Utente 718XXX
Buongiorno,
a causa di coliche mi è stato diagnosticato un calcolo ureterale sottogiuntale di 7mm condizionante lieve idrofrenosi.
Sono stato sottoposto ad una prima URS infruttuosa:
"...pielografia evidenzia tratto ureterale stenotico di 3 cm al di sotto del tratto in cui si trova il calcolo.."
e ad una seconda URS, sempre infruttuosa, 3 giorni dopo:
"...rigidità e fragilità dell'uretere che non consente il posizionamento di camicia ureterale in sicurezza. pielografia ascendente negativa per spandimenti"
Mi hanno quindi posizionato uno stent ureterale
La struttura dove sono stato ricoverato mi ha indicato come soluzione una PCNL.Tuttavia interpellando un altro specialista mi ha prospettato un tentativo di ESWL
Questa seconda opzione può avere delle concrete possibilità di successo ? il calcolo è radiopaco di 1200 HU, 7 mm.

Un altra domanda: da una rx addome appena fatta si evince che "nello scavo pelvico si proiettano numerose calcificazioni vascolari"
può essere questa la causa della sensazione di pesantezza e fastidi che avverto alla vescica , nonchè di piccole ma regolari perdite di urina dopo la minzione, che ho da quando sono stato sottoposto alla URS?

grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente è impossibile giudicare a distanze le difficoltà tecniche incontrate dal Collega che l'ha operata, ma in genere quando si incontrano degli ostacoli nella risalita dello strumento e si inserisce uno stent, sono sufficienti 10-15 giorni per ritrovarsi al passaggio successivo una situazione assai più favorevole. Tant'è che oggigiorno è veramente molto raro non riuscire a risolvere, a meno che vi siano delle alterazioni molto marcate. Il trattamento dei calcoli dell'uretere con onde d'urto ha generalemente una scarsa efficacia, specie se il calcolo pare tenacemente "incastrato", come parrebbe essere il suo. In ogni caso, se vi è uno stent, l'efficacia si riduce ulteriormente, poiché questo funge da "ammortizzatore" dell'energia indirizzata sul calcolo. Questo non vuol dire che non si possa fare un tentativo, ma consci di questi presupposti. In alternativa certamente si può pensare alla via discendente percutanea (PCNL), come ultima ipotesi.
Le calcificazioni vascolari del basso addome sono contenute nelle vene dello scavo pelvico (attorno alla prostata e alla vescica e al retto), difficile trovarne una causa e comunque non hanno alcun reale significato, tranne quello che talora possono essere erroneamente scambiate per calcoli.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 718XXX

Grazie mille Dr. Piana per la pronta e chiara risposta.

Non avevo specificato che durante l'ultima URS, per via del tentativo di dilatazione idraulica dell'uretere, si è verificato il push up del calcolo nelle cavità renali.
La rx addome eseguita dopo lo definisce "calcolo intra caliciale inferiore".

Come valuta l'ESWL in questo scenario (7mm, 1200 HU) ?
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Purtroppo anche nei calici inferiori la ESWL non dà il meglio di sè, poiché ammesso e non concesso che il calcolo si frammenti, i residui stenterebbero assai ad essere espulsi per banali motivi di gravità, rimanendo quindi all'interno e si risolverebbe quindi il problema solo in parte. Inoltre, la presenza dello stent in sede impedirebbe ulteriormente l'espulsione dei frammenti. Lo stent dovrebbe essere quindi rimosso non appena si accerti che il trattamento ha avuto un esito favorevole. Così come all'interno dell'uretere, anche qui la procedura può essere tentata, tenendo ben presenti questi presupposti: Peraltro, un intervento percutaneo parrebbe davvero un po' sproporzionato ad un calcolo di soli 7 mm. Noi non conosciamo il suo caso in assoluto dettaglio, però nella nostra pratica verosimilmente consiglieremmo una ulteriore uretero-renoscopia operativa, posto che si disponga di tutta la stumentazione ed accessoristica necessaria per questo intervento. Comunque, la scelta della strategia più opportuna dipende molto a questo punto dalle sue esigenze e le sue scelte, ovvero se lei ha desiderio di risolvere rapidamente oppure può ovvero vuole comunque prendersi il tempo per un tentativo dagli esiti realisticamente incerti.
Dr. Paolo Piana
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