Utente cancellato
Buonasera dottori,
vi scrivo per un problema che ormai mi affligge da tantissimo tempo e che mi sta rendendo la vita impossibile.
Soffro di infezioni recidive alle vie urinarie. La prima volta un'infezione causata da E.coli mi causò pielonefrite acuta con due giorni di ricovero in ospedale.
Da quella volta gli e.coli mi sono sempre tornati ma riconoscendo i sintomi li ho curati subito con antibiotici dopo tempestivo antibiogramma.
Le infezioni sono tornate con frequenza di una volta al mese, quasi sempre in concomitanza con il ciclo mestruale.
Negli ultimi mesi il batterio è cambiato: una volta l'urinocoltura ha rilevato Klebsiella Pneumoniae e l'ultima, una settimana fa, Staphylococcus aureus.
Sono spaventata perché non ho mai preso questi batteri ma sempre e solo e.coli, oltretutto so che gli altri due batteri non sono così frequenti da riscontrare nelle infezioni urinarie. Non capisco come abbia potuto prenderli e perché sono così sensibile alle infezioni batteriche. Che esami dovrei fare per capirci qualcosa in più? Questa situazione è limitante e mi crea molta ansia. Grazie mille!

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
per prima cosa, lo Stafilococco Aureo non può essere considerato causa di infezione delle vie urinarie se non in circostanze eccezionali (gravi setticemie, depressione immunitaria, ecc.). Pertanto, la sua presenza è dovuta a contaminazione del campione di urina da parte di questo micro-organismo che frequentemente può colonizzare la pelle dell'area genitale senza causare danno alcuno. Per il resto, nella quasi totalità dei casi, le infezioni urinarie della donna in età fertile sono dovute alla combinazione tra la presenza di batteri di inequivocabile origine intestinale con una diminuzione dei fisiologici meccanismi di difesa della mucosa vescicale, che ne permette una più facile adesione. Tutti i tentativi terapeutici devono quindi associare un'azione su entrambi i versanti, ma è sopratutto la funzione intestinale,quella cui vanno riservate le,attenzioni maggiori. L'assunzione ripetuta di antibiotici, in assenza di febbre od altre complicazioni è da considerare francamente nociva, poiché "alla caccia" di una urocoltura transitoriamente negativa altro non si fa che squilibrare ulteriormente la flora batterica intestinale, inducendo la selezione di batteri sempre più resistenti. Le più recenti linee guida consigliano di trattare le infezioni più banali, quasi tutte causate da E. Coli, senza ricorrere all'antibiotico, ma unicamente con una diluizione forzata delle urine, ottenuta bevendo moltissima acqua per alcuni giorni. Questo si dimostra efficace nella maggioranza dei casi, ma una corretta ed abbondante idratazione è sempre e comunque il provvedimento il primo e più importante provvedimento da prendere. Al di là di questo, è necessaria una cura meticolosa della funzione intestinale, utilizzando ogni mezzo disponibile (fermenti lattici, probiotici, yoghurt, ecc. Parallelamente si può cercare di aumentare le difese della mucosa urinaria con sostanze particolari, come il d-mannosio o gli estratti del mirtillo. Ovviamente, in questo percorso è opportuno essere seguiti da un nostro Collega specialista in urologia, con il quale si riesca ad intrattenere un buon rapporto di comunicazione e fiducia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
264620

dal 2017
Gentilissimo dottore,
purtroppo l'infezione è stata dovuta proprio allo s. aureo giacché l'urinocoltura è stata eseguita proprio per dei sintomi che avevo (bruciore, urina maleodorante, etc.), sintomi che sono scomparsi dopo il trattamento del batterio stesso (l'unico riscontrato) con l'antibiotico più adatto. Anche io sono rimasta sorpresa, perché sapevo che lo stafilococco aureo è un batterio della cute, e mi chiedo ancora oggi come sia stato possibile ritrovarmelo nelle vie urinarie......
Per il resto, io soffro di stipsi. Evacuo ogni 3-4 giorni quasi sempre e solo con l'aiuto di lassativi. Il mio medico di base mi ha consigliato verdure e mele cotte, prugne secche, d-mannosio in bustine per un mese, fermenti lattici, succo di mirtillo e tisane all'uva ursina; da ciò che lei mi ha scritto suppongo sia, per adesso, la cura più adeguata, per cui la seguirò.
Tuttavia mi interessava sapere se sia il caso, data la "antipatia" del batterio in questione, che so essere ostinato e potenzialmente pericoloso, ripetere l'urinocoltura ora che ho terminato il ciclo di antibiotici, e se lei ritenga opportuno eseguire qualche esame per controllare il sistema immunitario e in che modo ( sono spaventata perché prima di questi continui episodi di infezioni alle vie urinarie ero una persona che non si ammalava spesso, abbastanza resistente sia alle infezioni batteriche che a quelle virali). Aspetto un suo consiglio e la ringrazio

