Utente 347XXX
Buonasera Dottori,
innanzitutto vi ringrazio per il prezioso servizio che svolgete.

Sono una ragazza di 23 anni, sempre stata in buona salute. Ad inizio mese ho avuto un episodio di ritenzione urinaria con globo vescicale di 1600ml. Mi veniva inserito un catetere per 7gg, durante i quali ho anche effettuato un esame urodinamico di cui vi riporto il referto:
FLUSSO LIBERO: Esame non eseguito in quanto paziente portatrice di catetere vescicale
CISTOMANOMETRIA- ESAME VIDEOURODINAMICO: esame eseguito con paziente in posizione seduta, impiegato catetere uretrale 7Ch, velocità di riempimento non fisiologica, con mezzo di contrasto, a 50ml/min. Tardiva la percezione del primo desiderio minzionale (441ml), aumentate la compliance e la massima capacità cistometrica (1023ml). Non evidenza di iperattività detrusoriale, né perdita di urine alle manovre provocative (tosse). Le immagini fluoroscopiche mostrano vescica simmetrica, pareti irregolari con diverticolo a carico della parete laterale destra, in assenza di reflusso vescico-ureterale di tipo passivo bilateralmente.
STUDIO PRESSIONE/FLUSSO: mitto disurico, volume vuotato 943ml con Q Max 21,1mm/sec ottenuto con Pdet di apertura di 27cmH2O e Pdet al flusso massimo di 16cmH2O. RPM: 80ml. Le immagini fluoroscopiche mostrano regolare apertura del collo vescicale , assenza di reflusso vescico-ureterale di tipo attivo bilateralmente.
PROFILO PRESSIONE URETRA: parametri profilometrici ai limiti inferiori della norma in fase statica
ELETTROMIOGRAFIA: iperattività della muscolatura del piano perineale durante la fase minzionale
CONCLUSIONI DIAGNOSTICHE: L'esame nel suo insieme depone per ipotonia detrusoriale in vescica ad aumentata capacità, percezione dello stimolo urinario fortemente ridotto. Dissinergia sfinterica.

Mi veniva consigliata una RMN lombo-sacrale (negativa) e potenziati evocati sacrali che mostrano una "modesta neuropatia prevalentemente sensitiva, a carattere assonale del n. pudendo"
Fino ad oggi la situazione sembra stabile, urino bene e devo fare un autocateterismo al giorno per monitorare il residuo post- minzionale (che finora si aggira intorno ai 100-130ml).

L'urologo che mi ha fatto l'esame non l'ho più visto, e quindi ora sono seguita dal medico di base che però non mi ha saputo dire di più.
Per questo volevo chiedervi una delucidazione: visto che sto attraversando un periodo di stress causa lavoro e studio, questa situazione si potrebbe ricondurre allo stress e quindi ad una causa psicologica? oppure c'è qualcosa di organico che la giustifica?

Posso, vista la RMN negativa, stare tranquilla sull'aspetto neurologico? Spero sia il tutto riconducibile allo stress così sarebbe una cosa temporanea, mi sento molto a disagio ed impacciata con gli autocateterismi..
Sperando che vogliate leggere le mie perplessità e rispondermi, intanto vi ringrazio molto.
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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La situazione funzionale, con diagnosi di dissinergia sfinterica è complessa e assolutamente da non sottovalutare. La negatività della risonanza magnetica è confortante, sebbene sia assolutamente consigliabile mantenere i rapporti con un nostro Collega che si occupi di codesti problemi funzionali (c.d. neuro-urologo. Nel frattempo è indispensabile proseguire con gli autocateterismi, pena larecidiva dell’instaurarsi di un ristagno importante.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 347XXX

Grazie per la risposta innanzitutto.
Ho un gran bisogno di chiarirmi le idee riguardo i termini utilizzati.
Il termine "funzionale" indica che non c'è quindi qualcosa di organico (per esempio una ostruzione) che giustificherebbe questo mio problema ma bensì una vescica normale che si sta "comportando in modo anomalo" senza un particolare motivo, giusto?
Inoltre, tralasciando la mia situazione specifica, a livello teorico e generale, questo problema di dissinergia a cosa solitamente è associato?

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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1) Esatto
2) Un problema neurologico, certamente difficile e talora impossibile da dimostrare.
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[#4] dopo  
Utente 347XXX

Grazie mille Dottore, essendo ignoranti in materia, per noi è importante capire l'utilizzo dei termini.

