L’infezione da COVID, al momento in cui scrivo, conta migliaia di persone infette in tutto il mondo, per cui può capitare che una gestante scopra di essere COVID-19 durante i mesi dell’attesa. Ho già parlato dei rischi ostetrici del COVID-19 in un precedente articolo (vedi link in basso), qui mi soffermerò sulle norme di comportamento.

Posso andare dal medico?

Sì. Se la gestante è in buona salute e non ha avuto contatti con persone positive o con sintomi sospetti, non ci sono motivi per rimandare le visite dal ginecologo o dall’ostetrica, né le ecografie standard della gravidanza. L’emergenza Coronavirus si prevede che durerà ancora per settimane. La gestione della gravidanza è considerata non differibile, per cui gli ambulatori pubblici e molti dei privati continuano a fornire questo servizio essenziale, con tutte le cautele del caso.

Se sono in quarantena?

Se sì è quarantena per contatto con soggetti COVID-19 positivi o dopo il rientro da aree da alto rischio (cosiddette zone rosse) la visita dal medico va rimandata a dopo la fine della quarantena, se nel frattempo non sono emersi sintomi.

Se ho sintomi come mi devo comportare?

Se i sintomi sono lievi, ad esempio febbricola o raffreddore, si consiglia di rimandare la visita ostetrica di una settimana, per seguire l’evolversi della situazione. Nel frattempo è consigliabile avvertire comunque il medico curante. Quando poi si potrà uscire di casa o si andrà dal ginecologo è bene indossare una mascherina (chirurgica se si trova, oppure fai da te in assenza di altra protezione). Le mascherine FFP2 e 3 sono destinate all’uso del personale sanitario nei reparti COVID positivi, hanno una maggiore capacità di filtrare l’aria in entrata, ma non filtrano l’aria in uscita.

Calcolosi renale in gravidanza

Se i sintomi sono più importanti e c’è il sospetto di COVID-19, vale a dire febbre >37,5°C e tosse secca persistente (non basta un paio di colpi di tosse ogni tanto) bisogna immediatamente avvertire il medico di base, che deciderà il percorso più adatto alla paziente. In questo caso, l’appuntamento dal ginecologo va rimandato ad almeno due settimane dopo rispetto alla scomparsa dei sintomi.

Se ho sintomi ma devo andare in ospedale per un’urgenza legata alla gravidanza?

Può convenire telefonare al reparto prima di andare, in modo che si possano attrezzare per lavorare in sicurezza e per non contagiare altre pazienti. Non si deve andare con trasporti pubblici, se la situazione è urgente e serve un’ambulanza bisogna avvisare il 118 delle proprie condizioni (gestante con sospetta o confermata positività COVID-19).

Posso partorire per via vaginale?

Sì, anche la gestante COVID positiva può partorire per via vaginale. Il Coronavirus non è stato riscontrato nelle secrezioni vaginali e non sono stati segnalati casi di trasmissione verticale del virus, cioè attraverso la placenta, il cordone o al momento del parto. Nel caso di grave polmonite e deterioramento delle condizioni generali, il team ostetrico può decidere di praticare il taglio cesareo.

Posso fare l’epidurale?

Sì, non ci sono controindicazioni.

Posso partorire in acqua?

No, l’assistenza al parto in acqua non consente al personale sanitario di adottare le misure preventive adeguate a questa situazione.

Mio marito può assistere al parto?

Gli ospedali possono avere diversi approcci rispetto a questa richiesta. Le indicazioni del RCOG (Royal College of Obstetricians and Gynecologists) dicono che il partner asintomatico può assistere al parto, ma deve lavarsi le mani frequentemente, mentre il partner sintomatico deve restare in quarantena. In generale, visto che condividere un ambiente chiuso è un fattore di rischio per essere Coronavirus positivi anche in assenza di sintomi, è molto probabile che l’ospedale rifiuti l’accesso al partner di una gestante COVID positiva sia ai reparti sia alla sala parto.

Può essere praticato il clampaggio ritardato del cordone e il contatto pelle a pelle?

Sì.

Posso allattare al seno?

Sì. Si consiglia di lavarsi le mani prima di allattare e di usare una mascherina chirurgica durante. In Cina sconsigliavano i contatti tra madre e neonato per due settimane, ma questo si riflette negativamente sull’allattamento e sul legame tra madre e neonato. Nel caso di allattamento artificiale, bisogna come sempre seguire le norme per la sterilizzazione.

 

Links utili:

Coronavirus e gravidanza: quali i rischi, come proteggersi

 

Informazioni per pazienti:

https://www.isuog.org/clinical-resources/patient-information-series/patient-information-covid-19-and-pregnancy/patient-coronavirus-and-pregnancy-your-language/informazioni-per-pazienti-coronavirus-e-gravidanza.html

 

Bibliografia

Guidance for healthcare professionals on coronavirus (COVID-19) infection in pregnancy, published by the RCOG, Royal College of Midwives, Royal College of Paediatrics and Child Health, Public Health England and Health Protection Scotland. Updated 26th March 2020.