Utente
Buongiorno,

Da circa 15 anni "combatto" una battaglia persa contro una prostatite.
Questa malattia tuttavia non mi ha mai creato grossi problemi , se non un leggero bruciore ad urinare.
Da circa un anno pero'' i sintomi sono peggiorati ( in seguito a colica renale con espulsione di calcolo), e si è presentata anche un''epididimite inizialmente a sinistra e regredita con due cicli di antibiotici.
Successivamente tale epididimite si è ripresentata bilateralmente ed è stata trattata con ciproxin 1.000 per 10gg.
Dopo un iniziale miglioramento i sintomi si sono ripresentati e l''urologo mi ha prescritto Topster supposte per 15gg.
Ancora, dopo un iniziale miglioramento con remissione completa dei sintomi e sgonfiamento completo degli epididimi, a 2 gg dalla fine della cura i sintomi si sono ripresentati.
Ora tra 5gg avro'' un nuovo incontro con l''urologo, ma ora mi chiedo se nemmeno il cortisone ha avuto effetto, COSA SI POTREBBE TENTARE? ( ho eseguito tutti gli esami del caso, urinocoltura , spermiocoltura e tampone uretrale ed esami del sangue, tutti negativi)
Oltre ai vari sintomi dolorosi, mi succede anche di avere un leggero aumento della temperatura basale serale ( fino massimo a 37°), vorrei sapere se anche tale sintomo è correlabile all'epididimite .

grazie
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gentile Signore,
in genere la febbre legata ad infezioni delle vie seminali (quindi prostata ed epididimi) tende ad essere elevata, anche molto, e comparire con brivido. La febbricola è quindi più difficile da interpretare ed eventualmente correlare, sta di fatto che trovare esattamente la causa di una febbre misteriosa è una delle cose più complesse che possano presentarsi in medicina, non solo in urologia. La sua situazione è certamente molto complessa e ci pare presupponga la presenza di una prostatite batterica cronica molto ardua da trattare. In questi anni lei avrà già ascoltato e fatto di tutto e di più, non crediamo di poterle dare a distanza delle indicazioni veramente originali. Ci permettiamo di ricordarle l'assoluta importanza di una funzione intestinale la più corretta e regolare possibile, poichè i batteri coinvolti nelle infezioni delle vie seminali sono praticamente sempre appunto di origine intestinale.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno, la ringrazio per la celere risposta.
Riguardo alla febbricola: un anno fa esatto ho avuto una serie di coliche renali con espulsione di calcolo renale ( durante una di queste coliche mi fu trovata anche la prostata molto congestionata e trattata con antibioticoterapia e topster ). Il giorno dell'espulsione ( ero in ospedale ) mi hanno fatto gli esami del sangue ed avevo PRC 1,2 ( mentre dagli esami effettuati 3 gg prima era 0 ) poi il valore è progressivamente aumentato fino a 4 con comparsa di febbricola serale fino a max 37,4 con brividi di freddo e stanchezza. Questa situazione è durata 3 mesi durante i quali ho effettuato un numero impressionante di esami del sangue, ecografie, radiografie, una risonanza magnetica e perfino una gastroscopia. Non si è trovato nulla poi improvvisamente la febbricola è scomparsa ( ma la PCR non è mai tornata a 0 , è rimasta sempre un po' mossa ). Quando è scomparsa la febbricola è esplosa l'epididimite e poiché tutto era partito da coliche renali si è ipotizzato che probabilmente la febbricola fosse in qualche modo correlabile ad un problema uro-genitale.
Da li' in poi la storia è fatta di ripetute antibioticoterapie con remissione e ripresa dei sintomi, fino ad ora quando mi sembra si stia ripresentando la stessa situazione dell'anno scorso con leggero aumento della temperatura e brividi ( leggeri per ora ). Per questo ho pensato che tutto possa essere ancora legato all' epididimite. Lei cosa ne pensa?
Riguardo alla situazione intestinale è vero che io soffro di tali problematiche cioè piu' o meno frequenti diarree ( due tre episodi al mese ma mai piu' di 2 scariche/giorno.).
Grazie
Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
non ci siamo dunque sbagliati a sospettare il suo intestino, che senz'altro merita di essere curato tanto quanto - e forse anche più - della sua prostata, se si desidera veramente cercare di migliorare le cose.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente
Buongiorno,

