Utente 516XXX
Buongiorno dottori,
innanzi tutto vi ringrazio per questo servizio.
Volevo chiedervi un parere sul mio quadro. Premetto che in famiglia sia i miei genitori che mia sorella soffrono di calcoli.
Agli inizi di novembre ho cominciato ad avere una leggera difficoltà di minzione che, nei giorni successivi, si è trasformata prima in sensazione di non completo svuotamento della vescica e frequenti necessità di minzione, arrivando all’espulsione di gocce di sangue nella fase finale dello svuotamento con anche qualche coagulo. In concomitanza, è cominciato ad arrivare un dolore al fianco destro di difficile sopportazione. Sono così andato subito dal medico di base il 19/10 illustrandogli i miei sintomi. Provò anche a darmi dei colpetti al fianco destro provocandomi dolore. Mi diede così subito Ciprofloxacina 500mg per 2 volte al giorno per 6 giorni e Diclofenac potassico in pastiglie e mi prescrisse l’ecografia renale e vescicale per studiare la situazione.
Già dopo 1 giorno di antibiotico e antidolorifico stavo molto meglio.
Il 21/11 ho effettuato l'ecografia dal nefrologo, che evidenziò una dilatazione a destra dei pelvi di 30mm e presenza di spot bilaterali iperecogeni da riferire, in prima ipotesi, a microlitiasi.
Mi consigliò così di effettuare, a breve, un’altra ecografia.
Il 03/12, sempre presso lo stesso nefrologo, effettuai l'ecografia che evidenziava che la dilatazione dei pelvi destra era scesa a 20mm sempre con presenza di microlitiasi bilaterale.
Mi consigliò di fare un’altra ecografia a distanza di qualche giorno.
Portai al mio medico di base i risultati e mi consigliò di agire con più calma, poiché oramai i sintomi erano completamente spariti.
Decidemmo di intraprendere la strada del pubblico, poiché fino ad ora le ecografie furono fatte privatamente.
Il 02/01, sostenni la visita dall’urologo, il quale, leggendo i referti delle precedenti ecografie, mi prescrisse di effettuare una uro-tac con mezzo di contrasto e mi ha gentilmente invitato a farmi seguire da una struttura più grande.
Nel referto dell’ecografia del 03/01, è evidenziata la dilatazione della pelvi renale destra di 21mm, senza però evidenza di microlitiasi.
Chiesi un altro parere al medico in questione il quale mi disse che 21mm di dilatazione rientrano tranquillamente nella norma e che l'uretere non risulta dilatato. Afferma che, probabilmente, la dilatazione è figlia dell’infezione che ho avuto. Ho infine chiesto se era visibile la microlitiasi e mi disse che non si vedeva nulla.
Per chiarezza, nel 2014 feci un’ecografia addominale dove non venne evidenziato nulla a livello renale.
Da quando ebbi la colica renale ho cambiato acqua, perché prima bevevo un’acqua con un alto residuo fisso (circa 400) quando ero al lavoro e del rubinetto quando ero a casa. L’acqua che bevo ora è con residuo fisso 48.
Voi cosa ne pensate? Non è che non voglia effettuare una uro-tac, è semplicemente che vorrei evitare quella dose di radiazioni se non fosse realmente indispensabile.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'approfondimento diagnostico è doveroso in caso di scarsa chiarezza e persistenza dei sintomi. La sua storia parrebbe deporre per il possibile transito di un piccolo calcolo tra il rene e la vescica. La scomparsa dei sintomi e la riduzione della dilatazione potrebbero significare la risoluzione spontanea. A questo punto la TAC potrebbe darci delle certezze ma, come abbiamo detto, non parrebbe strettamente indispensabile. La situazione non è certo però da sottovalutare e senz'altro sarà opportuno ripetere una uletriore ecografia tra qualche tempo. anche in assenza di ulteriori disturbi.
Per quanto riguarda l'acqua da bere, il discorso del residuo fisso è sostenuto più che altro da interessi commerciali. A parte casi molto particolari, da questo punto di vista tutte le acque potabili e quelle con etichetta non hanno sostanziali differenze tra loro. Quello che invece può fare teroricamente la differenza è piuttosto il contenuto in sodio, che rende meno consigliabili le acque cosiddette "effervescenti naturali" dal gusto leggermente salato, per qualcuno più gradevole al palato, specie a tavola.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 516XXX

Grazie per il suo contributo, lo apprezzo molto.
Comincerò allora a credere meno alla "storia" del residuo fisso e a concentrarmi sulla bassa presenza di sodio.
Da quel che sento in giro, però, è un'idea ben radicata nelle persone. Pero lei, come esperto, mi conferma quello che mi è stato già detto dagli altri medici che ho incontrato in questo percorso diagnostico.

Grazie