Utente 271XXX
Buongiorno, mercoledì 26 settembre ho avuto il mio primo episodio di colica renale, come un dolore moalto intenso a livello del rene destro.
Recatomi in PS vengo mandato a casa dopo una iniezione di antidolorifico, un emicromo e un urostick.
Non è stata eseguita, in questa sede, una ecografia o altro esame specifico.
Dopo una fase particolarmente acuta, il dolore a persistente e comunque intenso.
Il pomeriggio mi reco dal medico curante che mi prescrive del TORADOL compresse, 10 mg, per alleviare il dolore nell'attesa di espulsione di un eventuale calcolo (comunque non osservato).
Nei giorni successivi il Toradol riesce solo parzialmente ad alleviare il dolore,arrivo a prenderne 4 compresse al giorno, Il sabato 29 mi reco in guardia medica per fitte molto dolorose e mi viene sommiistrato Diclofenac in iniezione che lenisce il dolore fino alla mattina successiva; purtroppo DOmenica 30 il dolore è di nuovo molto acuto e così mi reco in altro pronto soccorso, dove wuesta volta vengo trattenuto: mi vengono fatte, durante la notte, 4 fiale di fisiologica da 500 ml, 1 fiala di contramal, poi 1 di artrosilene e poichè non ne traevo giovamento, 10 MG IM di morfina.
Vengono anche eseguiti gli esami del sangue, che rivelano valori di CPK (creatinfosfokinasi) di 1098 (!) GOT AS a 45, proteina c reattiva PCR a 3.13.
Viene eseguita in questa sede una ecografia che non rivela idronefrosi.
Successivamente viene eseguita una TAC in condizioni basali che rileva la presenza di millimentrica immagine iperdenza a livello intramurale dell'uretere destro, e microliti caliceali bilaterali, oltre a segnalare collateralmente steatosi diffusa.
La visita urologica successiva mi prescrive terapiaespulsiva con tamsulosina 0.4 x 30gg. E toradol all'occorrenza. Visita di controllo a 30/60 gg.
Oggi, 7ottobre, il calcolo non è ancora stato espulso ma ciò che mi preoccupa è che continuano i dolori, molto intensi e continui, a livello del rene destro. Non voglio seguitare a prendere toradol a tempo imprecisato, fino a quando?
Comunque i dolori a livello renale continuano molto intensi e cerco di bere poco per alleviare un po' il dolore; alla sera, ho un innalzamento della temperatura corporea.
In tutto questo, Come posso essere sicuro che questa situazione non stia danneggiando gravemente e in modo irrecuperabile la funzionalità renale? visto che il dolore è sempre intenso e non accenna, se non minimamente, a passare.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
l'entità delle coliche e le possibili complicazioni da calcoli in migrazione lungo le vie urinarie non sono necessariamente proporzionali alle dimensioni dei medesimi. Non è raro che piccoli calcoli od addirittura semplici accumuli di renella siano in grado di causare notevoli e prolungati disturbi, se non addirittura complicazioni come la febbre e la sofferenza funzionale del rene interessato. La sua situazione non è che la riprova di tutto ciò. Se un calcolo è causa di gravi problemi che non si risolvono entro un tempo ragionevole, anche con l'ausilio di una terapia idonea, a mio parere non vi è alcuna giustificazione ad attendere oltre e devono esere poste le indicazioni ad un intervento endoscopico risolutivo. Tra l'altro, si tratta perlopiù di una procedura semplice e veloce, considerata la prossimità del calcolo con la vescica. Sono certo che nella sua città non manchino centri e professionisti in grado di risovere il suo probelma con la necessaria sollecitudine. In caso di ulteriore attesa, sarebbe quantomeno opportuno associare del cortisone alla terapia in atto, come è ormai abitudine specialistica assodata.
In questo articolo

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-sintomi-risolvere-problema.html

sono riassunte le mie opinoni e le mie abitudini operative nei confronti di una situazione come quella che la sta purtroppo affliggendo. Spero che riesca al più presto a venirne a capo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 271XXX

Gent.le Dr. Piana,
la ringrazio per la celere risposta.
Ho fissato per mercoledì 10 Ottobre un ulteriore appuntamemento con uno specialista urologo, sperando che decida per il trattameto dei calcoli per altra via rispetto alla terapia espulsiva che, ad oggi, non ha dato alcun risultato.
Nel frattempo ho diminuito l'apporto di liquidi (cerco di bere poco) e il dolore al rene è diminuito. Non so, tuttavia, se sia un buon segno: mi preoccupano e non poco eventuali conseguenze sulla funzionalità renale.
grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
senz'altro questo non é il momento di bere molto. Contrariamente a quanto detterebbe il senso comune, non é quasi mai il flusso dell'urina a muovere i calcoli, ma piuttosto la compiacenza dell'uretere. Anzi, un carico esagerato di liquidi spesso é causa di sovraccarico renale e relativo dolore, inoltre la superficie scabra del calcolo tende ad essere sempre più incastrata nella mucosa della via urinaria. In queste situazioni, la funzione renale può soffrire transitoriamente, ma è praticamente impossibile che si instauri un danno permanente, sempre che la situazione si risolva in tempi accettabili.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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