Riguardo al problema intestinale, me ne hanno già parlato ma nessuno mi ha effettivamente detto cosa dovrei fare in pratica. Cosa intende Lei per curare l'intestino ? ( attenzione all'alimentazione e basta oppure altre analisi piu' approfondite tipo colonscopia ad esempio ). Io prendo di tanto in tanto dei fermenti lattici anche se poi gli antibiotici per la prostatite peggiorano la situazione.
Per quanto riguarda la febbricola, il discorso riportato sopra puo' essere valido oppure anche tale problema è da ricercarsi a livello intestinale ( infiammazione cronica ? però mi sembra strano che coliche renali, prostatite epididimite febbricola ed infiammazione intestinale si presentino tutte contemporaneamente mentre una settimana prima dell'ultima colica avevo solo un po' di prostatite con PCR uguale a 0 ).

Grazie
Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
per individuare un percorso di terapia efficace per l'intestino è indispensabile rivolgersi allo specialista che se ne occupa, ovvero il gastro-enterologo. Non è detto che qui si trovino le cause della febbricola, comunque si tratta senz'altro di un fattore estremamente importante.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente
Buongiorno,

La ringrazio ancora per la sua disponibilità. Ho capito perfettamente l'importanza della " regolarità intestinale" per la risoluzione del problema prostatico o quantomeno il contenimento dei sintomi ( se non si interviene alla base del problema non se ne verrà mai a capo ).
Vorrei comunque chiederLe un'altra cosa, tornando ora al problema dell' epididimite che nell'immediato è quello che più mi tormenta provocandomi dolore non solo sull' epididimo ma anche inguinale e sovrapubico. Si potrebbe prendere in considerazione l'idea di un' asportazione chirurgica dello stesso ( magari come ultima spiaggia ) se gli antibiotici non dovessero funzionare?
Nell' eventualità di un'intervento ( ho 43 anni ed ho già dei figli quindi il problema sterilità non mi tocca ) questo risulterebbe risolutivo ? ( nel caso l'intervento è " semplice o risulta lungo ed impegnativo? )
C'è inoltre la possibilità che la prostatite / epididimite sia di tipo NON batterico ( visto che tutti i sintomi dolorosi mi passano per 24 ore, semplicemente prendendo un aulin la sera e poi ritornano la sera successiva dopo un'intera giornata di lavoro senza dolori ? ).

Grazie
Cordiali Saluti

[#7]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
la rimozione chirurgica degli epididimi è la cura "estrema" delle infezoni recidivanti, ma è realisticamente molto raro dovervi ricorrere. Considerato il suo disinteresse a mantenere la fertilità, si potrebbe in un primo tempo pensare ad eseguire una semplice vasectomia terapeutica, ovveso una interruzione dei dotti deferenti, cosa che impedirebbe la diffusione delle infezioni per via retrograda. Una prostatite non batterica non dovrebbe causare questo tipo di complicazioni. Sono comunque situazioni sempre molto dificili da definire a livello di diagnosi, com abbiamo detto la componenente intestinale può essere preponderante. Tutto questo va valutato con molta attenzione, in dipendenza del numero di recidive dell'epididimite, la loro presentazione (es. febbrile), eccetera.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#8] dopo  
Utente
Buongiorno,

La ringrazio per la delucidazione, purtroppo mi avevano che il problema si sarebbe trascinato per parecchio tempo.
In effetti io non ho avuto recidive per l'epididimite ( parecchie invece per la prostata ) infatti il primo episodio si verificò a destra mentre ora il problema è prevalentemente a sinistra ( il destro è appena gonfio e non dolorante, esito di flogosi mi hanno detto ma all'ultima ecografia era ancora leggermente vascolarizzato ).
Secondo Lei, visto che i vari esami non hanno mai evidenziato batteri, si potrebbe pensare che sia sempre lo stesso ceppo batterico che ha causato il primo episodio e quindi utilizzare la stessa cura ( augmentin ) ?.
Cosa sarebbe la vasectomia terapeutica, e si puo' attuare anche con l'infezione ancora in corso?

