Una crema ci aiuterà, forse, a risolvere alcuni disturbi dell'erezione

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 14 ottobre 2015

Questa è la notizia data, con il giusto clamore mediatico, a Riccione all’88° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (S.I.U.) appena conclusosi.

Naturalmente tutti gli opinion leader dell’urologia nazionale si sono scatenati nel presentare questa novità, almeno sul nostro territorio nazionale, ed alcune indicazioni e studi, condotti in altri paesi europei e non, ci indicherebbero forse alcune prospettive positive.

Tutto deve essere naturalmente ancora verificato sul campo, dopo un reale e mirato utilizzo clinico del prodotto qui presentato.

Fino ad ora comunque pomate, creme o microsupposte, inserite nell’uretra, purtroppo non hanno sortito risultati eclatanti, non sono state ben accettate dai pazienti e praticamente è ad oggi una strategia terapeutica scomparsa, soprattutto perché non si sono avute risposte sicure e valide rigidità quando era presente un problema erettivo.

 

La ragione di tutto ciò è sostanzialmente legata al fatto che la tunica albuginea, cioè la struttura connettivale che circonda i corpi cavernosi del pene e che ne garantisce la sua rigidità, non si fa attraversare da alcuna crema o pomata fino ad ora in commercio. 

La novità della crema, messa ora in vendita anche in Italia, non starebbe infatti nel principio attivo che è l’arcinota Prostaglandina E1 (vasodilatatore periferico, conosciuto anche con il nome di Alprostadil) ma il suo carrier, cioè il "mezzo di trasporto", che sarebbe capace di far passare questo vasodilatatore senza dover bucare con un ago l’albuginea.

 
Formula chimica del DDAIP 

 

Questo “trasportatore” si chiama DDAIP (un estere del Dodecil 2-N,N- dimetilamino-propionato) anch’esso già noto come prodotto ad uso topico in dermatologia e come capace di aumentare la penetrazione, cioè l’assorbimento di prodotti farmacologici che devono essere veicolati attraverso la cute.

Questo trasportatore sarà veramente capace anche di superare l’albuginea?

La casa farmaceutica, che ha commercializzato questo “nuovo” farmaco topico, parla di un’azione rapida del prodotto, tra i cinque e i trenta minuti dopo la sua applicazione, e il suo effetto “positivo” dovrebbe permanere per più di un’ora.

Se vero, in un futuro prossimo venturo, potrebbe forse questo prodotto costituire un'altra reale alternativa al trattamento di alcune problematiche erettive, su base vascolare, che oggi vengono risolte con l’uso di farmaci orali o di iniezioni, sempre di Prostaglandina E1, all’interno dei corpi cavernosi.

 
Formula chimica della Prostaglandina E1

 

Visti comunque gli insuccessi che hanno generalmente caratterizzato i precedenti preparati ad uso topico (creme, pomate ed altro) in campo andrologico ed urologico, lo scetticismo clinico sull’utilizzo anche di questo nuovo preparato “topico” serpeggia tra gli addetti ai lavori.

 

Altre informazioni:

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

16 commenti

#1
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Gentile Giovanni,

Permettimi una precisazione:
l'efficacia di questo topico dermatologico sarebbe si data dal suo veicolo carrier Ddaip come anche tu segnali, ma notoriamente, NESSUN topico può passare la tonaca albuginea (o addirittura la fascia del buck) a causa dell'ingombro sterico a livello molecolare.

Il meccanismo d'azione di questo topico sarebbe difatti tutt'altro:

la crema acquisisce efficacia quando posta a contatto con la mucosa esterna (e soprattutto dell'introito meatale) del glande che notoriamente non è ricoperto di albuginea ma di una sola sottile fascia del corpo spongioso. Fascia che permette il mantenimento della pervietà terminale uretrale anche a pene eretto (non creando la solida compressione tipica dei corpi cavernosi) e garantendo quindi l'eiaculazione.

Pertanto l'applicazione di questo topico a livello glandulare e perimeatale (come da indicazioni farmaceutiche) consente il relativamente subitaneo contatto con il torrente circolatorio micro-vascolare artero venoso con dell'arteria uretrale che come sappiamo ha rami tributari sia per l'uretra che per il glande e da lì a tutto il circuito vascolare del pene.

