Utente 510XXX
Buongiorno a tutti,

da circa 4 mesi accuso un leggero bruciore dopo la minzione (e a volte dopo l'eiaculazione) che si protrae per tempi variabili, da pochi minuti a anche 1-2 ore, sulla punta del pene e dolori testicolari (sopratutto al testicolo sinistro)
è un dolore del tutto sopportabile ma che mi da preoccupazione.
tali eventi si sono verificati negli ultimi 4 mesi circa 4-5 volte, si protraggono per diversi giorni (7/15gg), spariscono per diversi giorni e poi tornano.
al momento accuso questi sintomi da circa 2 settimane, molto più presenti all'inizio e ora (al 15gg) decisamente più lievi, ma comunque presenti, soprattutto dopo eiaculazione.
inoltre avverto la sensazione di prurito anche senza urinare, quando ad esempio scopro il glande o, in maniera ancora più lieve, quando faccio una doccia calda. negli ultimi giorni ho notato un paio di episodi di arrossamento della base del glande, rossore che è sparito però nell'arco di qualche ora. leggero rossore anche alla punta del pene.
D'accordo con il mio medico di base ho eseguito Urinocoltura per germi comuni e miceti, analisi delle urine e analisi del sangue: tutti i valori sono nella norma, nessun sedimento, esami colturali negativi.
ho eseguito allora ecografica renale, tutto nella norma ma è stato evidenziata Microlitiasi renale bilaterale.
il medico mi ha parlato di "renella" e che secondo lui può causare questi disturbi.

la mia domanda è la seguente: la "renella" può causare questi bruciori (sia a seguito di minzione che di eiaculazione) o addirittura provocare leggere infiammazioni del glande e dolore testicolare?
il fatto che tutti valori del sangue e delle urine siano normali e la negatività dell'urinocoltura può permettere di asserire l'assenza di infezioni?

attendo vostre preziose risposte

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Noi specialisti che ci occupiamo in particolare di calcoli urinari abbiamo la certezza che la "renella", intesa come "sabbia" così come decritta nelle ecografie, esista veramente solo in rarissimi casi. Quasi sepre si tratta di piccole calcificazioni della superficie interna del rene, che rappresentano al massimo una gnerica predisposizione alla formazione di calcoli. Si tratta appunto di calcificazioni molto piccole (1-2 mm) ben ferme, che ovviamente non pososno causare ALCUN disturbo. Quanto ci riferisce è invece facilmente ascrivibile ad una comune irritazione / congestione della prostata, manifestazione che tipicamente non causa alterazioni particolari agli accertamenti. Le consigliamo comunque la visita diretta di un nostro Collega per individuare un percorso di consigli e terapia tali da poterle alleviare il fastidio.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 510XXX

Buongiorno,
scrivo nuovamente per ulteriore consiglio.
seguendo il vostro consiglio mi sono recato da un urologo, il quale ha diagnosticato una prostatite (prostata pastosa e lievemente ingrossata).
ho eseguito terapia con topster supposte per 10gg e Somaprost per 2 mesi (quest'ultima ancora in corso).
a seguito della terapia i dolori testicolari sono praticamente spariti (restano sporadici e lievi episodi) mentre permane bruciore post-minzionale e post-eiaculazione, a volte anche piuttosto persistente.
il sospetto che mi tormenta è che questi disturbi si sono resi evidenti dopo un rapporto vaginale occasionale non protetto e da allora (ormai 6 mesi fa) i disturbi di bruciore vanno e vengono, a volte si protraggono per alcuni giorni, poi diminuiscono o spariscono, dopodiché tornano.
nell'arco di questi 6 mesi ho eseguito moltissime analisi che riassumo:
- HIV Combo IV generazione (dopo 60gg): negativo
- HbsAg e HBV RNA (dopo 60gg): negativi
- TPHA e VDRL (dopo 90gg): negativi
- tampone uretrale per Chlamydia, ureoplasmi, mycoplasmi, gonorrea, tricomonias (dopo 30gg): negativo
- esame urine PCR real time su Chlamydia, ureoplasmi, mycoplasmi, gonorrea, tricomonias (dopo 90gg): negativo
- urinocoltura completa germi comuni, funghi, etc (eseguita 2 volte): negativi
- esami del sangue (emocromo e PSA) eseguiti 3 volte: sempre tutto nella norma.

in base a tutte queste analisi l'urologo ritiene che si tratti di prostatite abatterica (ho sofferto anche in passato di una prostatite simile piuttosto consistente senza però bruciori sul glande) insorta anche in seguito a periodo di forte stress dovuto al timore di aver contratto quale MST (sono tutt'ora in cura da psicoterapeuta).

Secondo il vostro parere, posso definitivamente escludere le MST e quindi fidarmi della diagnosi dell'urologo (prostatite abatterica) o viceversa è necessario eseguire anche esame di spermicoltura per completare il quadro clinico?
è verosimile che dei germi possano essere presenti nello sperma e non nelle urine?
attendo vostri preziosi pareri

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le prostatiti abatteriche sono assia più frequenti di quelle a causa infettiva e purtroppo sono anche quelle in cui mancano cure veramente efficaci. Diremmo che nel suo caso non vi siano indicazioni ad ulteriori accertamenti. Ricordi sempre che in questi casi, più di farmaci ed integratori dalla dubbia efficacia, è importantissima l'atteznzione da prestarsi allo stile di vita, che deve essere indirizzato ad una generale regolarità in tutte le sue espressioni: alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica e attività sessuale.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 510XXX

Egregio Dr. Piana, la ringrazio infinitamente per le sue risposte.
vedo che concorda con il mio urologo, il quale dopo visita non ravvede "segni" riconducibili a MST, che, come avrà capito, restano il mio pallino e fonte di maggiore ansia.

la disturbo solo per un'ultima domanda: secondo lei gli accertamenti fatti sono sufficienti per escludere definitivamente le MST?
la domanda che ho posto prima risulta essere quindi priva di fondamento (eventuale spermicoltura positiva a fronte di urine PCR negative)?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La spermicoltura è una indagine sempre meno eseguita per la facilità di false positività da contaminazione che inducono perlopiù a terapie antibiotiche non solo inutili, ma talora controproducenti.
Dr. Paolo Piana
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