Da epoche ancestrali il pesce è presente nella storia dell’alimentazione; di certo la pesca ha consentito la sopravvivenza del genere umano, com’è testimoniato dai ritrovamenti del paleolitico, negli insediamenti nelle zone rivierasche, di ami ricavati da ossa animali e di primitive reti fatte con steli d’arbusti intrecciati. Fra i reperti di epoca neolitica, ossia nell’epoca del bronzo e del ferro, gli archeologi hanno poi ritrovato attrezzi metallici per la pesca e graffiti murali che raccontano episodi di pesca. 

Le odierne acquisizioni di scienza dell’alimentazione danno grande valore al pesce per il suo elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi, in particolare i mitici omega 3 e omega 6 ed anche perché in grado di aumentare la frazione HDL del colesterolo.

Di fatto, le popolazioni Inuit e Yupik, anche note come Esquimesi, consumano grandi quantità di pesce ogni giorno e il tasso di patologie coronariche è estremamente basso, specie se confrontato con quello delle popolazioni occidentali o di altre parti del mondo.

omega 3

Ma se i benefici dell’alimentazione ricca di pesce sull’apparato cardio-circolatorio costituiscono nozione ben nota, non altrettanto si può dire di quelli esercitati sui danni cerebrali da inquinamento atmosferico, come è stato acquisito da una recente ricerca.

E’ necessario premettere che per materiale particolato aero-disperso si intende l'insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente, fra cui piombo, solventi organici e metil-mercurio. Il termine PM2,5 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm, ed è detto anche ‘particolato fine’ le cui sorgenti sono tutti i tipi di combustione prodotta dai motori dei veicoli e degli impianti per la produzione di energia, dalla legna per il riscaldamento domestico, dagli incendi boschivi e da molti altri processi industriali.

Cheng Chen, della Columbia University Irving Medical Center, New York, NY, USA, ha pubblicato il 15 Luglio 2020 su Neurology (AAN) il lavoro “Erythrocyte omega-3 index, ambient fine particle exposure and brain aging” per valutare se gli acidi grassi omega-3 poli-insaturi a lunga catena (LCn3PUFAs) modifichino gli effetti neuro-tossici dell’esposizione al PM2,5 sul cervello.

Lo studio

Sono state sottoposte a questionari sulla dieta, attività fisica e storia clinica 1315 donne, di età compresa fra 65 e 80 anni, senza segni di demenza, incluse nel Women's Health Initiative Memory Study (WHIMS) tra il 1996 e 1999. I ricercatori sono risaliti attraverso l’indirizzo di casa ai valori medi di esposizione al PM2,5 nei 3 anni antecedenti alla Risonanza Magnetica cui le partecipanti sono state sottoposte fra il 2005 e il 2006.

 

Considerate le molteplici variabili confondenti passibili di influenzare il volume cerebrale, i ricercatori hanno evidenziato che nelle donne con livelli più alti di LCn3PUFA erano significativamente di maggior volume la sostanza bianca e l’ippocampo ed in particolare per ogni incremento interquartile (2.02%) dell’indice omega-3, l’aumento medio di volume era 5.03 cm3 (P <. 01) nella sostanza bianca e 0.08 cm3 (P =. 03) nell’ippocampo.
Con livelli più alti di LCn3PUFA si attenuava l’associazione inversa fra esposizione PM2,5 e volume della sostanza bianca in tutte le aree del cervello (P<.05).

 

Chen puntualizza che futuri trial dovranno aiutare a comprendere il sottostante meccanismo esplicato dagli omega-3 nell’alleviare la neuro-tossicità indotta dall’esposizione PM2,5 e comprendere se supplementare la dieta con olio di pesce costituisca una strategia preventiva appropriata.

 

Lilly Jung Henson, neurologo al Piedmont Healthcare, Stockbridge, Georgia ha commentato i risultati ritenendo che sia ingegnoso guardare ai potenziali benefici del consumo di pesce per contrastare i fattori ambientali di rischio per la demenza, ma che siano necessarie ulteriori ricerche sull’argomento per definire il quantitativo di alimenti con elevato contenuto in omega-3 efficace nella prevenzione della salute cognitiva da danno cerebrale legato alla polluzione ambientale.