Prostatite

Buongiorno, (premesso che non ho mai sofferto di disturbi urologici a parte un episodio di calcoli renali), ho 44 anni e a gennaio 2023 ho eseguito una visita urologica a seguito di un infezione alle vie urinarie iniziata a novembre 2022 che mi causava dolore e bruciori lievi al testicolo e al pene soprattutto dopo avere urinato.
Ho effettuato l'esame delle urine con esito negativo.
L'esito della visita è prostata x1, 8 nella norma con calcificazioni intraluminali di volume stimato 18 cc, bilobata, debolmente congesta e dolorante, non noduli palpabili.
Reni morfologia ed ecostruttura nei limiti, litiasi bilaterale DT max 5 mm.
Non stasi urinaria.
Vescica esente da neoformazioni.
La cura prescritta, antibiotico per 15 giorni, topster per 20 giorni, leviaprost per 3 mesi e la raccomandazione di bere almeno 2, 5 litri d'acqua al giorno.
A giugno fare esami sangue PSA, emocromo, ecc... ed esame urine e poi visita di controllo.
Ho fatto la cura e i sintomi sono spariti.
Ma da qualche giorno i sintomi si stanno ripresentando, soprattutto fastidio al testicolo sinistro dopo avere urinato e la mattina presto bisogno di fare pipì.
Il medico ha diagnosticato il mio problema come una prostatite cronica abatterica.
Chiedo cortesemente a voi Medici se siete d'accordo con la diagnosi e con l'iter terapeutico prescritto.
Grazie
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Dr. Paolo Piana Urologo 40.4k 1.8k 19
A distanza il nostro giudizio ha una valore relativo, poiché ci possiamo basare unicamente su quanto lei ci riferisce. D'ogni modo, i sintomi ed il loro andamento sono certamente compatibili con la diagnosi formulata. Il disturbi da prostatite sono ripicamente oscillanti, il più delle volte indipendentemente da tutte le terapie, la cui efficacia, come ben noto, è sempre assai dubbia. In particolare, nella maggioranza dei casi non si dimostra alcuna infezione e dal nostro punto di vista la terapia antibiotica è inutile e talora anche controproducente. Come sempre ricordiamo in questa sede, la prostatite abatterica più che di farmaci ed integratori alimentari, si giova delle attenzioni dirette allo stile di vita, che deve essere indirizzato ad una meticolosa regolarità nei suoi aspetti più comuni: alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
www.paolopianaurologo.it

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Utente
Utente
Grazie Dottore per il gentile riscontro.
Da quello che capisco e' un disturbo che non ha una cura e con la quale bisogna convivere. Da parte mia, cercherò di seguire uno stile di vita adatto alla problematica, sperando di attenuare i sintomi e ricadute.
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