Periodo fertile, ovulazione, ciclo mestruale: conosciamoli per facilitare o evitare una gravidanza

Dr.ssa Vincenza De Falco Data pubblicazione: 26 settembre 2011 Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2020

Questo articolo vuole essere una piccola guida per aiutarvi a capire quali sono i vostri giorni più fertili in cui è più probabile rimanere incinta

Tra le domande che vengono poste dalle pazienti a noi ginecologi, ce ne sono tre che sono abbastanza frequenti:

  • Come faccio a capire quando c’è l’ovulazione e quando sono fertile?
  • Come funziona il ciclo mestruale?
  • Quali sono i metodi che posso utilizzare per individuare il mio periodo fertile?

 

In genere questi tipi di domande vengono poste per due motivi fondamentali:

 

  1. La paziente desidera diventare mamma

  2. La paziente vuole evitare una gravidanza

 

Cerchiamo di chiarire quindi in modo semplice alcuni aspetti fondamentali che ogni donna deve sapere riguardo il suo ciclo mestruale, in modo da potersi orientare anche sulla durata dell'ovulazione e sul suo periodo fertile, informazione fondamentale quando si desidera una gravidanza, ma importante anche quando si vuole evitare una gravidanza.

Periodo fertile

In una donna con cicli regolari di 28 giorni, l’ovulazione avviene verso il 14° giorno.

L’ovulazione è quel processo che consente alla cellula uovo femminile (ovocita), una volta giunta a maturazione, di essere espulsa dall’ovaio e di essere catturata dalle tube dove potrà eventualmente realizzarsi il processo di fecondazione e l’inizio di una gravidanza.

Prima di parlare dei metodi che possono aiutarci a capire quando si verifica l’ovulazione, è necessario capire come funziona il ciclo mestruale.

Ricordiamo sempre prima di tutto che i giorni del ciclo mestruale vanno contati a partire dal primo giorno di mestruazione fino al giorno prima della mestruazione successiva.

La durata è variabile da donna a donna ed è pari, in media, a 28-30 giorni con oscillazioni che vanno dai 25 ai 35 giorni.

 

Come funziona il ciclo mestruale?

E’ importante conoscere come funziona il ciclo mestruale perché così sarà più semplice capire quando c’è l’ovulazione e quali sono i giorni più fertili.

Cercheremo di spiegare in modo semplice le cose più importanti e utili da un punto di vista pratico per riconoscere il proprio giorno fertile.

La prima cosa da sapere è che gli organi principalmente deputati alla regolazione del ciclo mestruale sono:

  • l’ipotalamo e l’ipofisi, situati nel cervello, e
  • le ovaie, gli organi femminili in cui si verifica il processo dell’ovulazione.

Tutti sono deputati alla produzione di alcuni tipi di ormoni che sono fondamentali per la regolazione del ciclo mestruale.

In particolare l’ipotalamo stimola l’ipofisi a produrre due ormoni molto importanti: l’FSH e l’LH, che a loro volta vanno ad agire sull’ovaio stimolando la produzione di altri ormoni fondamentali: estrogeni e progesterone.

Riassumendo quindi gli ormoni importanti per la regolazione del ciclo mestruale sono

  • l’FSH e l’LH che a loro volta stimolano la produzione di
  • estrogeni e progesterone

Ciclo mestruale

Il ciclo mestruale si può suddividere fondamentalmente in tre fasi:

La fase follicolare

Corrisponde alla prima parte del ciclo contando dal primo giorno della mestruazione.

In questa fase cominciano a crescere circa 15-20 follicoli, ma solo uno è destinato a svilupparsi completamente, il cosiddetto follicolo dominante, ossia la struttura contenente la cellula uovo (ovocita) che poi sarà liberata nella fase successiva, l’ovulazione.

I due tipi di ormoni che consentono la crescita del follicolo sono l’FSH e gli estrogeni.

