Utente 460XXX
Gentili Dottori,

sono un uomo di 32 anni. Circa un mese e mezzo fa ho cominciato ad avvertire sintomi quali prurito al glande, bruciore durante la minzione, secrezioni biancastre dall'uretra, necessità di urinare più freuente del solito. A seguito degli esami prescritti dal mio medico (analisi del sangue per varie MST, tampone uretrale per clamidia, gonococco, micosi, micoplasma, esame delle urine) sia io che la mia compagna siamo risultati positivi alla clamidia. Abbiamo quindi fatto una terapia antibiotica con doxyciclina per 20 giorni al termine dei quali i sintomi sono scomparsi per entrabi.
A dieci giorni della fine del trattamento io e la mia compagna abbiamo avuto un rapporto non protetto ed il giorno successivo ho nuovamente lamentato i sintomi avuti precedentemente anche se in maniera più lieve, questa volta senza perdite uretrali.
A pochi giorni di distanza ci siamo nuovamente recati dal medico il quale ci ha prescritto un nuovo test per la clamidia e gonococco (questa volta un PCR da urine del primo getto per me e un tampone per lei) ed allo stesso tempo ci ha prescritto una dose di azitromicina da 1g da assumere in giornata dopo aver effettuato le nuove analisi. Per entrambi le anlisi hanno dato esito negativo.
Recatici nuovamente dal medico ci ha prescritto (questa volta senza ulteriori analisi) 4 dosi da 250mg di azitromicina per una eventuale infezione dovuta a micoplasma ed una pomata antimicotica.
Ieri ho terminato la nuova terapia antibiotica ma la sintomatologia rimane presente anche se in maniera lieve.

Oggi ho effettuato una visita con un altro dottore il quale mi ha detto che probabilmente si tratta ancora di clamidia la quale potrebbe aver resistito agli antibiotici. E che al momento visto che ho terminato da poco il trattamento antibiotico sono costretto ad aspettare almeno una settimana prima di ripetere nuovi esami.

Quindi in attesa di poter fare questi esami ed eventualmente prendere appuntamento con uno specialista urologo/venerologo vorrei chiedere un vostro consulto.
E' possibile che la clamidia abbia resistito alle due terapie antibiotiche anche se di tipo differente?
E' possibile che l'esame PCR delle urine abbia dato esito negativo in presenza di clamidia e dei sintomi che avverto? A detta del medico che mi ha prescritto questo esame la tecnica è molto sensibile e sicura. Il fatto di aver terminato la terapia antibiotica con doxyciclina 10 giorni prima del test potrebbe aver influenzato i risultati?
E' utile che continui a segure la terapia a base di azitromicina per ulteriori giorni?
E' possibile che a seguito della terapia antibiotica si sia sviluppata una nuova infezione dovuta ad un ceppo batterico differente?

Ringrazio in anticipo per ogni eventuale risposta

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'infiammazione della mucosa urinaria può permanere per qualche tempo anche dopo che l'infezione ê stata debellata dagli antibiotici. Di questi diremmo che forse lei ne ha già assunti anche troppi, certamente non insistremmo, almeno in questo momento. Ripeterà quindi il batteriologico per germi comuni su urine e su tampone uretrale tra alcune settimane almeno. Beva moltissima acqua.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 460XXX

La ringrazio per la risposta.
Quindi indirizzandomi verso un batteriologico per germi comuni Lei ritiene poco probabile che la clamidia abbia potuto resistere ai due trattamenti mirati?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Diremmo di sì.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 460XXX

Avrei un'ultima domanda sulla scelta dell'antibiotico. Causa allergia alla doxyciclina dopo due giorni di trattamento alla mia compagna è stato prescritta dal medico di base come terapia alternativa della ciprofloxacina. Ora leggendo le varie linee guida per il trattamento della clamidia vedo che questo antibiotico non è tra quelli consigliati, anzi in alcuni casi è detto esplicitamente che è poco efficace nel trattare questa infezione.
E' corretto quello che leggo o la ciprofloxacina è comunque usata? Dati i risultati negativi del tampone per la mia compagna mi chiedo come sia possibile che abbia fatto effetto anche se è sconsigliato.

Saluti

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'efficacia teorica si basa su dati statistici, nel singolo caso solo la pratica la può dimostrare. La terapia convenzionale della Clamidia è basata sulle tetracicline, in linea di massima quando possibile preferiremmo evitare i chinolonici che hanno effetti collaterali non indifferenti ed inducono volentieri resistenze sui batteri della flora intestinale.
Dr. Paolo Piana
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