Quindi, essendo talvolta non dimostrabile e quindi, mi sembra di capire, non oggettivabile il motivo neurologico, quale è la linea di confine che permette a voi medici di "decidere" se è un problema psicologico e magari di somatizzazione oppure un problema di origine neurologica?

Ci sono altri esami che sarebbe utile fare?
Il mio medico di base mi ha detto di ripetere tra qualche settimana (due o tre) l'esame urodinamico per escludere che possa essere stato "falsato" dal contesto - irritazione da catetere e quant'altro. Pensa possa essere successa una cosa cosí? Perchè comunque è un esame un po' fastidioso da rifare, ma ovviamente se necessario si fa.
Grazie ancora per la pazienza
Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Paolo Piana

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Il confine è talora molto labile e sta alla sensibilità dello specialista saperlo cogliere. Spesso vale più un colpo d'occhio e scambiare 4 parole che tanti accertamenti.
Se sia il caso di ripetere l'urodinamica dovrebbe essere lo specialsita a deciderlo, in particolare chi l'ha eseguita per la prima volta.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 347XXX

Salve Dottore, grazie per la risposta.
Mi scuso per il ritardo della risposta ma ho preferito aspettare di finire di fare alcuni controlli/visite in modo da esporle la situazione odierna nella maniera piú "aggiornata" possibile.

Dunque, la situazione vescicale è pressochè invariata. Rpm misurato con autocateterismi che si aggira sempre intorno a 130-150ml, solo una volta arrivato a 410ml perchè avevo saltato un cateterismo per difficoltà nell'inserimento.

Ho parlato con un urologo (non lo stesso che mi ha effettuato il primo esame) che mi ha detto che per ora fare un nuovo esame urodinamico sarebbe inutile.

Nel frattemo mi sono anche mossa nell'ambito psicologico: ho effettuato cinque incontri con una psichiatra che mi ha trovata "mentalmente sana come un pesce", con un'ansia situazionale normale (per esempio prima di un esame) che non si manifesta con sintomi "patologici" e che non influenza la qualità della mia vita.
Comunque sia ho intrapreso un percorso di psicoterapia e anche la psicoterapeuta mi ha detto che rientro nel discorso "uno psicologo farebbe bene a tutti" nel senso che ognuno ha qualche piccolo problema personale ma che comunqur non rappresenta un problema a livello psico-patologico. Comunque continuerò.

A questo punto non so bene come muovermi (verso quale branca della medicina) e cosa fare, ha qualche consiglio da darmi?

La ringrazio ancora
Cordiali saluti

[#7]  
Dr. Paolo Piana

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Per ora, continui così.
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[#8] dopo  
Utente 347XXX

Grazie ancora dott. Piana per la velocissima risposta.

Se finora sono stata abbastanza tranquilla sulla cosa perché comunque pensavo si sarebbe risolta presto, adesso inizio un po' ad "alterarmi" poiché trovo abbastanza assurda questa situazione in cui per esclusione di patologie organiche mi è stata fatta una diagnosi sul versante psichiatrico, al che mi sono rivolta ad uno specialista del settore che però ha escluso anche patologie psichiatriche.
Quindi sono state escluse patologie organiche e psichiatriche, cosa rimane? C'è altro?

Penso comunque il mio problema sia stato "oggettivato" dall'esame urodinamico. Potrebbe quest'ultimo essere stato falsato da qualcosa in qualche modo?

Mi scusi Dottore ma sono una ragazza di 23 anni e ho molte cose da fare, questi autocateterismi mi limitano un po'. O meglio, se ci fosse una patologia (organica o psichiatrica poco importa) per cui fosse indispensabile farli ok me ne farei una ragione, ma così mi ritrovo a fare queste operazioni senza un apparente motivo. In più al di la degli autocateterismi in sè, ovviamente c'è anche la preoccupazione sull'aspetto della salute ossia: cosa c'è che non va? Perché la mia vescica non funziona come dovrebbe?

Mi scusi ancora per il tono di questa mia ultima risposta ma sono presa da mille dubbi.

Cordiali saluti

[#9]  
Dr. Paolo Piana

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Esiste il capitolo della vescica neurologica a causa ignota, detta criptogenetica , che resta indefinita anche quando ci mettono mano e testa i migliori specialisti in urologia funzionale. Talora si ricorre alla riabilitazione perineale e al biofeedback per rendere la donna cosciente di che cosa voglia dire contrarre o rilassare la muscolatura pelvica.
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