In questa fase l’aspetto dell’endometrio, che è la mucosa che riveste l’interno dell’utero, viene definito proliferativo.

L'ovulazione

Quando il follicolo dominante è giunto a maturazione, produce una quantità sufficiente di un ormone l’estradiolo (un estrogeno) che a sua volta stimola il rilascio di un altro ormone l’LH.

L’LH fa maturare la cellula uovo (ovocita) e indebolisce la parete del follicolo ovarico che la contiene, finchè a un certo punto la parete di questo follicolo si rompe e l’ovocita viene liberato, determinando così l’ovulazione, che avviene esattamente 24-36 ore dopo il picco dell’LH, il momento cioè in cui questo ormone raggiunge la sua concentrazione massima.

L’ovocita, che ha una sopravvivenza, e quindi possibilità di essere fecondato, pari a 24 ore, viene poi catturato dalle tube che sono la sede in cui si realizza la fecondazione.

In questa fase viene prodotto a livello del collo dell’utero il muco ovulatorio, chiaro trasparente e filante, che rappresenta un segnale dell’ovulazione, dotato di caratteristiche e composizione ideale per accogliere e facilitare il passaggio degli spermatozoi.

In alcune donne l’ovulazione determina un caratteristico dolore simil mestruale che dura poche ore.

Inoltre i rapidi cambiamenti ormonali che si verificano durante l’ovulazione possono causare a volte un leggero sanguinamento a metà ciclo, da considerare del tutto fisiologico.

Se l’ovocita non viene fecondato, si disintegra e si dissolve nell’utero

Ovulazione

La fase luteinica

E’ quella che segue l’ovulazione.

In questa fase il follicolo che ospitava la cellula uovo si trasforma in corpo luteo, e comincia a produrre un altro tipo di ormone, il progesterone, e gli estrogeni per circa due settimane.

Il progesterone è importante perché trasforma l’endometrio, cioè il rivestimento interno dell’utero, da proliferativo a secretivo, una trasformazione che rende l’endometrio più accogliente per l’impianto dell’embrione nelle prime fasi della gravidanza.

E’ inoltre responsabile dell’aumento della temperatura da un quarto a mezzo grado centigrado che si realizza subito dopo l’ovulazione, fenomeno questo che viene utilizzato per capire quando avviene l’ovulazione tramite la misurazione della temperatura basale, che vedremo nel dettaglio più avanti.

Se l’ovocita viene fecondato, viaggerà attraverso le tube fino a raggiungere la cavità uterina e impiantarsi 6 o 12 giorni dopo l’ovulazione.

Quando si realizzerà l’impianto comincerà ad essere prodotto un altro ormone, la gonadotropina corionica o HCG (che può essere utilizzato come test di gravidanza), la cui funzione è quella di mantenere la funzione del corpo luteo e garantire la produzione di progesterone.

Se la fecondazione non avviene, il corpo luteo si riassorbe e il progesterone diminuisce, condizioni queste che determinano un abbassamento della temperatura corporea, lo sfaldamento dell’endometrio e la comparsa della mestruazione.

Fase luteinica

 

Quindi qual è il periodo fertile?

Per comprendere meglio quale è il periodo fertile e quindi con possibilità di concepimento, di un ciclo mestruale, cominciamo a chiarire una cosa molto importante:

La lunghezza (in giorni) della prima fase del ciclo, cioè quella follicolare, può variare da un ciclo all’altro, mentre al contrario, la fase che segue l’ovulazione, cioè quella luteinica, è fissa, cioè la durata in giorni è sempre la stessa per tutti i cicli.

In media per la maggior parte delle donne la fase luteinica dura 14 giorni, in alcune può essere più breve, 10 giorni, in altre più lunga, arrivando massimo a 16 giorni, ma per ogni donna comunque questa fase dura sempre lo stesso numero di giorni.

