Utente 279XXX
Buongiorno, nel giugno 2010, dopo parto spontaneo indotto (durante il quale ho usufruito di anestesia epidurale), ho sviluppato un eritema polimorfo.
A seguito di numerosi accertamenti (tra i quali patch test, ricovero in day hospital per test allergici ad anestetici generali/locali, biopsia), non è scaturita nessuna evidente allergia a specifici componenti utilizzati per l'anestesia epidurale.
La spiegazione fornitami all'epoca fece riferimento al particolare "stress" a cui era stato sottoposto il mio sistema immunitario a fine gravidanza -amplificato con il travaglio ed il parto- e che un'eventuale allergia specifica non sarebbe potuta essere rilevata poichè gli esami in questione sono stati effettuati in uno status diverso da quello in cui mi trovato quando ho sviluppato l'allergia (non ero ovviamente in gravidanza al momento dei test).
A conclusione dei controlli mi è stato consegnato un documento contenente tutta la profilassi da seguire nel caso di intervento o simile nel quale io necessiti di anestesia di qualunque tipo, profilassi che prevede la somministrazione di cortisonici ed antistaminici -anche per via endovenosa- al fine di prevenire reazioni allergiche violente come quella che ho avuto.
Ora sono nuovamente in gravidanza e nell'ottica di un secondo parto vorrei sapere se, volendo ipotizzare di ricorrere nuovamente all'anestesia epidurale, tale ricorso potrebbe potenzialmente essere sconsigliato dai professionisti di settore o se obiettivamente -in sede di travaglio- la profilassi suggeritami sarebbe ricorribile o meno.

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, ritengo importante comunicare al collega con cui farà la valutazione anestesiologica il precedente riportato.
Tuttavia la negatività delle prove allergologiche effettuate dopo il parto dovrebbe porla in condizioni di tranquillità e comunque se effettivamente legate ad un insieme di fattori come la condizione di "stress" del suo sistema immunitario durante quella particolare fase che è la gravidanza, forse la profilassi suggeritale potrebbe o non funzionare o, bene che vada, darle una reazione più contenuta. E' in realtà difficile poterlo prevedere con certezza. Bisogna vedere cosa succede in questa occasione. Siamo sicuri che gli anestetici locali sono stati gli unici farmaci assunti? Ha usufruito dopo di antidolorifici di qualche tipo? A volte i FANS possono dare reazioni di tale natura.
Non mi meraviglierebbe che qualche collega sconsiglierebbe il ricorso all'analgesia del parto. Tuttavia non essendo lei primipara si presume che il suo travaglio debba essere molto più rapido e quindi utile valutare se sia proprio necessario il ricorso a questa tecnica antalgica.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 279XXX

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Innanzitutto la ringrazio per l'attenzione; in effetti mi è stato somministrato anche del Toradol il giorno successivo al parto, ma non è stato testato tra i FANS, poichè mi hanno detto che rientra tra i farmaci che sicuramente avrebbe scatenato una reazione allergica e che non poteva essere considerato attendibile come risultato.
Mi hanno detto solamente di non assumerlo più, per evitare rischi.
Infatti le mie riflessioni sono legate al già difficile percorso per poter ottenere l'analgesia (tra ostetriche contrarie, documentazione da produrre)...aggiungendoci l'eritema polimorfo temo proprio di incontrare poca collaborazione.
Oltretutto anche io penso al fatto che un secondo travaglio "dovrebbe" essere più rapido...ma temo che, assicurandomi comunque la possibilità di ricorrere all'analgesia effettuando la visita propedeutica con l'anestesista della struttura a cui mi rivolgerò, in sede di travaglio non avrò la razionalità per riflettere sulle conseguenze della scelta....
Mi rendo conto che ripieghiamo sull'aspetto psicologico della cosa...
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Se lei, dopo la prima esperienza di analgesia, ha avuto modo di effettuare delle anestesie locali (anche dal dentista) e queste non le hanno determinato alcuna reazione ritengo che possa effettuare tale procedura con relativa sicurezza.
La tipologia di quelli utilizzati per fare la partoanalgesia è la medesima (solo piccole varianti molecolari) di quelli utilizzati per fare una "banale" infiltrazione di anestesia locale.
Sono convinto che siano più altri farmaci a determinare la comparsa di forme eritematose polimorfe. Comunque non si può certo forzare la scelta professionale del Collega, che la visita e la conosce meglio di noi, in un periodo in cui la cautela estrema per la sicurezza del paziente è senza dubbio elemento prioritario.

Per l'atteggiamento non certo favorente la partoanalgesia da parte dei vari operatori coinvolti, salvo in alcune selezionate strutture (pochissime in Italia), non scopriamo certo nulla di nuovo. Già la situazione poteva essere classificata per il nostro Paese ai limiti della precarietà qualche anno fa. Oggi in termini di "spending review" organizzativi non può che essere precipitata ulteriormente.
Questo lo constatavamo appena un anno e mezzo fa...
http://www.medicitalia.it/minforma/anestesia-e-rianimazione/842-donna-partorirai-dolore.html
Cordialità