L'albuginea che citi, non dovrebbe ostacolare questo processo, semplicemente perché non entra in gioco.
Sempre un caro saluto.
Luigi.

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Luigi,

sull'anatomia del pene, se permetti, ho fatto quasi la tesi ma devi sapere pure tu che il corpo spongioso dell'uretra nulla ha a che fare, da un punto di vista vascolare, con il tessuto spugnoso dei due corpi cavernosi che sono le sole strutture anatomiche "incapsulate" dalla nostra tunica albuginea che è una membrana fibrosa spessa, non espansibile, assolutamente impermeabile e niente ha a che fare con la fascia di Buck, struttura anatomica più superficiale.

Quello che tu scrivi: "...il torrente circolatorio micro-vascolare artero-venoso con dell'arteria uretrale che come sappiamo ha rami tributari sia per l'uretra che per il glande e da lì a tutto il circuito vascolare del pene." è ,andrologicamente parlando, errato; non esiste un generico "circuito vascolare del pene".

Lo dimostrano anche alcuni problemi andrologici del pene dove, in alcuni casi, abbiamo erezioni dei due corpi cavernosi senza dilatazione del corpo spongioso dell'uretra e viceversa; la situazione grave di priapismo interessa i due corpi cavernosi del pene non il corpo spongioso dell'uretra.

Ti dirò di più, è quasi la regola che, quando si fanno dei test dinamici, iniettando direttamente della prostaglandina E1 nei corpi cavernosi del pene, il corpo spongioso dell'uretra non si congestioni mentre i due corpi cavernosi , se naturalmente le arterie cavernose non hanno problemi, vanno in erezione.
Ancora quando si sono utilizzate, facendo ricorso a farmacie extra-nazionali, le famose micro supposte, sempre di prostaglandina E1, che venivano inserite direttamente nell'uretra, si avevano "erezioni" del corpo spongioso ma purtroppo quasi mai risposte "serie" a livello dei due corpi cavernosi.

E' da queste premesse anatomiche e cliniche che nascono tutti i dubbi e le attuali posizioni scettiche del mondo andro-urologico non solo nazionale.

Detto questo comunque questa crema è sicuramente una combinazione nuova, anche se di prodotti già noti, ma in medicina mai dire mai...e quindi bene provare e vedere cosa succede su casistiche cliniche serie e voluminose.

Del resto il successo di un prodotto, se funziona, in questo particolare settore della medicina è sempre caratterizzato da rapidi sviluppi clinici positivi; esempi eclatanti sono stati la Papaverina, la Prostaglandina E1 e poi il Sildenafil, il Tadalafil ecc, ecc....

Un caro Saluto.
Giovanni

#3
Dr. Luigi Laino
Dr. Luigi Laino

Caro Giovanni

Mi riferivo alla modalità di introduzione de farmaco che come ho già chiarito non può comprendere quella fascia anatomica; d'altro canto come riporti, è anche probabile che a causa della tortuosità dei vasi e dell'ampissima variabilità soggettiva, essa sia assorbita a partire dalla mucosa (che come sai altamente permeabile si topico a livello del glande e del meato) solo in parte dal torrente circolatorio , che comunque rimane via elettiva: ma quella è comunque la via.
Ovviamente lungi dal fare didattica!

Concordo con Te che è bene aspettare un poco e rivalutare sulla luce dei risultati clinici.

#4
Dr. Pierluigi Izzo
Dr. Pierluigi Izzo

...aldilà delle disquisizioni in merito al meccanismo d'azione,credo che,se fossero stati coinvolti più professionisti e gruppi di ricerca per valutare la reale efficacia del farmaco,non sarebbero presenti i forti e motivati dubbi in oggetto.Credo che il rischio reale sia quello dell'ennesimo boom mediatico di breve durata e di sicura...resa solo per alcuni.

#5
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Cari Luigi e Pierluigi,

osservazioni le vostre difficili da non condividere; ora aspettiamo serenamente le risposte cliniche che si osserveranno con l'utilizzo della nuova "crema".
Comunque i rischi, denunciati da Pierluigi, sono tutti da tener ben presenti.