Grazie

Cordiali saluti

[#9]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
se le colture sono persistentemente negative (su urine e liquido seminale) allora la vasectomia non potrebbe portare vantaggi apprezzabili. Per completezza di indagine sarebbe opportuno ricercare anche i batteri della tubercolosi ed eseguire i relativi test immunologici. La vasectomia è comunque di un piccolissimo intervento in anestesia periferica od addirittura locale, lo stesso che viene eseguito a scopo anti-concezionale (in Italia ancora contravvenendo alla legge). L'epididimite cronica sintomatica su base infiammatoria può essere risolta con l'asportazione completa dell'epididimo, come abbiamo detto si tratta di un intervento eseguito raramente, ma certamente non da escludere se le indichiazioni sono inequivocabili. Dal punto di vista chirurgico, poco più invasivo della vasectomia, come questa eseguitoin anestesia periferica e perlopiù in ricovero diurno.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#10] dopo  
Utente
Buonasera , riguardo alla tubercolosi io ho effettuato il tyne test ad aprile per la prima epididimite, ed è risultato negativo, e' sufficiente quello o serve altro? Io non ho fatto i test immunologici ne' la ricerca dei batteri ( ho effettuato il bk urinario risultato negativo) . Adesso ho inoltre una tosse secca e gola rossa ( come anche un anno fa con la febbricola) può significare qualcosa? Grazie

[#11]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
gli accertamenti completamente negativi parrebbero escludere la causa tubercolare. I disturbi respiratori in questo periodo non possono insospettire più di tanto.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#12] dopo  
Utente
Buonasera, allora oggi ho effettuato un nuovo controllo presso o' urologo che mi sta seguendo. Gli epididimi risultano entrambi aumentati di volume e dolenti alla palpazione , l' ecografia ha evidenziato ipervascolarizzazione nelle code degli epididimi mentre il testicolo non ha nulla. La diagnosi è' ancora quella di epididimite è l' urologo ha escluso categoricamente problemi " più seri" . La terapia e' la seguente: 1 fiala rocefin 1 g mattino ed una alla sera per 2 gg poi altri 4 gg ad una fiala intramuscolo al giorno. Vorrei un vostro parere sulla terapia con questo ennesimo antibiotico ( ed in queste dosi ) , infatti la cura dura 6 gg mentre tutte le altre volte erano almeno 10 gg ( forse questo antibiotico e' molto più " potente" ?e magari più pericoloso?)
Grazie
Cordiali saluti

[#13]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
come già le abbiamo detto, noi non siamo generalmente favorevoli alle terapie antibiotiche in assenza di riscontri colturali positivi o segni clinici evidenti (es. febbre elevata). D'ogni modo, ammettiamo che questa sia tuttora la linea di indirizzo più comune fra i nostri Colleghi, anche se la comune esperienza non porta certo a risultati così brillanti. Auspichiamo ovviamente che nel suo caso si possano invece ottenere dei buoni risultati.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#14] dopo  
Utente
Buonasera e grazie per la risposta, secondo Lei cosa sarebbe stato opportuno fare in questo caso se anche il cortisone non ha funzionato?
Grazie
Cordiali saluti

[#15]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
a nostro non ci sono presupposti perché il cortisone possa funzionare in situazionidi questo tipo. Probabilmente un comune anti-infiammatorio rischia di ottenere risultati migliori, pur tenendo comto degli effetti collaterali. Purtoppo, come abbiamo già detto, la sua situazione è però troppo complessa per poter esprimere un giudizio appropriato a distanza.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#16] dopo  
Utente
Buongiorno, in effetti posso confermare che un Aulin al giorno porta gli stesi risultati. Tuttavia essendo tutti gli esami colturali ed il tampone uretrale negativi, e persistendo l' infiammazione cosasi potrebbe tentare se non un altro antibiotico più forte? Secondo Lei invece potrebbe essere necessaria una ricerca del bacillo di Koch nelle urine e sperma , oppure il test di Mantoux fatto 6 mesi fa ( epididimite destra ) esclude con certezza la TBC . Grazie
Cordiali saluti

