Utente 465XXX
Salve Dottore mi scuso se mi rivolgo direttamente a lei ma leggendo le sue risposte ho apprezzato molto la sua chiarezza scusandomi in anticipo per la prolissità.
Ho 39 anni e dall'età di 19 anni soffro di prostato-vesciculite cronica . Il problema é che la stessa é stata curata con ritardo per ignoranza del mio medico di base ai tempi che diceva che alla prostata, a quell'età non potevo avere niente. La cura l'ho iniziata quindi con due anni di ritardo provocandomi disturbi psicologici perchè pensavo di avere chissà che cosa.
In più in quel periodo che non stavo bene ed ero agitato, stando un giorno fuori casa per cercare casa per l'università, ho avuto un vero e proprio blocco non riuscendo ad urinare, risolto il tutto dopo svariate ore tornato a casa.
Il tutto ha cominciato a procurarmi ansia ed attacchi di panico.... secondo i medici l'ansia, la fobia di non riuscire a mingere mi portano a contrarre lo sfintere uretrale con conseguente difficoltà ad urinare ed a far ritornare pure la prostatite. Sono passati ormai vent'anni e quando mi riprendono le ansie ho enorme difficoltà ad urinare (è successo 3 volte per 1-2 mesi ogni volta), poi con il tempo e ricominciando la terapia con ssri, precedentemente smessi, torno a urinare normalmente per anni. Gli unici disturbi sono solo quando si fa risentire la prostatite che per brevi periodi mi fa andare al bagno spesso ma generalmente sto bene.
A fine agosto è ricominciata la difficoltà ad urinare e il medico di base mi ha dato degli alfalitici per aiutarmi ma senza alcuno effetto, poi guarda caso prendendo del rivotril a piccole dosi, sempre sotto controllo medico, la situazione va man mano migliorando. Per togliermi ogni dubbio ho pensato sarebbe il caso di fare uno uretrociscopia, anche perchè attualmente, come sto, avrei problemi a svolgere una uretrografia retrograda e minzionale, ma ho dei dubbi:

-l'eventuale stenosi funzionale da contrattura può essere scambiata per una stenosi anatomica durante
l'esame?
-siccome leggo spesso che nelle uretrocistoscopie senza sedazione si trovano spesso segni di rigidità
del collo vescicale per paura del passaggio dello strumento, significa che anche se quest'organo non è sotto il nostro diretto controllo, in caso di ansia e paura di riflesso esso può rimanere contratto e quindi spiegare anche il mio caso. Cioè è possibile che il non riuscire a rilasciare lo sfintere uretrale esterno per paura, di riflesso tenga più rigido anche il collo, che di per se sarebbe sano?
-Una prostata che si ricongestiona, assieme all'aumento della frequenza, può dare una leggera riduzione di flusso?
-So che gli ssri generalmente riducono il flusso della minzione. Al termine del loro uso, anche per anni, la vescica torna alla sua vecchia "vigoria", sempre che non ci siano altri problemi?

Grazie veramente e scusi per le tante domande

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Certo una valutazione endoscopica, ovviamente in sedazione e non da sveglio, sarebbe utile. ma nel suo caso altrettanto importante sarebbe una indagine urodinamica, poiché quanto pare il problema pare essere principalmente funzionale.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 465XXX

La ringrazio tanto per la solerte risposta e provvederò a sto punto a fare questi esami.
Avevo però la speranza che mi avesse potuto rispondere a quelle domande ed in particolare:
-anche se non sotto il nostro diretto controllo, il collo vescicale, in caso di ansia e paura, può rimanere più contratto,rigido anche se sano?
-quando si riacutizza la prostatite che mi aumenta la frequenza minzionale, può anche ridurre la portata del flusso?
-gli ssri che riducono il flusso, una volta smessi, anche se usati per anni, smettono l'effetto collaterale sempre che la vescica sia sana?
Mi deve veramente scusare se rinnovo la richiesta dottore.

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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1) No. La tensione emotiva può talora causare una contrazione della muscolatura perineale, ma nel maschio è raro che questa di per sè sia causa di ostruzione.
2) Sì.
3) Sì.
Dr. Paolo Piana
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