 

Il periodo fertile, cioè quello in cui si potrà realizzare più facilmente il concepimento, è quello compreso tra la settimana prima dell’ovulazione e la settimana dopo l’ovulazione.

 

Quindi facendo riferimento a una donna con un ciclo di 28 giorni, con una fase luteinica di 14 giorni, il periodo fertile è quello approssimativamente compreso tra la seconda settimana e la terza settimana del ciclo.

Questa fascia di giorni potenzialmente fecondi, è ampia perché:

  1. bisogna tener presente la capacità di sopravvivenza degli spermatozoi all’interno delle vie genitali femminili che in media è di tre giorni, ma può arrivare anche a cinque-sei giorni, in particolare a livello delle cripte del collo dell’utero.
  2. anche in chi ha cicli perfettamente regolari, ci sono dei mesi in cui l’ovulazione può venire in anticipo oppure in ritardo.

 

Esistono vari metodi per capire esattamente quando c’è l’ovulazione e stabilire quindi quali sono i giorni più fertili.

 

Metodi “fai da te” per stabilire i giorni più fertili e calcolare l'ovulazione

 

Muco cervicale

E’ un metodo che si basa sull’autosservazione delle secrezioni vaginali.

In genere in prossimità dell’ovulazione le pedite di muco vaginale si presentano acquose, filanti e trasparenti, assumono cioè un aspetto simile a quello della “chiara (albume) dell’uovo” e si mantengono tali fino alla fine dell’ovulazione, per diventare poi dense e biancastre subito dopo l’ovulazione.

Questo metodo può essere utilizzato anche come metodo contraccettivo (Metodo Billings), nel senso che bisogna evitare di avere rapporti nei giorni fertili, quelli cioè in cui si vede il muco ovulatorio (simile alla chiara dell’uovo) e si ha una sensazione di “bagnato” a livello vaginale, e fino al quarto-quinto giorno dopo la scomparsa del muco.

La percentuale di fallimento come metodo contraccettivo si aggira intorno al 10-20%, e viene scarsamente accettato per la perdita di troppi giorni in cui si possono avere rapporti sessuali, per la relativa complessità di osservazioni che la donna deve fare su se stessa per buona parte del ciclo e per il fatto che non tutte le donne si accorgono di questo muco in quanto viene prodotto in quantità più scarsa.

 

Temperatura basale

E’ un metodo che si basa sulla misurazione della temperatura vaginale o rettale, che va presa tutte le mattine approssimativamente alla stessa ora, prima di alzarsi dal letto.

La registrazione dei valori della temperatura su un grafico o su una tabella che potete trovare ad esempio nelle farmacie permette di rilevare quando avviene l’ovulazione.

La valutazione si basa sull’osservazione di una prima fase in cui si registrano per alcuni giorni determinati valori di temperatura, segue poi un periodo in cui la temperatura si abbassa lievemente per poi risalire di circa 0,3- 0.5 gradi e rimanere costante per alcuni giorni in genere fino a qualche giorno prima della mestruazione successiva.

La temperatura dopo l’ovulazione si alza per l’effetto del progesterone l’ormone prodotto nell’ovaio dal corpo luteo.

L’ultimo valore più basso prima del rialzo della temperatura corrisponde al giorno dell’ovulazione. I giorni da considerarsi a rischio di gravidanza saranno quelli che vanno dall'inizio del ciclo (primo giorno della mestruazione) fino a 3-5 giorni dopo l'aumento della temperatura basale.

 

Temperatura basale

 

Questa metodica è però influenzata da vari fattori come rialzi febbrili, farmaci, se ci si alza la notte, ecc. che possono inficiare l’attendibilità della metodica.

Bisogna poi considerare che dato che richiede un impegno costante da parte della donna, nel tempo può diventare troppo gravoso, scomodo e difficile da realizzare determinando l’abbandono della metodica.

L’abbinamento dell’osservazione del muco cervicale con quello della rilevazione della temperatura basale, rappresenta anche uno dei metodi di contraccezione naturale chiamato Metodo Sintotermico.