#6
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Ciao Giovanni,
complimenti per la news.
Oltre al boom mediatico, come spesso accade quando si tratta di sessualità, secondo te non si potrebbe correre il rischio che i Paz - soprattutto i giovani - confondano il farmaco con una sorta di "cosmetico"?
Di "afrodisiaco"?
Ancor di più senza il controllo e la supervisione medica...?
Una pomata spaventa meno di una pillola, credo.
Staremo a vedere.
Un caro saluto e buon lavoro.
Valeria.

#7
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Cara Valeria,
i rischi e i problemi, che tu denunci, anche se ora molto prematuri su questa particolare strategia terapeutica, sono sicuramente da tenere presente.
Un caro saluto.

#10
Utente 394XXX
Utente 394XXX

Ho provato alcuni mesi orsono Cialis (con regolare prescrizione medica, senza alcun effetto.

Oggi per la prima volta a 69 anni, ho utilizzato Vitaros 3mg (e a parte l'introduzione della crema un poco difficoltosa), per circa 1 ora ho avuto una consistenza erettile che non avevo da ormai molti anni.

Faccio notare che i rapporti con mia moglie sono diventati molto rari per varie motivazioni, mentre alcune volte solo con lo sguardo oppure dialoghi con altre donne mi capita di avere un'erezione seppur breve. La domanda che pongo la crema Vitaros può essere utilizzata almeno una volta alla settimana senza problemi?.

Grazie per la risposta

#11
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile lettore,
chi le ha prescritto la crema in questione sicuramente le avrà dato anche l'indicazione di come e quando usarla, in funzione anche della sua specifica situazione clinica.
Comunque se lei è una persona di "sana e robusta" costituzione non dovrebbe avere particolari problemi ad usarla almeno una volta alla settimana ma qui la rimandiamo ora al suo andrologo di fiducia per l'ultima e più precisa indicazione.
Le consiglio di rileggersi anche attentamente le linee guida del nostro sito prima di richiedere un consiglio od un’ulteriore indicazione clinica. L’autogestione è pericolosa, sempre bene consultare prima in diretta il suo medico di fiducia.
Un cordiale saluto.

#12
Utente 434XXX
Utente 434XXX

Buona sera, ho letto e riletto ogni genere di informazioni dappertutto sul mio problema di deficit erettile dovuto proprio al diabete mellito di tipo 1 ed onestamente credo finalmente di trovarmi al posto giusto per avere delucidazioni.
Premesso che a breve dovrò fare una visita specialistica, vorrei precisare che tempo fa ho eseguito al San Raffaele di Milano un test ove mi è stato iniettata la prostaglandina ed ho avuto l'erezione di parecchie ore ma al termine, man mano che passava l'effetto ho cominciato ad avere forti dolori che sono durati un paio di giorni.
L'esito è stato funesto per me poiché vi è un danno ai corpi cavernosi (credo di ricordare in maniera corretta). Comunque hanno cominciato ad impasticcarmi ma in realtà non ho avuto grossi risultati; diciamo che non sempre riuscivo a mantenere l'erezione e via via ho piano piano cominciato ad arrendermi.
Ultimamente, diciamo che psicologicamente mi sto risollevando e VOGLIO poter avere un rapporto soddisfacente anche perché non posso chiedere a mia moglie di rinunciare sempre, non mi sembra giusto. Ultimamente ho provato il Cialis ma non ha effetto e ne ho provato diversi ma fanno qualcosa che non è sufficiente.
Ora al di là del fatto che presto andrò dallo specialista nel frattempo vorrei sapere cortesemente da voi specialisti, quali sistemi vengono utilizzati oggi e se secondo voi potrei tornare, anche se in maniera artificiosa, a poter avere rapporti. Leggo di persone di 70/80 anni che lo fanno tranquillamente....... io ne ho 53, ormai ho aspettato già forse troppo tempo.
Grazie

#14
Dr. Pierluigi Izzo
Dr. Pierluigi Izzo

Caro Utente,il Paziente più studiato nell'universo della disfunzione erettile é il dismetabolico (lipidico e/o glicidico,iperteso etc.) che rappresenta la popolazione più numerosa degli insuccessi terapeutici, a tutte le età.Mi compiaccio che risponda favorevolmente alla terapia intrauretrale con prostaglandina e non mi sorprende che abbia risposto in maniera insufficiente agli inibitori della fosfodiesterasi,spesso oggetto di autosomministrazione.
Cordialità.

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