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
sul reale significato di un'urocoltura positiva per un batterio Gram + come lo Stafilococco continuiamo a nutrire dei forti dubbi, comunque è cosa del passato, come lei ci dice. Senz'altro la sua personale battaglia è da combattere principalmente intestinale, perché una donna che evacua ogni 3-4 giorni non può realisticamente non può avere un'urocoltura negativa. Nei casi più tenaci noi consigliamo sempre l'esecuzione di una visita gastro-enterologica.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
264620

dal 2017
Dottore, scusi se la disturbo ancora,
ma oggi dopo appena qualche giorno dal termine del ciclo di antibiotici (levofloxacina per 5 gg) la cistite è tornata e avverto un forte indolenzimento a livello del rene sinistro.
A questo punto davvero non so più che cosa fare, e non mi spiego come mai l'antibiotico non abbia funzionato. Faccio un ciclo di antibiotici ogni 2-3 mesi da ormai tre anni, praticamente sempre levofloxacina. E' possibile che si sia sviluppata una resistenza al principio attivo?
Oggi come da consiglio medico ho acquistato foglie di uva ursina per infusi e d-mannosio, e integratore al mirtillo, ma ho tanta paura che non bastino a scongiurare l'infezione.
Ho preso un appuntamento con un urologo e anche con un ginecologo, entrambi i primi di maggio date le imminenti festività pasquali.
Dovrei ripetere un'urocoltura domani mattina e provare con un nuovo ciclo antibiotico? O tentare prima con questi rimedi?

[#5] dopo  
264620

dal 2017
Dimenticavo di dirle che due giorni fa ho avuto un episodio di diarrea lieve e crampi intestinali, e che la sera stessa ho notato i primi sintomi della cistite. Potrebbero i due episodi, nella fattispecie, essere collegati? Non so più che pensare!

[#6] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
in assenza di febbre la sconsigliamo vivamente di assumere ulteriori antibiotici alla cieca. Gli integratori che sta assumendo possono tutti avere un certo valore, ma l'efficacia deve dimostrarsi in tempi ragionevolmente brevi, un paio di mesi al massimo, altrimenti è inutile insistere. In ogni caso, forse più che di un nostro Collega oppure un ginecologo riteniamo che in questo momento lei abbia bisogno di consultare un bravo gastro-enterologo, poiché, come le abbiamo detto, sostanzialmente il problema sta nell'intestino e le vie urinarie non sono che le vittime innocenti.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#7] dopo  
264620

dal 2017
Allora prenoterò anche una visita da un gastro-enterologo, tutto pur di risolvere il problema!
Grazie mille e buone feste!

[#8] dopo  
264620

dal 2017
Buongiorno dottore,
la aggiorno sulla mia situazione: risultata nuovamente positiva al batterio e. coli, una settimana fa, oggi mi sono sottoposta a visita urologica.
La terapia è stata: ciproxin 1000 mg x 5 giorni, Ialuril 1 compressa al giorno per 3 mesi e Neo Furadantin 50 mg per 3 mesi.
Inoltre mi ha prescritto un lassativo (Movicol bustine) da prendere al bisogno perché anche lui, come lei, mi ha fatto presente l'importanza di regolarizzare l'intestino, sconsigliandomi l'uso di microclismi e altri lassativi da contatto perché potrebbero peggiorare la situazione.
Non le sembra eccessiva la prescrizione di un antibiotico per 3 mesi di fila?
Posso, in concomitanza con questi farmaci, continuare ad assumere d-mannosio, cistiflux e uva ursina, oppure è meglio evitare?
Saluti

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signora,
per quanto riguarda gli integratori, sarebbe stato assai più opportuno che lei avesse posto questa domanda al nostro Collega, poiché ognuno di noi specialisti ha in mente un percorso preciso e coerente sul quale a distanza e con una conoscenza sommaria del suo caso noi abbiamo nulla da obiettare. Per nostra convinzione, questo tipo di "battaglie" si vincono però più facilmente sul campo intestinale che su quello urologico. Da qui la parsimonia nella, prescrizione di antibiotici in assenza di febbre e complicazioni. Non è però detto che questa linea debba essere condivisa da tutti i nostri Colleghi.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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