Utente 520XXX
Salve dottori,
Sono un uomo di 62, normo peso, alto 1.80.
Circa 10 giorni fa mi sono recato al pronto soccorso per un forte dolore al fianco che si irradiava fin dietro la schiena. Si sospettava un calcolo ma dalla radiografia non si intravedeva. La tac (con e senza MDC) mi ha dato questo risultato:

Rene sinistro di dimensioni incrementate con associata calico-pielectasia pelvi renale 13mm per evidenza di formazione litiasica ostruttiva impilata a livello dell'uretere prossimale di circa 7mm. Il rene omolaterale mostra ritardata concentrazione del mdc iodata con associata consensuale ritardata escrezione dell'urina iodata. Concomitano multiple subcentimetriche adenopatie a sede lombo aortica.

Gli altri risultati (rene destro, surreni, ecc) presentano regolarità pertanto ometto di trascriverli.

L'urologo che mi ha visitato mi ha prescritto il farmaco Omlec per espellere il calcolo.
Dalle analisi mi risultano un po' i globuli bassi.

Oggi ho avuto una sensazione di svenimento mentre camminavo, ho avuto una specie di vampata di calore e abbassamento della pressione (nonostante io soffra di pressione alta) e in questo frangente ho salivato molto senza accorgemene.

Questo mi ha spaventato tanto.
Mi potreste dare un consulto a riguardo, su come dovrà procedere la cura, se posso curarmi col laser o con la chirurgia del filo dalla vescica, così mi pare ha detto il dottore, non ricordo di preciso perché ero ansioso in quel momento.
Vorrei un ulteriore parere di un esperto. Grazie mille.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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TORINO (TO)

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Un calcolo di 7 mm situato nella parte alta dell'uretere ha modeste possibilità di espulsione spontanea. La TAC documenta un certo grado di sofferenza funzionale e la dilatazione delle cavità. Con un certo ottimismo il Collega che la segue ha tentato comunque la strada della terapia "espulsiva" prescrivendole un farmaco alfalitico (tamsulosina - Omnic).. L'effetto collaterale più comune di questo farmaco è l'abbassamento della pressione arteriosa cosa che in soggetti predisposti può anche portare a manifestazioni di svenimento, cme quella che lei ci descrive. Se gli episodi dovessero ripetersi, la terapia dovrà essere prudenzialmente sospesa. In ogni caso, ripetendo gli accertamenti (una ecografia dovrebbe essere sufficiente) si dovrà dimostrare che il calcolo progredisca entro un tempo ragionevole di 2-3 settimane, sempre a patto che nel frattempo lei non manifesti altre coliche. Il trattamento di un calcolo di questo tipo, secndo le attuali linee guida, dovrebbe consistere in prima battuta nelle onde d'urto extra-corporee, a patto che il calcolo si possa vedere bene (e quindi mirare) all'ecografia e/o alla radiografia (cosa spesso non possibile). In alternativa, la soluzione classica e sempre efficace è l'intervento endoscopico attraverso le vie urinarie (ureteroscopia operativa). Se lei intende essere trattato presso una struttura pubblica. le consigliamo di inserirsi comunque in una lista d'attesa per non perdere tempo, auspicando ovviamente che nel frattempo la fortuna e la terapia facciano la loro parte.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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