Circa il 50% degli statunitensi dichiara di soffrire di qualche forma di insonnia e di aver provato numerosi rimedi, dal latte caldo alla melatonina ai farmaci ipnoinducenti, con vari gradi di efficacia e di eventi avversi. Ma un nuovo studio sembra evidenziare che il sonno possa essere indotto attraverso il “bilanciamento” dell’attività cerebrale usando la musica.

I ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (NC, USA) hanno condotto uno studio pilota per verificare l’efficacia di un nuovo metodo, non invasivo, che attraverso l’uso di toni musicali può facilmente indurre il sonno. Lo studio è stato in parte finanziato dalla Azienda che è titolare del brevetto per la tecnologia usata per indurre il sonno e i risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista Brain and Behavior.

Secondo gli autori, l’attività cerebrale, che procede grazie a una perfetta sincronizzazione delle attività dell’emisfero destro e di quello sinistro, in caso di traumi o stress, può subire uno “sbilanciamento” nell’equilibrio esistente tra i due emisferi. Se questo sbilanciamento persiste, ne possono derivare sintomi come l’insonnia. La nuova tecnologia sperimentata sembrerebbe facilitare maggiore equilibrio e armonia nelle frequenze delle attività cerebrali e, come diretta conseguenza, una riduzione dei sintomi dell’insonnia.

La nuova tecnologia prende il nome di HIRREM, ossia High Resolution Relational Resonance-based Mirroring, più semplicemente definita con il suo nome commerciale di Brainwave Optimization, ossia ottimizzazione delle onde cerebrali.

La procedura, non invasiva, usa un sistema progettato per rimandare al cervello le sue frequenze di attività, sottoforma di note musicali. La risonanza tra le onde cerebrali e le note musicali, alla stessa frequenza, dovrebbe condurre ad un maggiore equilibrio nelle attività elettriche dei due emisferi. Dal punto di vista clinico, la sperimentazione è avvenuta su 20 pazienti, classificati come sofferenti di insonnia, da moderata a grave. E’ stata valutata la loro attività cerebrale attraverso la misurazione delle frequenze di attività dei due emisferi e, successivamente, sono stati sottoposti ad un numero di sedute, tra 8 e 12, di applicazione della nuova tecnologia.

Attraverso l’analisi delle frequenze di attività cerebrale e uno specifico algoritmo matematico, l’apparecchio elabora delle note musicali da inviare al cervello attraverso dei comuni auricolari, per 60-90 minuti. I ricercatori hanno valutato che i pazienti sottoposti al nuovo trattamento per l’insonnia, mostravano un miglioramento notevole, fino a renderli classificabili come privi di sintomi o come sofferenti di insonnia “sottosoglia”.

I limiti dello studio sono il numero limitato di partecipanti e la mancanza di un gruppo di controllo trattato con placebo, per escludere che il miglioramento in questione sia solo frutto di “effetto placebo”. Gli autori dello studio sono comunque in procinto di organizzare uno studio clinico più ampio ed elaborato che possa confermare, o meno, i risultati incoraggianti di questo primo trial.

 

Fonte:
Charles H. Tegeler, Sandhya R. Kumar, Dave Conklin, Sung W. Lee, Lee Gerdes, Dana P. Turner, Catherine L. Tegeler, Brian C. Fidali, Tim T. Houle. Open label, randomized, crossover pilot trial of high-resolution, relational, resonance-based, electroencephalic mirroring to relieve insomnia. Brain and Behavior, 2012; 2 (6): 814 DOI: 10.1002/brb3.101