[#17] dopo  
Utente
Buongiorno, vorrei aggiungere una domanda: il Vs collega ha escluso problemi più seri poiché come dice lui il testicolo " e' bello " e la tumefazione e' esterna e concentrata solo sulla coda dell'epididimo. E' dunque possibile escludere problemi tumorali solo mediante ecografia ( i markers erano tutti negativi) oppure rimane una incertezza? Se poi si trattasse di TBC non avrei dovuto " infettare " anche i miei famigliari in questi mesi ? Per quanto riguarda i rapporti sessuali, conviene l' astinenza oppure no ( oppure anche per mia moglie sarebbe necessaria una cura ). Grazie

[#18]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
purtroppo su indicazioni come "testicolo bello" oppure "tumefazione esterna" non è possibile argomentare più di tanto a distanza, nell'impossibilità di rendersi direttamente conto della realtà della situazione, non è francamente possibile entrate nello specifico. Non possiamo dunque andare oltre indicazioni molto generali, già ripetutamente espresse. A nostro modo di vedere, se gli accertamenti batteriologici sono negativi, non vi sono indicazioni a terapie antibiotiche empiriche, tantomeno energiche e protratte. L'ipotesi tumorale non è neanche da considerare.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#19] dopo  
Utente
Buongiorno, allora ad oggi dopo 7 fiale di rocefin, l' epididimo e' ancora gonfio leggermente dolorante ma solo alla palpazione mentre avverto un certo fastidio, non dolore , sovrapubico . Ora , a meno di miracoli dell' ultimo minuto non credo che con l' ultima fiala la situazione possa cambiare radicalmente. A questo punto, se le terapie antibiotiche non hanno funzionato e se l' intervento chirurgico non è auspicabile, cosa si potrebbe tentare? Inoltre secondo Lei il fastidio inguinale e sovrapubico e' effettivamente correlato all' epididimite o magari potrebbe essere una noia muscolare tipo pubalgia ( visto che è comparso il giorno dopo aver effettuato uno sforzo , anche se non forte) cioè sembra strano che l' epididimo sia praticamente non dolorante mentre il dolore sia solo sovrapubico( e passa completamente da sdraiato ) .
Grazie
Cordiali saluti

[#20]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
sinceramente non ci stupisce che anche l'antibiotico "energico" non abbia sortito un risultato apprezzabile. Questo conferma che si tratti di una epididimite ad andamento cronico ma sostenuta da una infiammazione non (più) infettiva. Non sono casi frequentissimi, ma certamente tutti gli urologi non proprio di prima nomina ne hanno viste nella loro carriera. L'intervento chirurgico non è controindicato, perlopiù si tratta di epididimectomie parziali, interventi tecnicamente banali. Si va però ad operare in zone molto sensibili e talora la fibrosi locale dovuta all'intevento può continuare a dare più di qualche fastidio. Pertanto, prima di mettere mano è indispensabile fare un attento bilancio dei pro e dei contro, valutando con realismo l'influenza degli attuali disturbi sulla sua qualità di vita. Se questo dolore pubico scompare sdraiandosi certamente non è legato all'apparato genito-urinario. Ci parrebeb opportuno escludere qualcosa che abbia a che fare con le ernie inguinali.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#21] dopo  
Utente
Buongiorno,

La ringrazio per la delucidazione.
Se dovesse quindi evidenziarsi una diversa natura per il fastidio sovrapubico ( ernia inguinale piuttosto che colite magari indotta dagli antibiotici ), visto che l' epididimo non risulta particolarmente dolorante e visto che le ecografie sostenute hanno ripetutamente escluso patologie piu' importanti, potrei tranquillamente " lasciarlo " gonfio evitando altre ( inutili ) terapie. Esiste poi la possibilità che , col tempo si sgonfi da solo ? ( ho notato ad esempio che con l'utilizzo della borsa del ghiaccio si ha una notevole riduzione di volume ).
Grazie
Cordiali saluti

[#22]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
vediamo che ha recpito correttamente il messaggio relativo ad un atteggiamento improntato alla prudenza ed al realismo. Sull'evoluzione futura è difficile esprimersi, ma diremmo che un peggioramento non sia verosimile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#23] dopo  
Utente
Buongiorno,

