aura  
 
Utente 396XXX
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio per il mio problema di disturbi all’aura visiva.
Sono donna (60 anni), soffro di tiroidite di Hashimoto e sono lievemente ipertesa (terapia con mezza compressa di beta bloccante).
Dal 2002 ho inziato a soffrire di emicrania e durante gli attacchi vedo i contorni degli oggetti sfumati, il mio neurologo mi ha diagnosticato un’emicrania con disturbi all’aura visiva, per la quale sono in terapia con triptani e ibuprofene (da assumere quando compare l’attacco). Con la menopausa l’emicrania è scomparsa, sono rimasti gli episodi di disturbi visivi, che in genere rispondono alla terapia. L’anno scorso ho avuto un cluster di attacchi molto ravvicinati tra loro, (8-9 in un mese, mentre la mia media negli anni era di 1-2 al mese), ho consultato due neurologi (il mio “storico” più un altro diverso) che mi hanno visitata, senza trovare anormalità all’obiettività, e mi hanno tranquillizzata, dicendo che probabilmente era solo un periodo così. Alla fine dell’anno, il numero totale di attacchi è rimasto in linea con quelli degli anni precedenti, infatti dopo quel cluster ravvicinato ne ho avuti pochi altri, per un totale di 10-12.

Dalla menopausa ho notato anche un rallentamento idiomotorio (faccio un po’ fatica a ricordarmi le cose, ho una certa tendenza all’assopimento appena mi rilasso un attimo).

Mi sto chiedendo se quei cluster di disturbi visivi, la scomparsa dell’emicrania e il rallentamento idiomotorio non possano essere collegati e se non sia il caso di effettuare qualche esame strumentale (come una risonanza magnetica), che però non mi è stato proposto dai due specialisti che ho consultato lo scorso anno, dopo quegli episodi ravvicinati.
Ad oggi, continuo ad avere disturbi visivi 1-2 volte al mese, che rispondono alla terapia.

Grazie per le eventuali risposte, un cordiale saluto
[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro
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Gentile Signora,

un approfondimento diagnostico è consigliabile, in base ai Suoi disturbi una RM encefalica è certamente indicata.
Questi disturbi rispondono alla terapia, in che modo assume i farmaci menzionati, insieme all'inizio dell'attacco?
Quanto durano questi episodi? Non ha fatto una terapia di prevenzione nemmeno durante il periodo di maggiore frequenza?

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 396XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dottor Ferraloro, grazie per la sua risposta. Per quanto riguarda la prevenzione, qualche anno fa ho assunto per 6 mesi Riboflavina (su consiglio del mio neurologo), poi l’ho sospesa. L’episodio di attacchi ravvicinati dell’anno scorso era avvenuto in concomitanza con l’inizio di una terapia con sartani per la mia lieve ipertensione, alla luce di ciò mi è stata cambiata la terapia con un beta bloccante, che sia il cardiologo che il neurologo mi hanno detto dovrebbe essere utile anche a prevenire gli attacchi di disturbi all’aura visiva. A onor di cronaca, devo dire che concomitantemente con la sostituzione del farmaco, gli attacchi ravvicinati sono terminati, poi non so se ci sia un nesso causale.
Per quanto riguarda la terapia, assumo ibuprofene al momento dell’insorgenza del disturbo visivo e, dopo 30 minuti, il triptano. Il disturbo visivo, complessivamente, dura massimo un’ora.
Mi consiglia di eseguire la risonanza con una certa tempestività?
[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro
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Gentile Signora,

considerato che la fase di maggiore frequenza degli attacchi è regredita spontaneamente, può effettuare la RM senza particolare urgenza.

Cordialmente
[#4] dopo  
Utente 396XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dottor Ferraloro, grazie ancora per la sua risposta. Vorrei farle un'ultimissima domanda, se possibile: al momento dei primi disturbi di emicrania con aura (2002), mi ero sottoposta a una RMN, che era risultata normale. Vorrei chiedere se il suo consiglio di sottopormi ad un'ulteriore RMN sia dovuto alla possibilità che episodi di attacchi ravvicinati possano essere secondari a qualche grave condizione insorta nel frattempo... quale potrebbe esserne la causa? sono un po' preoccupata! Grazie
[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro
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Gentile Signora,

non sapevo che avesse già effettuato una RM encefalica per lo stesso problema. L'esito negativo dell'esame La tranquillizza. A questo punto non ritengo sia necessaria un'ulteriore RM, senza l'insorgenza di nuovi elementi.
Il periodo di maggiore frequenza degli attacchi fa parte del decorso capriccioso di questo tipo di cefalea dove si possono alternare periodi di bassa frequenza, addirittura anni senza attacchi, a periodi di maggiore frequenza. Il motivo di questo decorso irregolare è tuttora sconosciuto.

Cordialità
[#6] dopo  
Utente 396XXX

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Gentile Dottor Ferraloro, mi perdoni, avevo omesso il dettaglio più importante. Grazie di cuore per la sua disponibilità e buon lavoro!
[#7] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro
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Di nulla.

Buonanotte