Quest’osservazione epidemiologica sembra essere confermata da un interessante lavoro di un gruppo di ricercatori brasiliani, prima pubblicato sull’"European Urology" e ora ripreso anche dal "The Brazilian Journal of Infectious Diseases".

Tutti sappiamo dei possibili problemi oncologici a livello del collo uterino che il virus può scatenare nelle donne ma pochi sanno che l’HPV è potenzialmente responsabile anche di tumori a livello orofaringeo, anale e penieno.

 

         

 

Il Papilloma Virus è presente in due lesioni che interessano i genitali esterni maschili: i condilomi, noti anche come verruche genitali, e le neoplasie intraepiteliali del pene.     

I condilomi sono frequentemente associati ad un HPV del tipo 6 e 11(circa il 96% dei casi); l’incidenza di tale patologia è alta nei maschi giovani, con età inferiore ai 30 anni e che hanno avuto un discreto numero di partner sessuali.

L’incidenza di un tumore al pene presenta una notevole differenza tra le diverse zone geografiche del nostro Pianeta e proprio il Brasile sembra avere questo triste primato.

La neoplasia intraepiteliale del pene è fortunatamente meno frequente ma più pericolosa e generalmente interessa uomini più maturi (l'età a rischio è posta tra i 50 e i 70 anni).

Lo studio brasiliano, supportato anche dall’Università Nordamericana della Virginia, ha studiato la possibile evoluzione delle infezioni da HPV verso una lesione dei genitali esterni (confermata da valutazioni istologiche) e ha cercato di capire la quota di infezioni che vanno verso una formazione condilomatosa o una neoplasia intraepiteliale del pene.

 

           

 

Nell’analisi prospettica, compiuta su 3033 uomini con lesioni dei genitali esterni, sono stati fatti prelievi bioptici e la tipizzazione genetica dell’HPV; di questi 1788 uomini sono risultati positivi all’HPV, in 92 maschi si è manifestata una lesione dei genitali esterni durante il follow-up e in 86 casi è comparsa una lesione condilomatosa mentre in 9 soggetti si è presentata una neoplasia intraepiteliale del pene.

Dopo i primi 12 mesi dal riscontro del virus, il 16% e il 22% dei maschi con un HPV, rispettivamente del tipo 6 e del tipo 11, presentava una lesione condilomatosa ed infine lo 0,5% degli uomini con HPV di tipo 16 sviluppava una neoplasia intraepiteliale del pene.

Chiaro, da questi dati, che il Papilloma Virus deve sempre essere ben considerato o non sottovalutato in una normale indagine andrologica.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4670812/

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1413867016302458