile è bere acqua osmotizzata(durezza 3°F cloruri\solfati Max 10 mg\lit (ha la caratteristica di avere un PH acido 5,6 che sgretola completamente il calcio,Magnesio,ossalati di calcio.Cosa ne pensa?chiaramente se si tratta di calcoli urici o cistici,ecco perché ritengo imperativo sapere di quali calcoli stiamo parlando.

Quanto tempo puo’ stazionare il calcolo nella parte finale dell’uretere?il passaggio in vescica puo’ essere molto doloroso? Idem l’espulsione dal pene?
Sono molto interessato ad avere un suo parere sulle mie considerazioni.
Restando in attesa di una gradita risposta,ringrazio per l’attenzione riservata alla seguente.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,

l'espulsione di un calcolo di 7 mm fermo al meato ureterale (la porta della vescica) è possibile nel maschio direi in non più di un terzo dei casi. Le possibilità si riducono in modo inversamente proporzionale al tempo, ovvero, se l'espulsione non avviene entro alcune settimane da quando è stato riscontrato, è progressivamente sempre più difficile che lo faccia in seguito. In questi casi, è abitudine della moderna urologia somministrare dei farmaci che rendano più compiacente questo fatidico passaggio tra l'uretere e la vescica, questa è la cosiddetta "terapia espulsiva" di cui le è stata consigliata una variante. Più spesso si associa all'antidolorifico e alla tamsulosina anche del cortisone, specie se le coliche si ripetono con frequenza. Dopo una decina di giorni di cura, se nulla è stato partorito, si ripete comunque un'ecografia. Se il calcolo è ancora lì e continuano a non esserci disturbi, è lecito attendere ancora 2-3 settimane al massimo, ma a questo punto, ad evitare complicanze, deve essere consigliata la rimozione, per la quale il metodo più efficace è certamente l'intervento endoscopico.
Tutto questo è spiegato in maggior dettaglio in questo articolo, che la invito a leggere:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-sintomi-risolvere-problema.html

Giustamente, lei si chiede se si possa trattare di un calcolo radiotrasparente di acido urico. L'ecografia e la TAC non ce lo sanno dire, il fatto che non si veda alla radiografia non è affidabile, poichè lo scavo pelvico nella lastra è ben sovente pieno di ombre parassite che possono mascherare calcoli calcificati anche ben più grandi. In ogni caso, è noto quanto la terapia alcalinizzante sia molto più efficace nel rene che nell'uretere, dove il calcolo adeso alla mucosa (se è lì da qualche tempo) viene esposto solo in minima parte all'urina alcalina.
Su tisane varie, erbe spacca-pietre ed acque medicamentose non mi esprimo, ma se negli ultimi trent'anni mi fossi accorto di qualcosa di veramente efficace in giro, oggi la calcolosi sarebbe stata debellata e noi non saremmo qui a parlarne. Fondamentalmente, si tratta di rimedi non pericolosi, veda lei se vuol fare dei tentativi, le auguro un brillante successo!

Saluti

Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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