Allora , ad oggi continuo ad avere dei fastidi sovrapubici, direi sopra la vescica come collocazione, inoltre dopo la minzione ( verso la fine quando la vescica è quasi vuota )avverto come un leggero dolore proprio sul pube immediatamente sopra al pene che poi passa lasciando come un senso vago di dolenzia diffusa. L'urologo mi ha detto di fare una flussometria prima della prossima visita ed io l'ho prenotata per lunedì 9 dicembre. Vorrei chiedere un paio di cose, ho finito l'antibiotico da 6 gg , questo puo' influire sull'esame, cioè devo aspettare piu' tempo oppure no? Inoltre, se non ho capito male, la flussometria serve per vedere se ci sono problemi di restringimento dell'uretra; in caso di positività ( cosa piu' che probabile visto che io stesso mi accorgo che spesso il " getto " è meno forte di come dovrebbe essere ), questa sarebbe una conseguenza della prostatite oppure il contrario, mi spiego: la prostatite provoca stenosi oppure è la stenosi che provoca prostatite? Il fastidio e la pesantezza sopra la vescica a cosa possono essere dovuti? ( sempre prostatite? )

Grazie
Cordiali saluti

[#24]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
diremmo che i suoi sintomi possano essere facilmente associati con una prostatite ad andamento cronico, evidentemente abatterica, considerata l'inefficacia della terapia antibiotica. La riduzione del flusso è un sintomo relativamente meno costante nella prostatite cronica, nella quale prevalgono i distubi irritativi ed il dolore, piuttosto che l'impaccio nella minzione. La flussometria ci fornisce un dato oggettivo sul suo flusso, ma questo non può realisticamente aggiungere molto al percorso diagnostico.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#25] dopo  
Utente
Buongiorno, la ringrazio per la sua celere risposta e vista la Sua disponibilità' le vorrei chiedere se anche per l' epididimite vale lo stesso discorso, cioè' si tratta di un' infiammazione abatterica? Mi hanno sempre detto che, l' epididimite deriva dalla prostatite, ma se è' abatterica, come può evolvere facendo ingrossare anche gli epididimi? C' e' quindi la possibilità' che il problema si risolva da solo nel tempo? solitamente la prostatite, anche quando la ghiandola era molto più dolente alla palpazione rispetto ad ora non mi ha mai dato dolore e non si è mai complicata dando epididimite. Le chiederei poi un consiglio , anche se so che via pc può' essere difficile inquadrare la situazione, tuttavia secondo Lei così' , in modo spassionato, cosa dovrei realmente fare, cioè Lei al mio posto cosa farebbe?
Grazie
Cordiali saluti

