Utente 509XXX
Da diverse ecografie è risultato che ho delle calcificazioni prostatiche. Ho 22 anni e una prostatite cronica da un anno. Tanti esami colturali e sono tutti negativi tranne una spermiocoltura che uscì positiva a E.Coli. Gli urologi in quest'anno mi hanno sempre dato serenoa e antibiotici (3 chiloni e bactrim in media tra i 6 e i 12 gg a ciclo) e ancora ho sintomi quali frequenza alta di minzioni durante la giornata e flusso ridotto più uretrite e fuoriscitia di liquido trasparente dal pene in maniera casuale anche successivamente a frequenti eiaculazioni e soprattutto durante la defecazione. All'ultima visita con il medico mi è stato prescritto di nuovo il ciproxin. Ogni volta che assumo un antibiotico lo stomaco si fa sentire e ho qualche volta la diarrea, però i sintomi si attenuano quali fastidi prostatici e dolore al testicolo sx che scompaiono. Anche la fuoriuscita del liquido trasparente dal pene sembra attenuarsi. Ora mi chiedo...
1) Se l'unico batterio uscito fino a mo E.Coli sia la causa di tutti questi sintomi è possibile trovarsi con delle calcificazioni alla prostata solo per questo batterio?
2) Se questo batterio è stato provocato proprio dall'intestino assumere antibiotici sarebbe controproducente?
3) Avere delle calcificazioni comporta un rischio maggiore di continue recidive per proliferazione di batteri all'interno di quest'ultime?
4) Come faccio a sapere se ho veramente un'infezione alla prostata e quindi se mi trovo in una condizione di prostatite cronica batterica o abatterica?
Grazie mille a chiunque voglia darmi delle riposte chiare e precise.

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Dr. Paolo Piana

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Come abbiamo scritto moltissime volte in questa sede, noi siamo assai scettici sulla componenete infettiva delle prostatiti a lungo decorso e sulla reale utilità di terapie antibiotiche energiche e protratte, che ben raramente inducano vantaggi significativi, a fronte della distruzione della flora batterica intestinale, con tutto quanto questo può comportare. Le calcificazioni sono evidente risultato di focolai infiammatori guariti, ma esse possono fungere da spina irritativa. D'altro canto, non vi è modo di rimuoverle in modo proficuo. Non esistono accertamenti assolutamenti specifici, ovviamente vengono eseguite delle urocolture e delle spermiocolture, il cui risultato deve essere però interpretato in modo assai critico e ragionato, stante la frequente possibilità di contaminazioni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 509XXX

Potranno in qualche modo sciogliersi? Esiste qualche terapia per le calcificazioni? Diverse fonti sostengono che possano causare eiaculazione precoce e appunto maggiore irritazione sui sintomi urinari in base alla loro localizzazione. Soffrirne già in giovane età è una brutta iauttura considerando anche la componente infiammatoria cronica e quindi la paura che ne possano uscire altre. Grazie per l'attenzione comunque.

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Dr. Paolo Piana

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No, non si possono sciogliere nè asportare in alcun modo ragionevole.
Dr. Paolo Piana
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