Utente 258XXX
Salve, vi scrivo per sottoporre alla vostra cortese attenzione il mio caso.
Ho 27 anni e ho avuto la prima cistite a 4 anni. Fino al menarca, e cioè fino agli 11 anni, ne ho sofferto in modo continuativo, tanto che ho dovuto sottopormi a cicli di antibiotici in quantità minime ma quotidiane, per anni. Nonostante esami vari, la causa non è mai stata individuata.
Non ho più avuto problemi fino all'inizio dell'attività sessuale. Se dapprima le cistiti post rapporto erano saltuarie, ultimamente sono sistematiche e potete immaginare la mia disperazione.

Dunque, ho avuto tre attacchi di cistite a distanza di poche settimane; per i primi due mi sono rivolta al medico di base, che, dopo avergli riferito delle resistenze antibiotiche sviluppate negli anni e che l'ultimo antibiotico assunto con successo era ciproxin, mi ha prescritto questo senza farmi nemmeno fare l'urinocoltura. La cistite passa, io non do molto peso alla questione finché non torna. Stavolta faccio subito l'urinocoltura ancor prima di rivolgermi a lui, ma come ben sapete, convivere con la cistite in attesa del risultato dell'esame, è impossibile. Mi prescrive nuovamente ciproxin 250, per soli 5 giorni. Per fortuna avevo klebsiella oxytoca, sensibile al farmaco, ma l'ultimo giorno di cura ho avuto di nuovo bruciori alla minzione e il medico non sapeva darmi altri consigli che non fossero prendere altri antibiotici, pulirmi dopo aver fatto pipì dall'alto verso il basso e tenere l'intestino pulito.

Consentitemi la digressione: quando si ha una patologia ricorrente per anni, si entra in uno stato di stress e abbattimento e spesso molti dottori, non solo non capiscono ciò, ma si prendono anche il lusso di trattarti come se il tuo fosse un problema sciocco, a cui non dare molta importanza. Ciò crea inevitabilmente sfiducia nel paziente, che a volte, come me, cambia medico e cerca aiuto altrove.

Non sapendo più cosa fare, ho iniziato ad informarmi in rete per capire se ci fossero rimedi alternativi all'antibiotico ma efficaci.
Mi sono imbattuta nel d-mannosio, che ho iniziato ad assumere subito. I bruciori sono spariti nel giro di qualche giorno e stando bene, poco dopo ho smesso di assumerlo.
I primi di luglio arriva l'ultima cistite da e.coli, che curo esclusivamente col d-mannosio (ausilium forte); in tre settimane sto bene e continuo con la cura, dimezzando le dosi, per prevenzione.
Il mio nuovo medico di famiglia non ha mai sentito parlare di d-mannosio e mi ha detto di continuare a prenderlo se ho giovamento, senza sapermi dire tempi e dosi. Io però non sono un dottore e vorrei avere una vostra opinione su tempi/dosi, se qualcuno di voi conosce il prodotto. Mi faccio degli scrupoli perché soffro di una leggera ipertensione, per la quale al momento non assumo farmaci ma che solitamente curo con norvasc 5 mg. Sto altresì assumendo fermenti dicoflor elle e introducendo yogurt in vagina per ripristinare la flora batterica.
Apprezzerò molto i consigli che avrete la bontà di darmi.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Roberto Mallus

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
12% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
APRILIA (LT)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2003
Gent.ma utente,
le consiglio di leggere "lo speciale salute" tutto su la cistite.
Le riporto alcuni passi;-Altro rimedio naturale è il mannosio. Si tratta di uno zucchero semplice che evita l’attecchimento delle protuberanze filamentose (pili batterici) dell’escherichia coli (responsabile del 85% delle infezioni urinarie)alla mucosa vescicale. Questo zucchero può essere comprato facilmente e sono sufficienti due cucchiaini al giorno per diminuire la possibilità di cistiti. Il mannosio è presente anche in alcuni frutti come le arance, le mele e le pere anche se in quantità molto modeste. D’altra parte l’uso frequente del mannosio provoca una trasformazione batterica provocandone una resistenza al mannosio stesso-
Quindi oltre ad assumere il mannosio sarà bene indagare e sulle cause che la possono far reiterare ( ad esempio vaginiti misconosciute e diagnosticabili solo con colposcopia e atte colorazioni ).
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#2] dopo  
Utente 258XXX

La ringrazio vivamente per la celere risposta; ho letto con interesse l'articolo da lei citato anche se non mi è ben chiaro il motivo per il quale si debba acidificare le urine. Ho fatto cure cicliche preventive di cistiflux in questi anni e ne ho anche assunto in quantità notevoli durante le cistiti, ma ho smesso preferendo il mannosio perché non ho avuto grandi miglioramenti. Al contrario, ho trovato fonti su internet che consigliano di alcalinizzare le urine (portandole indicativamente a ph 7) e io stessa ho notato che alcalinizzare col bicarbonato di sodio mi ha fatto diminuire molto i bruciori alla minzione. Credevo che gli e. coli trovassero un ambiente ostile nella vescica, se l'urina fosse acida, ma allora come mai si riproducono anche in vagina, dove il ph è notevolmente più basso? Sono confusa e le sarei grata se potesse gentilmente spiegarmi cosa è meglio fare.
So che il mannosio potrebbe provocare resistenze batteriche, ma accade lo stesso con gli antibiotici, per cui al momento preferisco continuare con la cura meno invasiva e più naturale.

Non so se può esserle utile ma ho recentemente fatto due tamponi vaginali, uno dopo il primo episodio di cistite e cura antibiotica che evidenziava solo alcune colonie di e. coli (il medico di base non gli diede importanza) e il secondo durante l'ultima cistite che rilevò positività a e.coli, alcune cellule epiteliali, batteri gram negativi, batteri gram positivi. Negatività a gardnerella e miceti lievitiformi. All'inizio del 2012 però feci un paptest che rilevò presenza di candida, quindi forse la mia flora vaginale non è proprio in equilibrio.

La ringrazio per il consiglio e mi sottoporrò ad una colposcopia quanto prima.
Tuttavia vorrei precisare che il mio intestino è sempre stato delicato e pigro; pur seguendo una dieta ricca di fibre, verdura e ovviamente acqua, riesco al massimo ad andare al bagno un giorno sì e uno no. Che questa possa essere una concausa?

[#3] dopo  
Dr. Roberto Mallus

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
12% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
APRILIA (LT)

Rank MI+ 68
Iscritto dal 2003
Gent.ma utente,
l'ambiente alcalino ,nelle urine,per quanto dia benessere facilita le infezioni, d'altra parte acidificare le urine è una impresa impossibile anche usando acidificanti.
Non intendevo consigliarLe altre cure, se si trova bene con il mannosio , continui pure ma proprio perchè alla lunga non è sufficiente è estremamente importante per non dire essenziale stabilirne le cause.
L'avermi riferito di candida vaginale unitamente alla sua giovane età mi fa soprattutto pensare a origini vaginali.
Ne parli con il suo ginecologo ed esegua colposcopia con atte cdolorazioni oltre a ricerche mirate sul tampone vaginale.
Per ultimo almeno 3/4 bicchieri di acqua nel corso della mattina.
Buone vacanze
Dott.Roberto Mallus