[#26]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
in genere i processi infiammatori cronici sono preceduti da una fase acuta, anche se breve e sfuggente, come si suol dire "decapitata" da una terapia antibiotica che oggigiorno è perlopiù empirica e non si nega a nessuno. Sia la prostata che gli epididimi tendono poi ad avere in comune questa evoluzione cronica, in cui la prevalenza dei sintomi è il dolore locale, anche se gli accertamenti sono poco o per nulla suggestivi.
Come già evidenziato nei nostri precedenti contributi, se vi sono due cose che certamente le possono dare vantaggio, queste sono:
- affidarsi alle cure di un nostro Collega (uno solo) con il quale riesca ad intrattenere un buon rapporto di comunicazione e fiducia;
- seguire scrupolosamente tutte le indicazioni sullo stile di vita che vengono formulate nei casi di prostatite cronica, inerenti l'alimentazione, l'idratazione, l'attività fisica, l'attività sessuale, eccetera. Di questo potrà trovare ampia documentazione anche su questo stesso sito.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#27] dopo  
Utente
Buongiorno, allora ho effettuato una nuova visita urologica presso un ospedale della mia zona. All'urologo che mi ha visitato ho brevemente spiegato la mia situazione e lui , dopo avermi detto che, testuali parole " la prostatite è la tomba dell'urologo " mi ha subito chiesto se ho avuto problemi di calcolosi. Gli ho spiegato che effettivamente ho avuto un problema di calcoli renali poco piu' di un anno fa , poi risoltosi e che io stesso facevo risalire a quel momento l'inizio dei miei problemi. Mi ha detto che secondo lui la problematica dell'epididimite e prostatite è probabilmente da ricondurre a quell' evento. Ora dalla visita è emerso che gli epididimi sono non dolenti ma gonfi come da esiti di flogosi mentre la prostata risulta non dolente alla palpazione. Mi ha invitato a sottopormi ad una ecografia transrettale che ho programmato per il 14 gennaio e nel frattempo ripetere una spermiocultura. Io continuo tuttavia ad avere sempre dei fastidi sovrapubici che passano da sdraiato ed un notevole fastidio alla schiena ( lombare ) che credo possa essere correlato. Mi ha detto che secondo lui dipende tutto dalla prostatite ( ma la prostata non è dolente alla palpazione ? ) e che dopo l' eco si dovrebbe avere una situazione piu' chiara. Mi ha anche spiegato che ( e qui scusate la mia non conoscenza della materia ) , dopo l'espulsione di un calcolo potrebbero essersi formate anche " cicatrici " che potrebbero provocare parziale ostruzione , per così dire , dell'uretra con tutto quello che ne consegue... ma questa è un'altra storia e se ne riparlerà caso mai dopo l'ecografia se la stessa non dovesse evidenziare nulla.
Puo', mi chiedo , una prostata non dolente alla esplorazione essere comunque congestionata e provocare questi fastidi? E' realisticamente possibile che dopo l'espulsione del calcolo si sia formata una cicatrice e che questa sia la causa di tutto?
Se l' ecografia non dovesse evidenziare nulla si renderebbero necessari altri esami ?
Cordiali saluti

[#28]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
che la prostatite sia la tomba dell'urologo è tanto vero da essere addirittura proverbiale ... Questa storia della "cicatrice" ovviamente non ci convince un granché, comunque non è certamente una storia di calcolosi urinaria che si può complicare con una tumefazione degli epididimi. Ci faccia eventualmente sapere i risultati di questi ultimi accertamenti.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#29] dopo  
Utente
Buongiorno, la ringrazio per la risposta e vorrei chiederle un' ultima cosa. I vari esperti consultati negli anni mi hanno spiegato che per le prostatiti abatteriche la cosa migliore e' curare lo stile di vita e assumere integratori. Ora io prendo il serpens 310 ( e solo quello adesso) da oltre un mese, ma l' unico cambiamento che noto e' che i sintomi sono più sfumati, meno intensi. Durante l' ultima visita l' urologo mi ha detto di provare il Ferprost fast dandomi anche dei campioni. Effettivamente dopo solo tre giorni ho notato una notevole diminuzione dei sintomi dolorosi, vorrei chiederLe se anche questo integratore deve essere assunto comunque per lunghi periodi a due bustine al giorno oppure se devo scendere a 1 bustina ( tra l' altro mi sembra contenga un po' di aspirina) perché non mi è stato detto nulla in proposito. Un' ultima cosa per me molto importante, ho notato che mi capita spesso durante i rapporti sessuali di non riuscire a mantenere un' erezione prolungata e so che anche questo problema è' dovuto con ogni probabilità' alla prostatite. Vorrei chiedeLe se Anche per questo problema vanno bene gli integratori? ( ho sentito ad esempio che la quercitina da' ottimi risultati in proposito) . Grazie cordiali saluti e buone feste

[#30]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
a nostro parere, se le azioni dirette sullo stile di vita sono essenziali, l'efficacia degli integratori è talmente variabile da caso a caso, tanto da rendere molto aleatorio questo tipo di approccio terapeutico, anche se molto diffuso. Gli scaffali dei farmacsti sono pieni di questi prodotti, proposti nelle combinazioni più fantasiose, ma altrettanto pieni sono gli ambulatori urologici (quelli pubblici ovviamente) di persone che si arrabattano a combattere la loro guerra personale contro la cosiddetta prostatite. Con questo non diciamo che gli integratori siano controproducenti, unicamente affermiamo che non li si possa caricare troppo di attese sulla loro efficacia. Più ch il medico che li prescrive, sarà lei a dover giudicare se un prepaato piuttosto che un altro le dia maggiore o minore sollievo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing