La celiachia si esprime con diversi sintomi, talvolta simulando altri tipi di malattie intestinali o la sindrome da stanchezza cronica, cefalea e depressione; talvota è silente pur danneggiando comunque le mucose intestinali.

E' molto frequente scoprire celiaci ai quali è stato diagnosticato loro la sindrome del colon irritabile (IBS), o meglio Sindrome dell'intestino irritabile (SII), e per tale patologia trattati per anni, con conseguente peggioramento dell'intestino.

La malattia celiaca (MC) è una malattia che interessa l'intestino tenue e nasce dal danno che provoca il nostro sistema immunitario quando vi è ingestione del glutine. Si tratta di un argomento d'attualità perchè spesso non diagnosticato: secondo stime del Ministero della Salute, la celiachia interessa lo 0,6-1% degli italiani e, tra questi, il 70% non sa di averla. La MC si esprime con diversi sintomi, talvolta simulando altri tipi di malattie intestinali, spesso la sindrome da colon irritabile, o la sindrome da stanchezza cronica (CFS - Chronic Fatigue Syndrome), cefaleadepressione e, nel corso degli anni, la sindrome da malnutrizione.

Talvolta, non raramente, la MC è silente, asintomatica, pur danneggiando specificatamente le mucose dell'intestino tenue. Questa intolleranza al glutine insorge a qualsiasi età anche se è più frequente durante lo svezzamento ed è irreversibile; nonostante questo, la forma neonatale stà divenendo più rara per un approccio dei pediatri più attento nell'alimentazione nei primi mesi; la forma tardiva, invece, è in aumento per la diffusione degli approcci diagnostici.

 

Gli esami del sangue

 

Mentre non esistono test specifici per la Sindrome dell'intestino irritabile, la diagnosi si basa su criteri clinici e di esclusione di altre patologie, nella MC si ricercano gli AGA (anticorpi antigliadina, IgA e IgG) e gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA).

Gli AGA rivelano la predisposizione dell'organismo ad attaccare la gladina (gli AGA), una delle proteine componenti del glutine, una lipoproteina (presente nel grano, orzo, avena e segale) composta da gliadina e glutenina. Gli anticorpi anti endomisio (EMA) indicano l'attività del danno della mucosa intestinale. Se i due test sono positivi si conferma la diagnosi di celiachia, in caso di doppia negatività la si può escludere. Da notare che gli AGA possono essere presenti anche in parte della popolazione sana. Gli EMA positivi in parenti di I e II grado di pazienti celiaci, giustificano la gastroscopia per la biopsia digiunale.

Da alcuni anni si quantifica la presenza nel sangue degli anticorpi anti Transglutaminasi Tissutale (IgATransglutaminasi), un enzima necessario sia per la metabolizzazione del glutine sia implicato nel danno tissutale; un test semplice ed affidabile che può essere acquistato in farmacia.

La celiachia non è ereditaria, ma si eredita la predisposizione ad averla, pertanto si effettuano gli accertamenti genetici HLA DR-DQ. Nonostante tale accertamento, è da riportare che quasi nel 10% dei casi esistono celiaci HLA negativi.

 

Esami strumentali

L'esame più importante è l'esofagogastroduodenoscopia che ci permette di effettuare la visione "macro" dei villi digiunali e la biopsia degli stessi che permetterà di valutare anche il danno tissutale provocato da tale intolleranza. Tale risultato istopatologico deve essere valutato insieme ad altri parametri in quanto il danno dei villi può essere dovuto anche a terapie antibiotiche prolungate ed ad alcune infezioni intestinali.

 

Conclusioni

Come discusso all'inizio, è difficile diagnosticare la celiachia solo in base alla sintomatologia, e non è infrequente sentire di prove "ex adiuvantibus", ovvero consigliare di eliminare il glutine dalla dieta per vederne gli effetti: essendo il glutine non sempre facile da digerire, si possono avere benefici per sintomatologie simili ma dovute ad altre malattie.

Sospettare la MC anche in pazienti ai quali è stato diagnosticato "sommariamente" una SII o intolleranze al lattosio oppure ad altri alimenti è fondamentale per una diagnosi precoce: un ritardo di anni, oltre ai danni intestinali, può predisporre l'insorgenza di linfoma del tenue ed altre forme più rare di tumore, anche di altri distretti dell'intestino, eccetto per il carcinoma del colon per il quale non vi è correlazione.

Pertanto è importante che siano effettuati i protocolli diagnostici in diverse categorie di popolazione: sintomatologia specifica da malassorbimento (diarrea cronica, ritardo della crescita, calo ponderale), cefalee persistenti, afte del cavo orale, dolori addominali ricorrenti, malattie autoimmuni (tiroiditi, artrite reumatoide, etc), diabete tipo 1, sindrome di Down, S. di Turner, difficoltà nella gravidanza.