 

Stick ovulatori

Stick primo test di gravidanzaAttualmente i test più attendibili, tra i metodi da poter fare da sole, per valutare quando si verifica l’ovulazione, sono gli stick ovulatori, che si possono acquistare in farmacia.

In particolare l’attendibilità è del 90% e sono assolutamente indolori e semplici da usare: si tratta infatti, di raccogliere un campione di urina.

Si basano per il loro funzionamento sulla valutazione di due ormoni, l’LH e l’estradiolo (estrogeno) responsabili dell’ovulazione, in modo da poter individuare con esattezza i giorni fecondi.

In commercio ne esistono di vari tipi: alcuni prevedono l’utilizzo di un computerino, altri no.

Questi test, a differenza per esempio della temperatura basale, che ci segnala l’ovulazione, ma solo dopo che questa è avvenuta, ci consentono di prevedere e quindi ci danno un’informazione, prima che l’ovulazione si verifichi, individuando nell’urina i due ormoni coinvolti nell’ovulazione, che, se ricordate, sono l’LH e l’estradiolo

I test vanno fatti al mattino, con la prima urina della giornata, utilizzando solo uno stick al giorno.

Quando il test risulta positivo significa che l’LH ha raggiunto un’elevata concentrazione e che l’ovulazione è imminente, e dato che l’ovulazione avviene in media 24-36 ore dopo il picco dell’LH, se per esempio al mattino il test risulta positivo, questo ci indica che l’ovulazione avverrà in giornata o al massimo il giorno dopo.

Se desiderate una gravidanza, quindi in base a queste informazioni, potete avere rapporti liberi a partire dal giorno stesso del risultato positivo dello stick.

 

Metodi che richiedono l’intervento del medico

 

Monitoraggio ecografico dell'ovulazione

Consiste nell’esecuzione di una serie di ecografie, in diversi giorni del ciclo per valutare se e quando si verifica l’ovulazione.

In pratica si eseguono controlli ecografici seriati quotidiani, a giorni alterni o a distanza di più giorni a seconda della situazione dello sviluppo dei follicoli ovulatori.

L’esame si può eseguire per via transaddominale, a vescica piena, ma in genere si preferisce l’ecografia transvaginale, che permette una migliore visualizzazione delle ovaie, dello stadio e delle dimensioni dei follicoli e dell'aspetto dell'endometrio. L'esame non è fastidioso, non è necessario il riempimento vescicale e dura pochi minuti.

Ecografia transvaginale

Il monitoraggio è il metodo più preciso e sicuro per vedere quando c’è l’ovulazione, permettendoci così di cogliere il momento più opportuno e indicato da consigliare alla coppia per avere un rapporto fecondo se c’è un desiderio di gravidanza.

E’ utile inoltre per valutare l’ovulazione nei soggetti che presentano cicli mestruali irregolari, in cui spesso è difficile capire quando c’è, e se si verifica l’ovulazione.

Gli svantaggi sono: impegno notevole da parte della paziente di dover fare una serie di varie ecografie nel corso di tutto il ciclo mestruale, e i costi elevati.

 

A questo punto, conoscendo i modi e i metodi per poter stabilire quando siete nel vostro periodo fertile, sarete in grado di utilizzare questa preziosa informazione, per decidere di diventare mamme, o di stare attente e prendere le opportune precauzioni, per evitare una gravidanza.

 

Bibliografia:

  • L.Speroff, R.H.Glass, N.G,Kase: “Endocrinologia ginecologica clinica e infertilità”- Ed.:Edi-Ermes
  • Pescetto-De Cecco-Pecorari-Ragni: “Manuale di Ginecologia e Ostericia”- Ed.: SEU

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Autore

defalcovincenza
Dr.ssa Vincenza De Falco Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso università la Sapienza di Roma.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Roma tesserino n° 43654.

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