Utente 113XXX
sulla parte sinistra del viso, vicino allo zigomo, ho sempre avuto un neo di circa 2/3 mm. Nel corso degli anni ho notato che si è schiarito (non era molto nero in origine), ora a occhio nudo appare come una piccola macchietta su cui cresce la barba. Aggiungo che crescendo la barba nel tempo l'ho spesso ''passato'' con il rasoio e qualche volta (per questo motivo) è sanguinato. Negli ultimi 3/4 anni ho fatto 3 controlli dei nei in cui i dermatologi non hanno mai rilevato nei sospetto (non ricordo però se si sono accorti o hanno visto anche questo). Il mese prossimo ho in preventivo un nuovo controllo. Ho letto che sono pericolosi anche i nei che schiariscono nel tempo, mi chiedo se è facile che scappino al controllo di uno specialista e se debbo tenerlo controllato in maniera particolare ... infine, secondo la vostra esperienza, quanto tempo impiega un nevo nel diventare malisgno? occorre che s'ingrossi di diametro? Ho 31 anni e amo prendere il sole.

vi ringrazio,

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Dr. Davide Brunelli
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Gentile Utente,
i nevi normalmente scompaiono nel tempo dal momento che subiscono una progressiva involuzione ed un progressivo "riassorbimento". Riporto la famosa frase di uno studioso che afferma "che nessuno nasce con i nevi e nessuno muore con i nevi". Infatti difficilmente potrà osservare un soggetto di 90 anni con molti nevi melanocitici, magari avrà molte cheratosi seborroiche che sono un'altra cosa.
Detto questo si deve distinguere l'involuzione di un nevo dall'involuzione di un melanoma, che è il tumore maligno che assomiglia al nevo. Il compito spetta al dermatologo con l'utilizzo della dermatoscopia: il mese prossimo esporrà il quesito al dermatologo.
Come più volte ripetuto anche se passa la lametta da barba sul nevo e lo fa sanguinare non succede nulla, nessun nevo degenera per questo motivo.
Infine le ribadisco come il melanoma maligno insorga almeno nell'80% dei casi su cute sana secondo la letteratura medica mondiale e la mia personale esperienza di più di 20 anni di dermatologia oncologica. Il melanoma insorge in un 20% dei casi sul nevo, ma per motivi casuali, non legati cioè al tipo di nevo. Essendo comunque il nevo fatto di melanociti, uno di questi può degenerare allo stesso modo dei melanociti della cute normale. Senza regola, cioè casualmente come gli altri melanociti cutanei. Il problema è che all'inizio della sua storia il melanoma insorto su cute sana può essere esattamente uguale ad un nevo, di qui la confusione che ha imperato per anni considerando i due fenomeni associati.
La visita dermatologica per nevi deve pertanto seguire questo flusso:
- visita su tutta la superficie cutanea escludendo lesioni atipiche in atto
- identificazione del fattore di rischio del soggetto su quale consigliare la periodicità dei controlli
- scatto di foto panoramica della superficie cutanea al fine di favorire l'identificazione futura di elementi nati "ex novo"
Il melanoma maligno ha diverse sottovarietà, ma la forma comune è quella a diffusione superficiale. Quindi vuol dire che per molto tempo - verosimilmente per anni - si allarga radialmente prima di diventare invasivo: un controllo all'anno quindi è più che sufficiente ed è riservato ai soggetti a maggior rischio.
Vi sono forme più veloci di melanoma, quale il melanoma nodulare, che insorgono come piccole rilevatezze cutanee: per questi come prevenzione vale la regola principale della oncologia cutanea, cioè andare dal dermatologo se si vede una cosa nuova, qualunque essa sia e di qualsiasi colore.

La regola dell'ABCD secondo molte correnti di pensiero, tra le quali quella di chi le scrive, è sbagliata perché porta a diagnosi troppo tardiva, cioè quando il melanoma può potenzialmente essere già microinvasivo. Molto meglio affidarsi alla regola di andare dallo specialista se vede qualcosa di nuovo.

Un bravo specialista corredato di dermatoscopio ha una sensibilità diagnostica al massimo del 90% secondo stime di ricerche meta analitiche mondiali: pertanto in caso di dubbio diagnostico il dermatologo preferisce rimuovere la lesione e farla analizzare istologicamente piuttosto che "tenerla controllata nel tempo".
L'errore è umano e fa parte della medicina: rinnegare questa possibilità rappresenta una involuzione barbarica della nostra società e non fa altro che aumentare l'atteggiamento difensivistico dei medici con minore efficienza e maggior spreco di risorse della collettività.

Spero di averle fatto chiarezza, cordiali saluti